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Piccole manovre pre-elettorali 4

Piccole manovre pre-elettorali 4

Settimana faticosa anche quella appena conclusa, caratterizzata però da un’inedita avanzata al femminile, con una donna candidata alla Camera e una al Senato nelle due coalizioni principali e anche (se ce la farà a raccogliere le firme), una lista tutta al femminile.

Ma queste sono le elezioni politiche. Per le regionali? Probabilmente qualcuno, anche lì, comincia a porre mente locale al fatto che l’articolo 1 della legge regionale 16/17 (che ha modificato la legge per l’elezione del Consiglio Valle) recita: ” In ogni lista di candidati all’elezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura inferiore al 30 per cento, arrotondato all’unità superiore“. Mi piacerebbe poter scrivere che ciò significa ci debbano essere almeno undici uomini in una lista da 35 candidati ma, nella nostra realtà, significa che ci devono essere almeno undici donne. Non necessariamente per eleggerle, visto che il voto di genere non è imposto, però ci devono essere.
Il partito a maggior presenza femminile è tradizionalmente il Partito democratico ma si vocifera che i donzelliani meditino di non schierare il proprio 43,5% di risorse. Dalla coalizione Timpano-Sandri, sembrerebbe inevitabile la candidatura del segretario.
Anche in Alpe le signore abbondano e, oltre alle ora in carica Chantal Certan e Patrizia Morelli, i manifesti annunciano la candidatura di Carmen Jacquemet e Giuliana Lamastra.
In Stella alpina, ci sono situazioni speculari fra chi oppone resistenza alla candidatura (Jeannette Migliorin) e chi la annuncia sin dal congresso del 2016 (Ivana Crétier). A Châtillon, il maggior numero di preferenze, alle comunali del 2015, lo aveva avuto Patrizia Rossi e qualcuno se ne sta ricordando.
In Lega Nord, è certa la candidatura di Nicoletta Spelgatti. È molto attiva Barbara Guglielmino ma non necessariamente il fervore di appartenenza si deve tradurre in candidatura.
Union valdôtaine progressiste ha il presidente che diventa tri-mamma a giorni. Se la sentirà, Elisa Bonin, di candidarsi? E Alessia Favre, se non eletta alla Camera, che farà? E il vicepresidente Silvana Cerise, andrà in lista?
Forza Italia ha sempre Sylvie Spirli, ma altro non appare (anche perché si è arrivati alla serata di sabato 27 gennaio per definire i candidati da presentare entro le ore 18 di lunedì 29, quindi forse non ci hanno ancora pensato). C’è da dire che, se continuano con la coalizione attuale, presenteranno la lista con Fratelli d’Italia e Nuova Valle d’Aosta. Anche lì, però, le signore non abbondano.
Union valdôtaine ha Emily Rini e Marilena Péaquin uscenti. Una è ricandidata sicura, l’altra è da vedere. Ci sono, in arrivo dal Comune di Aosta, l’ex capogruppo Cristina Galassi e, perché no, Sara Favre. La componente di CreareVdA schiererà Patrizia Carradore. Ha la tessera unionista Elena Landi, ma sarebbe corteggiata anche da altre bandiere.
Del Movimento 5 stelle non scrivo nulla, così mi evito l’ennesimo commento sul fatto che tanto tutto è demandato alla piattaforma e che nessuno decide niente prescindendo dal web. Anzi no, una cosa la dico: Elisa Tripodi, qualora non eletta alle politiche, non è escludere che si giovi della visibilità così conquistata per il livello elettivo inferiore.
Mouv’ ha da poco deciso di partecipare alla competizione elettorale con il proprio simbolo. Attiva sin dalla fondazione del movimento è Jenny Cagniney.
Nuovissima è Risposta civica, che già schiera una donna alle politiche, con una seconda quale tutor. Presumibilmente rivedremo dunque Chiara Minelli e Maria Pia Simonetti. Fa riflettere anche la presenza, alla conferenza stampa di presentazione dei candidati, della giovane Chiara Bérard.
A sinistra ci sono Potere al Popolo (che voleva una candidatura di genere per le politiche ma non l’ha trovata e che dovrà dunque impegnarsi di più) e l’Altra VdA, che ha Carola Carpinello, che sta facendo proselitismo con Chiara Giordano, di Possibile.
A destra c’è Casapound. Ma, a parte Vilma Margaria, sinora si sono visti solo maschi.
Pour notre Vallée ha alcune signore nel direttivo, fra le quali Oriana Carrano. Il che mi fa pensare che potrebbe essere il media per il passaggio di un attuale consigliere da un Movimento a un altro. Ma questa sarebbe un’altra storia, al maschile, e ne parleremo più avanti. Stay tuned!

Pubblicato / aggiornato il 28/01/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione