Elezioni Rsi scuola: ricorsi contro l’esclusione delle candidature dei precari
(©Ilaria Bersi per bobine.tv) -
Alessandro Celi, Luigi Bolici e Claudio Idone
Dal 10 al 12 maggio 2022, saranno elette le Rappresentanze sindacali interne (Rsi) della scuola valdostana ma i precari non potranno essere in lista.
Lo hanno denunciato, giovedì 14 aprile 2022, le segreterie regionali di Savt-École, Cgil e Snals-Confsal, che hanno colto l’occasione per annunciare la loro intenzione di presentare ricorsi contro queste non accettazioni di candidatura al Comitato regionale dei Garanti.
Luigi Bolici, segretario di Savt-École, ha spiegato: «Avevamo intrapreso un percorso esplorativo per capire se fosse possibile ampliare la platea di eleggibili anche in Valle d’Aosta, estendendo questo diritto ai supplenti, ora esclusi. Tuttavia la necessaria proposta di modifica all’accordo quadro non ha potuto essere presentata (né conseguentemente recepita) poiché Cisl-Scuola ha ritenuto di non voler firmare la richiesta».
Un primo ricorso è già stato presentato, il 9 aprile 2022, contro l’esclusione dalla lista – da parte della Commissione elettorale – di un candidato docente a tempo determinato. Le motivazioni a sostegno del ricorso sono:
- «nella parte che esclude dall’elettorato passivo il personale a tempo determinato, l’articolo 12 dell’Accordo Quadro regionale n. 950 risulta in aperto contrasto con la disciplina delle elezioni delle rappresentanze sindacali nella scuola. Il Contratto Collettivo Nazionale Quadro […] conferisce il diritto all’elettorato passivo del personale a tempo determinato con nomina annuale e/o fino al termine delle elezioni».
- «Il docente candidato risulta destinatario di un’assunzione a tempo determinato finalizzata allo svolgimento di un anno di formazione e prova al termine del quale, al pari dei docenti assunti su sede provvisoria, egli sarà confermato in un ruolo a tempo determinato, per di più nella medesima sede di servizio […]»
- «l’esclusione del personale a tempo determinato dall’esercizio dei diritti sindacali è in netto contrasto con il principio di non-discriminazione stabilito dalla Direttiva europea 1999/70»
Alessandro Celi, segretario di Snals scuola, ha declinato un quadro generale della situazione del precariato valdostano: «nelle scuole medie e superiori, la scuola con la percentuale dei precari più bassa è l’Istituzione scolastica Mont-Rose A, con il 18%. Sul fronte opposto, troviamo l’Istituzione scolastica Valdigne-Mont Blanc con il 62%. La media regionale si aggira intorno al 26-46%.
Nell’ambito delle superiori, non vi è una scuola che abbia meno del 40% dei precari in servizio. Ecco che occorre tenere a mente questo quadro regionale per comprendere al meglio le nostre richieste».
La reazione di Cisl scuola VdA
Cisl scuola Valle d’Aosta ha così reagito con un comunicato stampa: «in un momento di grande fervore per la scuola e di impegno da parte delle strutture sindacali che si occupano della categoria, constatiamo che Flc Cgil, Savt-École e Snals Valle d’Aosta trovano il tempo e le energie per tenere una conferenza stampa in cui stigmatizzano il nostro operato.
Venendo alle accuse da noi ricevute, rimarchiamo, a onor del vero, che quelle elaborate dai colleghi non erano che proposte che il Comitato regionale relazioni sindacali si era limitato a udire e considerare, senza mai però fornire la propria approvazione a riguardo. Questo anche e soprattutto perché, come sottolineato dalla nostra segretaria e invece apparentemente ignorato dalle altre sigle, l’Accordo quadro regionale del 2016 è un Accordo confederale, che non riguarda solo la scuola e la cui predisposizione ha imposto la ricerca di un delicato equilibrio tra tutte le organizzazioni sindacali coinvolte e rappresentate dai rispettivi segretari generali e dai rispettivi segretari delle categorie scuola e pubblico impiego. Eventuali modifiche avrebbero dunque dovuto essere presentate, discusse e approvate da tutti questi soggetti e non certo inviate su file word condiviso a mezzo posta elettronica tra i soli segretari della categoria scuola a meno di una settimana dal termine di scadenza fissato per la presentazione delle candidature Rsi.
Prestare il nostro consenso a simili modifiche avrebbe testimoniato una grave svalutazione di un Accordo regionale che tutela e promuove le prerogative e la pluralità delle organizzazioni sindacali all’interno della nostra Regione. Il tutto a fronte del riconoscimento di un diritto che per i docenti con contratto a tempo determinato si rivela certo importante ma del quale, purtroppo, essi possono molto raramente godere, essendo non solo molto impegnati nello studio volto al superamento di prove concorsuali, che sappiamo essere sempre più irragionevoli, ma anche spesso costretti a cambiare Istituzione scolastica al variare dell’anno scolastico.
Siamo abituati in questi ultimi due anni ad agire molto sovente in solitudine rispetto alle altre tre sigle rappresentative sul territorio regionale, sia quando non aderimmo allo sciopero nazionale della scuola del 10 dicembre 2021 sia quando siglammo a livello nazionale il Contratto integrativo sulla mobilità, attraverso il quale abbiamo cercato di limitare i danni del blocco triennale per i docenti e aiutare a esercitare il diritto alla mobilità le migliaia di docenti che vorrebbero avvicinarsi alle proprie famiglie.
Ci saremmo aspettati che le altre sigle si fossero mosse organizzando una conferenza stampa per illustrare la riforma del reclutamento docenti prevista dal Pnrr e presentata dal ministro Bianchi, proposta che Cisl scuola boccia completamente come ennesima invasione di campo sul Contratto; invece l’attenzione è stata concentrata su un passaggio che punta a metterci in discredito. Spiace, però, constatare in questa occasione che l’accanimento contro di noi diventa esponenziale proprio mentre siamo in campagna elettorale per il rinnovo delle rappresentanze sindacali interne. Sappiamo bene che ottenere voti a seguito di tali elezioni comporta aumentare il proprio peso in termini di rappresentanza ma prendiamo le distanze da forme di aggressività e dai toni intimidatori. Dopo i comunicati stampa contro di noi e la conferenza stampa organizzata da Flc Cgil, Savt-École e Snals, ci troviamo in dovere di fare chiarezza con il proposito di porre un punto alle querelles, anche violente, tra sigle sindacali, e di concentraci sull’attività di supporto agli insegnanti.
Riguardo la nostra attenzione ai precari, ci piace portare a conforto fatti concreti del nostro operare, evidenziando che proprio questa settimana è stata depositata la sentenza del Tribunale di Aosta con la quale il giudice del lavoro, Luca Fadda, ha riconosciuto in favore di nostri iscritti un risarcimento economico, oltre alla rifusione delle spese legali sostenute per affrontare il procedimento. I nostri iscritti, con il supporto del legale da noi incaricato, avevano infatti presentato ricorso, lamentando non solo un abuso nella reiterazione dei contratti a termine (oltre il limite di 36 mesi previsto a livello europeo), ma anche il mancato riconoscimento dei cosiddetti scatti di anzianità durante il periodo di precariato e, di conseguenza, la percezione di una retribuzione non corrispondente a quella spettante.
Il giudice del lavoro di Aosta, in conformità alla normativa e alla giurisprudenza, ha riconosciuto la fondatezza di tutte le pretese delle lavoratrici e ha dunque condannato la Regione a risarcire loro i danni subiti e a riconoscere gli scatti stipendiali loro spettanti.
Si tratta di un risultato importante per i docenti precari, la cui tutela è da sempre e sarà sempre una priorità per noi, contrariamente a quanto affermato ingiustamente dalle altre sigle scolastiche presenti in Valle d’Aosta.
La tutela dei precari si realizza con azioni concrete, di supporto nello studio, di affiancamento nell’avvio alla professione e di affermazione di diritti quali quelli che la sentenza di ieri ha riconosciuto, azioni, queste, che abbiamo da sempre compiuto e continueremo a compiere».
A Cisl Scuola Valle d’Aosta si è aggiunta Alessandra Biagi, docente precaria e componente del direttivo Cisl scuola Valle d’Aosta: «in un momento storico in cui anche il precariato valdostano si trova a vivere una situazione di estrema difficoltà, umiliato dall’ultima procedura concorsuale che non riconosce la professionalità maturata e valuta le competenze degli aspiranti docenti attraverso un quiz simile a una roulette russa, il problema delle Rsi sollevato da Savt, Cgil e Snals è inopportuno e irrilevante rispetto alle ferite di un precariato alle prese con un meccanismo di reclutamento caotico, non meritocratico, irragionevole e che esclude da qualsiasi prospettiva di stabilizzazione docenti che da anni lavorano al servizio delle scuole valdostane. La vicinanza alla nostra categoria non si dimostra certo con conferenze stampa il cui unico fine è denigrare una sigla sindacale, trascurando quelle che sono le reali problematiche del precariato e che vanno ben oltre l’elezione delle Rsi».
Pubblicato / aggiornato
il 14/04/2022 alle 12:42
Categoria:
Politica e Amministrazione