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I lavori del Consiglio Valle del 20 febbraio

I lavori del Consiglio Valle del 20 febbraio

Il futuro dell’immobile che ospita le attività del Cral Cogne di Aosta è tornato all’attenzione dell’Aula con un’interpellanza del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne. Il Capogruppo di RC-AC, Alberto Bertin, ricordando che l’immobile è stato inserito nel piano delle alienazioni e di valorizzazione della Regione e richiamando le notizie «di un’eventuale imminente chiusura dei locali, con conseguente impossibilità di svolgere le molteplici attività organizzate dal CCS Cogne, che coinvolgono migliaia di persone», ha chiesto «se corrisponde al vero che non si è data risposta a due manifestazioni di interesse da parte del CCS Cogne e se siano pervenute ulteriori richieste da altri soggetti. Vorremmo anche capire se è confermata la volontà di sgomberare i locali o si siano trovate soluzioni alternative.»
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha riferito che «nel 2017, la volontà dell’Amministrazione era quella di avviare un’indagine conoscitiva al fine di verificare l’interesse da parte di soggetti privati ad acquisire a titolo di concessione l’immobile di proprietà della Regione al fine di una possibile riconversione, previa realizzazione di interventi di ristrutturazione da parte del concessionario. Da parte del CCS Cogne era stato proposto un intervento su alcune zone circoscritte dell’immobile senza indicare il necessario e importante intervento di recupero strutturale. A seguito di tale intervento era stato proposto un popolamento dell’immobile con svariate altre attività aumentando in modo significativo i carichi dei solai senza peraltro aver messo in atto un complessivo recupero strutturale. Nel caso specifico gli uffici non hanno fornito una risposta formale poiché non prevista, ma gli stessi hanno, comunque, notiziato il proponente del fatto che l’Amministrazione stava valutando ipotesi di attività future da porre in essere. Ciò in un contesto di confronto, anche nelle more della definizione del regolamento di situazioni finanziarie pregresse e pendenti in capo al CCS Cogne. Non sono invece pervenute altre manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti.»
In merito allo sgombero dei locali, l’Assessore ha ribadito che «l’obiettivo primario rimane l’incolumità pubblica. L’ordine di sgombero attivato sin dall’agosto 2018 rimane allo stato attuale il mezzo di tutela in attesa che la nuova perizia da eseguirsi sull’intero immobile possa fornire ulteriori importanti indicazioni in merito alle iniziative da porre in essere e ai loro tempi di attuazione. Con una lettera di ieri è stata comunicata la diffida a svolgere manifestazioni con numeri importanti. Gli uffici sono al lavoro per giungere alla stesura di un bando che miri all’individuazione di investitori che possano riqualificare l’immobile nel suo complesso e per ridargli nuova vita e nuova dignità. Il bando dovrà prevedere la presentazione di un business plan con l’indicazione di un computo metrico e dei tempi di ammortamento dell’investimento. Al contempo dovrà essere propositivo di iniziative a diretto impatto sociale o a favore diretto della Regione che possano permettere la definizione di accordi di cessione e/o di valorizzazione congrui e sostenibili per dare nuove prospettive ad una struttura che ha dato molto alla comunità valdostana.»
Il Consigliere Bertin si è detto insoddisfatto: «Le idee sono molto confuse. Il CCS Cogne è l’unico soggetto ad aver presentato una manifestazione di interesse: si poteva almeno dargli una risposta. Nessuno oltre a CCS è interessato a questo immobile. Adesso si vuole fare un bando per individuare degli investitori che valorizzino o acquistino la struttura. Non vorrei che si trasformasse in una speculazione edilizia. Il palazzo è storicamente vocato a funzioni sociali, sede di associazioni e di moltissime attività ad esse collegate, punto di riferimento per l’intera città. Nell’attesa di una nuova perizia, oggi, si vuole sgomberare l’intero immobile: dal 2016 non si è fatto niente e poi all’improvviso si sgombera, con disagi elevati per tutti coloro che utilizzano questo palazzo. A volte si ha l’impressione che si voglia essere troppo zelanti con il rischio di creare dei problemi seri. A volte, invece, si sottovalutano molte situazioni a rischio».

Con un’interpellanza, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d’Aosta ha voluto fare il punto sull’attività svolta dall’Osservatorio regionale sui rifiuti dal 2016 al 2018, in particolare, come ha evidenziato la Consigliera Daria Pulz, «dettagliando il numero di riunioni effettuate e le proposte di lavoro dei tecnici esperti incaricati di predisporre la proposta del piano di lavoro dell’Osservatorio.»
La Consigliera ha poi chiesto «la ragione per cui non è stato pubblicato il rapporto sulla gestione dei rifiuti relativo agli ultimi due anni e quali siano gli intendimenti per dare efficacia a questo importante organo di vigilanza e di coordinamento.».
L’Assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha innanzitutto ricostruito il percorso dell’Osservatorio dalla sua istituzione, nel 2007, fino al 31 dicembre 2018, «data della sua decadenza. Il 26 gennaio scorso ho chiesto ai diversi organismi previsti le designazioni dei nuovi membri di competenza.»
Entrando nel merito dei quesiti, l’Assessore ha riferito: «L’Osservatorio nel 2016 si è riunito una volta, nel 2017 due, mentre nel 2018, pur essendo in attività, non è mai stato convocato da parte dell’Assessore. La funzione di “tecnico esperto” è stata sempre svolta sin dal 2009 dal dottor Giorgio Ghiringhelli di Gallarate. La scelta è avvenuta successivamente alla pubblicazione di un bando di manifestazione di interesse e il relativo incarico, regolato da apposito disciplinare, è stato sottoscritto la prima volta nel 2009, e, successivamente, sempre confermato con deliberazioni della Giunta. Tutte le attività svolte – tra cui sopralluoghi e supporto tecnico – dal professionista nel periodo 2009/2018 sono state sempre concordate ed approvate dall’Osservatorio.»
Passando poi a trattare la questione della pubblicazione dei Rapporti, l’Assessore ha spiegato: «Quello relativo al 2017 è stato regolarmente predisposto ma è ancora mancante di alcuni dati economici forniti solo alcuni giorni fa dai SubATO. La sua pubblicazione avverrà appena completato, presumo fra poche settimane. Sarà invece possibile pubblicare il rapporto 2018 solo a partire dal mese di maggio, perché occorre attendere i dati definitivi sulla raccolta dei rifiuti urbani disponibili solo dal prossimo aprile.»
L’Assessore Chatrian ha concluso affermando l’intenzione di «riavviare l’operatività dell’Osservatorio il prima possibile, auspico entro la fine del prossimo marzo. In effetti, è in corso la designazione dei componenti e il 28 febbraio scadrà il termine per presentare le domande per ricoprire la funzione di responsabile scientifico.»
La Consigliera Pulz (ADU VdA), nella replica, ha osservato: «Le varie crisi politiche non avrebbero dovuto influire sull’attività dell’Osservatorio, visto che è la stessa normativa a definire che le funzioni di presidente, in caso di impedimento, siano assunte dal dirigente della struttura competente. Il nostro timore è che gli organismi di controllo siano stati considerati un inutile impedimento alla libera espressione del mandato politico. Insomma, siano stati gestiti per rispettare la forma piuttosto che la sostanza. Auspichiamo, anche in questo ambito, un cambiamento. La mancanza di convocazioni non ha suscitato grande scalpore tra gli addetti ai lavori, mentre la mancanza di referente politico ha scoraggiato le rimostranze. I momenti di vuoto politico sono pericolosi, comportando il rischio di far ricadere le decisioni unicamente sui dirigenti, che non possono da soli sostenere il peso di questa responsabilità. Ci chiediamo se le decisioni sulla gestione dei rifiuti già assunte dal Consiglio Valle in assenza di adeguati controlli democratici non rischino di essere invalidate.»

Il completamento della pista ciclopedonale di fondovalle da Pont-Saint-Martin a Courmayeur è stato affrontato discutendo un’interpellanza del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne.
La Consigliera Chiara Minelli ha infatti chiesto aggiornamenti sulla questione, «anche alla luce dell’impegno assunto lo scorso 18 ottobre in quest’Aula con l’approvazione all’unanimità di una mozione che ha impegnato la Giunta regionale a concertare l’ideazione, la realizzazione e la promozione della ciclovia Baltea.» La Consigliera ha quindi voluto sapere «se siano stati attivati i tavoli con il CELVA, gli operatori e le associazioni di settore e se ci si sia mossi presso la Regione Piemonte per concertare l’ideazione e la realizzazione della Ciclovia Baltea. Vorrei anche conoscere gli eventuali altri passi fatti per dare concretezza agli impegni assunti e come si intenda procedere nell’immediato futuro per assumere la regia del progetto.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha risposto: «Abbiamo avviato un’interlocuzione diretta con gli Enti locali per stabilire le esigenze del territorio e identificare un percorso base. Una volta conclusa questa attività troverà restituzione nel piano di mobilità ciclabile che sarà affrontato con il piano regionale dei trasporti che sarà portato all’approvazione di quest’Aula prossimamente. Sarà inoltre importante il coinvolgimento degli operatori e delle associazioni di settore al fine di avviare con loro un ragionamento complessivo in materia turistica. Con la Regione Piemonte i contatti sono già stati avviati e si esplicitano nella partecipazione a progetti comuni, nazionali e comunitari, che coinvolgono la mobilità transfrontaliera e la variante ciclabile della via francigena. Il confronto con i nostri omologhi della Regione Piemonte è fondamentale per coordinarci dal punto di vista politico con il fine di dare gli indirizzi ai tecnici che dovranno poi attuare i progetti.»
In merito alle altre iniziative messe in atto, l’Assessore ha riferito che «sono in via di completamento il percorso ciclabile all’interno della Unité Mont Emilius, la progettazione e il finanziamento della ciclabile tra Pont-Saint-Martin e Hône, la realizzazione del tratto tra Sarre e Avise all’interno della Unité Grand Paradis, il finanziamento del progetto “Aosta in bicicletta” che rientra nel piano della sicurezza stradale. La differenziazione dei progetti messi in campo impone una regia che coordini le progettazioni e le opere oltre che le risorse. Proseguiremo poi il confronto trasversale all’interno del Governo sugli aspetti turistico e di mobilità nonché con le Regioni transfrontaliere in una prospettiva di sviluppo turistico. La politica deve dare un segnale confrontandosi in maniera continuativa al fine di avviare la realizzazione tecnica dei progetti.»
La Consigliera Chiara Minelli si è detta parzialmente soddisfatta: «Aver preso contatto anche attraverso un piano che non comprende solo la ciclovia, ma che è transregionale, è importante. Questo intervento deve infatti essere inserito in un piano di sviluppo turistico della Valle d’Aosta. Insisto sull’importanza di avere una regia che coordini e razionalizzi i progetti: è fondamentale che quest’azione sia incisiva e strutturata, altrimenti si rischia di avere interventi a spezzatino. Sarebbe quindi necessario pensare ad uno studio di fattibilità che veda coinvolte tutte le varie realtà da Pont-Saint-Martin a Courmayeur. Per promuovere il cicloturismo bisogna anche pensare alle infrastrutture adeguate: è un impegno oneroso ma bisogna farlo se si vuole arrivare a dare un esempio per il turismo sostenibile, che potrebbe diventare una caratteristica peculiare della nostra regione. Mi auguro che le azioni intraprese siano portate avanti.»


Alla ripresa dei lavori pomeridiani della seduta consiliare, i gruppi Mouv’ e Lega Vda hanno illustrato un’interpellanza in merito alle assunzioni nelle società partecipate. «Ci chiediamo innanzitutto per quante persone e in quali società partecipate siano state fatte stabilizzazioni senza procedere ad effettuare selezioni – ha sottolineato il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) -; inoltre, chiediamo al Governo regionale se intenda dare indicazioni a Finaosta Spa affinché, dopo le opportune verifiche, chieda alle società partecipate che hanno effettuato assunzioni non regolari di annullare tali contratti e di svolgere regolari selezioni.»
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, richiamato «il parere formulato dal Dipartimento legale della Regione in cui è stata evidenziata una problematicità rispetto alla stabilizzazione per effetto dell’applicazione per così dire “automatica” del diritto di precedenza in favore dei dipendenti già assunti a tempo determinato», ha risposto: «Negli anni 2017 e 2018, sono state effettuate complessivamente 13 assunzioni a tempo indeterminato in due società di  impianti a fune, sulla base proprio del diritto di precedenza. A seguito della trasmissione a Finaosta del parere legale cui ho accennato, il 31 gennaio scorso la stessa Finaosta ha inviato a tutte le società funiviarie una nota, invitandole ad astenersi dall’effettuare trasformazioni di contratti di lavoro subordinato a termine in contratti a tempo indeterminato, nonché dall’effettuare assunzioni a tempo indeterminato in applicazione del diritto di precedenza. In generale, le società sono state invitate a non procedere ad assunzioni a tempo indeterminato in assenza di procedure selettive pubbliche. La stessa Finaosta ha poi provveduto a richiedere un ulteriore parere ad un soggetto terzo in merito all’esame delle problematiche connesse agli attuali regolamenti di assunzione delle società di impianti a fune.»
Il Consigliere Cognetta, nella replica, ha osservato: «È chiaro che non si vuole riparare all’errore commesso. C’è un nominato da parte della Regione – proprietaria della società – che prende decisioni, anche a dispetto dei pareri dei funzionari della stessa Regione. Stiamo parlando di assunzioni irregolari: bisogna mandare a casa chi occupa un posto che non gli spetta e procedere con selezioni pubbliche e trasparenti, cui tutti, con uguali diritti, possono partecipare. Mettere un tappo non serve, anzi, è dannoso, soprattutto se si ha a che fare con responsabili di società partecipate che si credono sceriffi, al di sopra della legge!».


La predisposizione della prima variazione al bilancio regionale per il 2019 è stata al centro di un’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste e di un’interrogazione del gruppo Mouv’. Il Consigliere Stefano Aggravi, nel rappresentare «la necessità di dare recepimento agli effetti economici dell’Accordo finanziario siglato il 16 novembre 2018 con il Ministero dell’economia e delle finanze che consentiranno al bilancio regionale di poter beneficiare di ulteriori 20 milioni di euro», ha chiesto «quando si ritenga di presentare agli organi deputati la prima variazione al bilancio dell’esercizio 2019 e se si intenda rispettare la destinazione delle risorse derivanti dall’Accordo siglato con lo Stato.»
Il gruppo Mouv’ ha anche chiesto l’ammontare della manovra e se vi siano impedimenti alla sua predisposizione.
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha confermato che «la variazione di bilancio ha lo scopo, tra gli altri, di recepire gli effetti dell’Accordo finanziario siglato il 16 novembre 2018, i cui contenuti sono stati trasposti nel bilancio di previsione dello Stato per il 2019. Il 19 gennaio scorso, gli uffici del Dipartimento bilancio hanno avviato le procedure per la raccolta dei dettagli dei capitoli per la composizione della variazione, che metterà sicuramente a disposizione, nel 2019, i 20 milioni di euro previsti dall’Accordo finanziario dello Stato a cui si aggiunge una parte di variazione compensata (all’interno degli stanziamenti già definiti per Assessorato) e una variazione compensata, per euro 4,8 milioni di euro, per finanziare la manovra IRAP, come già discusso nella seduta di approvazione della legge di stabilità e bilancio 2019-2021. Le eventuali ulteriori determinazioni di risorse aggiuntive verranno esplicitate direttamente nel disegno di legge di variazione che verrà a breve presentato e che sarà oggetto di discussione all’interno della Commissione consiliare.»
L’Assessore ha poi specificato che «l’iter di predisposizione è stato rallentato dalla problematica del debito pregresso per la mobilità sanitaria passiva, ante 2005, reclamato dallo Stato e di cui, peraltro, già il Governo Spelgatti, avrebbe dovuto essere a conoscenza e avrebbe potuto tenerne conto in sede di confronto con lo Stato al momento della definizione dei contenziosi allora in essere. La mancata analisi a suo tempo con lo Stato di tale argomento ha richiesto in questi mesi un profondo lavoro di relazione con il Ministero competente, al fine di definirne i tempi e le modalità per la sua liquidazione. È in corso la definizione degli ultimi dettagli formali, propedeutici a definire e chiudere la questione, senza i quali, non è possibile procedere con un disegno di legge di variazione che aumenta le disponibilità di spesa del bilancio regionale: chiuso questo passaggio si potrà procedere con la variazione.»
Il Consigliere della Lega VdA Aggravi ha replicato: «La questione della mobilità passiva era conosciuta dal Governo precedente ma è ovvio che un conto è trattare sull’Accordo con lo Stato, un altro è definire una cifra che era presente già da tempo che tra l’altro è relativa ad un’altra voce contabile del bilancio dello Stato. Uno dei grossi problemi di questa variazione è che formalmente siete in diciassette e state aspettando il diciottesimo Consigliere. I numeri stanno continuando a influenzare le maggioranze: credo che quando arriverà il diciottesimo elemento tutto forse si risolverà.»
Il Consigliere di Mouv’ Elso Gerandin ha osservato: «La variazione di bilancio era già stata annunciata per gennaio 2019: considerato che incide in settori davvero importanti, c’è tanta attesa. La situazione è diversa rispetto a quando governavamo noi: voi avevate depredato le risorse e non riuscivamo a chiudere la seconda variazione del 2018. Vi invitiamo a portare in Consiglio la manovra al più presto: da parte nostra non ci sarà ostruzionismo e anche se non avete i diciotto Consiglieri, noi per senso di responsabilità l’approveremo perché è nell’interesse dei valdostani e non di una maggioranza del momento.»


Con un’interpellanza presentata dal gruppo Mouv’, il Consiglio Valle è tornato ad affrontare la situazione dell’azienda Cioccolato Valle d’Aosta Srl di Pont-Saint-Martin. In particolare, il Capogruppo Stefano Ferrero ha dapprima rappresentato «l’esigenza di chiarire il percorso che ha portato al fallimento questa impresa, che aveva ottenuto finanziamenti regionali per quattro milioni di euro», chiedendo poi «l’ammontare complessivo ad oggi del debito nei confronti dell’Amministrazione regionale e l’attuale consistenza dei macchinari e attrezzature presenti in azienda ancora pochi mesi or sono.» Infine, il Capogruppo Ferrero ha voluto sapere «se sia intenzione del Governo regionale farsi promotore della costituzione di una Commissione speciale di inchiesta che analizzi puntualmente tutti gli aspetti della vicenda al fine di individuare eventuali anomalie e responsabilità.»
L’Assessore alle attività produttive, Renzo Testolin, ha risposto: «I mutui erogati da Finaosta in favore della Cioccolato VdA non hanno generato alcun debito verso l’Amministrazione regionale. Nel dettaglio, si tratta di due mutui di scopo, destinati a finanziare, l’uno, l’acquisto dell’immobile industriale di Pont-Saint-Martin (per 3 milioni 500 mila euro) e, l’altro, l’acquisto dei macchinari e delle attrezzature aziendali (per 500 mila euro), che la Finaosta ha concesso nell’ambito della gestione ordinaria, ovvero con mezzi propri e a proprio rischio, risultando così unica creditrice dell’impresa.» «L’operazione è al momento al vaglio della Banca d’Italia – ha proseguito l’Assessore Testolin -, che negli scorsi mesi ha acquisito presso Finaosta la documentazione relativa ai mutui in questione nonché al vaglio della Corte dei conti e, a seguito del fallimento della parte mutuataria, degli organi della procedura concorsuale. Quanto al finanziamento immobiliare, Finaosta ha versato poco più di 3 milioni direttamente al venditore Feletti 1882 Srl in liquidazione, circa 200 mila euro sono stati intestati alla parte mutuataria e 170 mila euro al notaio. Per quanto concerne i macchinari, Finaosta ha accertato l’effettiva e corretta destinazione delle somme erogate versando 400 mila euro direttamente a Feletti 1882 Srl, 100 mila euro alla parte mutuataria. L’attuale consistenza dei macchinari e delle attrezzature presenti in azienda verrà accertata dal curatore della procedura fallimentare.»
L’Assessore alle attività produttive ha quindi concluso: «Tenuto conto che tanto la Banca d’Italia quanto la Corte dei conti potranno, se del caso, evidenziare eventuali anomalie, non riteniamo rilevante un’ulteriore analisi rispetto a quelle già in corso da parte degli enti preposti e competenti.»
Il Capogruppo Ferrero ha osservato: «Stiamo parlando pur sempre di denaro dell’Amministrazione regionale. Riusciremo mai a recuperare le somme versate? Invidio l’atteggiamento imperturbabile con cui la maggioranza affronta le questioni, e in particolare la Giunta, che continua a far finta di nulla, scaricando le responsabilità o non prendendo mai l’iniziativa.»

Le tempistiche per la presentazione di un disegno di legge in materia di lavori pubblici sono state al centro di un’interpellanza posta dal gruppo Mouv’. «È opportuno, nonché urgentissimo – ha detto il Consigliere Elso Gerandin -, che la Valle d’Aosta si doti al più presto di una normativa in materia di lavori pubblici e appalti. A nostro avviso occorrerebbe introdurre in questa legge disposizioni per favorire l’accesso delle microimprese e delle medie imprese agli appalti delle pubbliche amministrazioni.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha annunciato di essere «pronto ad andare in Commissione per illustrare una proposta normativa. È una necessità urgente e chiedo al Presidente della Commissione competente di calendarizzare una riunione su questa tematica. Già nel Documento di economia e finanza regionale abbiamo declinato gli interventi per la tutela delle piccole e medie imprese, indicando l’esigenza di una legge specifica sugli appalti per valorizzare le imprese valdostane. Bisognerà anche ricercare un accordo con gli ordini professionali, perché il mondo dell’edilizia deve essere considerato a 360° gradi. La proposta ha bisogno di una forte volontà politica che deve essere trasversale a tutte le forze politiche. È uno di quei provvedimenti che non devono avere colori politici, ma devono essere a servizio di un settore.»
Il Consigliere Gerandin ha parlato di «bella notizia. Un tema che ho sollecitato più volte e mi auguro che la proposta dell’Assessore sia coraggiosa per tutelare la microimpresa valdostana. Il mondo imprenditoriale valdostano ha bisogno di ossigeno e mi auguro che segua la strada tracciata da Trento. Quello che va fatto nell’interesse dei valdostani va portato avanti, senza colori politici. L’importante è che la legge non sia una fotocopia del decreto legislativo, che alla Valle d’Aosta non serve.»

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interpellanza, ha voluto fare il punto sullo stato dell‘insegnamento dell’educazione civica nella scuola valdostana, chiedendo inoltre, come ha specificato il Consigliere Paolo Sammaritani, «se sia intendimento del Governo regionale dare maggiore spazio alla materia, declinandola in modo più moderno e adeguato alle nuove esigenze della società in cui gli studenti vivono.»
L’Assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha concordato sulla rilevanza della materia: «Per l’anno scolastico in corso non ho potuto potenziare i programmi già approvati nei vari Istituti, ma è mia intenzione compiere un passo in più. Certo, bisogna tenere presente che per queste tematiche è fondamentale che anche le famiglie facciano la loro parte.»
«L’insegnamento dell’educazione civica in Valle d’Aosta è erogato in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un insegnamento che, oltre alla classica educazione civica, comprende anche l’educazione ambientale, l’educazione alla legalità e alla salute, i principi di lealtà sportiva, i valori del volontariato e del rispetto delle regole. Per promuovere cittadinanza e costituzione l’Assessorato ha istituito una task force che opera in sinergia con l’analoga cabina di regia del Ministero all’istruzione, con la rete di scuole regionali, il cui capofila è l’Istituzione Valdigne Mont-Blanc, con l’Università della Valle d’Aosta, con le associazioni presenti sul territorio e la Questura. Gli interventi previsti concernono, tra l’altro, azioni di formazione per dirigenti scolastici, docenti ed educatori, attività di sensibilizzazione e informazione per gli studenti di ogni ordine e grado, nonché il monitoraggio delle varie iniziative. A titolo esemplificativo, cito “La Commune à l’école” e il progetto Icaro condotto congiuntamente con la Polizia di Stato.»
Il Consigliere Sammaritani ha replicato: «È vero, non si può delegare tutto alla scuola, ma, soprattutto in un periodo in cui la famiglia è in crisi, non ci si deve sottrarre alle proprie responsabilità. D’altronde, i genitori di oggi sono frutto dell’educazione di ieri ed evidentemente qualcuno in passato ha fallito. Oggi però non possiamo solo lamentarci. Dobbiamo lavorare al potenziamento dell’insegnamento dei valori civici, anche perché i giovani valdostani risultano essere ben poco impegnati in politica. I dati, in questo senso, sono impietosi, siamo ben al di sotto della media nazionale, anche per quanto attiene all’interessamento dei nostri ragazzi alla politica. Restituiamo all’educazione civica il ruolo di formare dei buoni cittadini.»


In chiusura dell’adunanza del 19 e 20 febbraio 2019, il Consiglio Valle ha respinto, con 26 voti di astensione e 7 a favore (RC-AC, M5S, ADU-VdA) una mozione del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne che impegnava la Giunta regionale a presentare alla Commissione consiliare competente di una relazione interassessorile sulle prospettive del turismo nell’area interna della bassa Valle, con un focus specifico sulle valli valdostane del Monte Rosa e a richiedere alla Commissione di consultare, sulla base di tale relazione, i diversi portatori d’interesse. Il testo è stato illustrato in Aula dalla Consigliera Chiara Minelli, che ha spiegato che l’iniziativa traeva spunto dalla notizia secondo cui la Giunta regionale avrebbe commissionato un documento relativo ad un eventuale collegamento fra i comprensori sciistici del Monterosa Ski e di Cervinia/Zermattun collegamento, di tipo impiantistico, che inciderebbe «in modo pesante ed irreversibile su un vallone, quello delle Cime Bianche». L’Assessore ai trasporti Luigi Bertschy, nell’annunciare l’astensione della maggioranza, ha parlato di mozione prematura, «perché non vorremmo mettere in contraddizione lo sviluppo intervallivo del Monte Rosa con lo sviluppo della bassa Valle e continueremo a lavorare per dare alle Commissioni un progetto concreto che potrà essere discusso in maniera puntuale e non su posizioni ideologiche.»


I lavori sono conclusi. Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 6 e giovedì 7 marzo.


 


 


 





 


 

Pubblicato / aggiornato il 20/02/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione