I lavori del Consiglio Valle nella giornata del 24 gennaio
Nella seduta consiliare del 24 gennaio, il gruppo ALPE, con un’interrogazione, ha chiesto di conoscere lo stato dell’arte sui nuovi insediamenti industriali negli immobili di proprietà regionale.
L’Assessore alle attività produttive ha riferito che, pur a fronte di una crisi persistente, l’insediamento di nuove attività negli immobili di proprietà regionale non può prescindere da una serie di valutazioni che devono misurarne sia la coerenza con le politiche regionali sia la sostenibilità finanziaria dei contributi concessi. Nel 2015, ha aggiunto l’Assessore Jean-Pierre Guichardaz, una delibera della Giunta ha operato la revisione delle tipologie industriali da insediare e il processo autorizzativo risulta essere suddiviso in 3 sotto processi autonomi: il processo amministrativo è in capo alla Regione; la valutazione economico-finanziaria alla Finaosta; la gestione immobiliare è affidata a VdA Structure. Nel 2017, le istanze di insediamento sono state 8, delle quali 5 hanno ottenuto un contratto stipulativo. Per quanto riguarda l’insediamento delle start up, l’Assessore Guichardaz ha specificato che i contatti con le imprese sono continui sia da parte della Regione che da parte di VdA Structure e della società Brodolini-Lattanzio, cui VdA Structure ha affidato la gestione. L’Assessore ha poi sottolineato che l’Amministrazione ha messo in campo misure per la specializzazione intelligente degli insediamenti, in una regione caratterizzata da un tessuto di micro e piccole imprese.
Fabrizio Roscio, nella replica, si è detto insoddisfatto perché non sono state fornite notizie sugli insediamenti industriali già avviati e di cui non si ha più notizia da alcuni mesi, in particolare nella media e bassa Valle. L’Assessore, ha detto Roscio, ha parlato di segreto industriale riguardo ad alcune situazioni di trattative con aziende che esigono riservatezza, ma non vorremmo che dietro ci fosse il nulla, come già avvenuto in passato. Ha quindi chiesto un aggiornamento più approfondito e ha annunciato che il suo gruppo presenterà una risoluzione per invitarlo in Commissione consiliare a riferire sulla tematica.
Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha voluto sollecitare la presentazione alla competente Commissione consiliare di una istruttoria sulla situazione del personale INVA utilizzato da Regione e USL della Valle d’Aosta. Il Consigliere Roberto Cognetta ha chiesto che questa istruttoria sia presentata entro il 15 di febbraio 2018 nella Commissione consiliare competente, al fine di procedere attraverso gli opportuni percorsi alla stabilizzazione di questo personale (17 unità per la Regione e 35 unità per l’USL).
L’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, riaffermando la disponibilità a riferire in Commissione, ha spiegato che il lavoro è stato compiuto nel corso della primavera scorsa, realizzando un’istruttoria che ha permesso di dare indicazioni nel mese di giugno all’azienda USL per uscire da questa situazione ormai consolidata.
In particolare, ha spiegato l’Assessore Luigi Bertschy, l’approfondita istruttoria tecnica ha riguardato una organica e puntuale analisi di tutti i servizi affidati a INVA, in modo da evidenziare il permanere delle caratteristiche di innovazione organizzativa e tecnologica che ne avevano fondato l’affido. Le prescrizioni dell’Assessorato vanno in funzione della rinnovata configurazione dell’assetto normativo della società in house.
Queste indicazioni, ha specificato Bertschy, hanno condotto alla conclusione di prevedere un piano di progressiva re-internalizzazione di quei servizi al cittadino che hanno nel tempo perso il carattere di innovatività, prevedendo la reingegnerizzazione e innovazione dei processi, anche mediante l’internalizzazione di alcune unità, per il Centro unico di prenotazione (CUP) e il Servizio di centralino USL (H24), nonché per i servizi informatizzati per il coordinamento screening tumori femminili e colon retto, per la Radiologia, per il Pronto soccorso e per la Chirurgia vascolare. Circa i nuovi servizi informativi e informatici dei processi tecnici di supporto per le attività di libera professione intramuraria, l’Assessore ha precisato che l’Azienda USL ha rimesso ad un periodo di sperimentazione la proposta tecnica ed economica.
L’Assessore alla sanità ha poi parlato della Convenzione tra l’Amministrazione regionale e INVA per l’esercizio delle attività connesse alla gestione delle pratiche relative alle provvidenze previste dalle leggi nazionali e regionali in materia di disabilità e di invalidità civile. La convenzione, ha detto Bertschy, scade il 30 giugno 2019 e prevede una serie di attività afferenti a tre linee di produzione: il servizio informatizzato di sportello agli utenti (front office), l’archiviazione ottica e l’attività di back office.
L’Assessore alla sanità ha concluso affermando che tutto questo lavoro deve portare al miglioramento dei servizi al cittadino, così come alla valorizzazione delle professionalità di INVA.
Il Consigliere Cognetta ha rappresentato la propria preoccupazione per quei dipendenti che torneranno in INVA, chiedendosi come l’azienda sosterrà i costi. Il Consigliere ha sottolineato l’esigenza di mettere in campo azioni per riqualificare questi lavoratori, in modo da evitare licenziamenti. Cognetta ha quindi nuovamente sollecitato una rapida convocazione della quinta Commissione, audendo anche i dirigenti di INVA.
Il Registro tumori della Valle d’Aosta è stato al centro di un’interpellanza posta dal gruppo Mouv-Coalition Citoyenne. Richiamando i vari passaggi che hanno portato all’istituzione del Registro tumori regionale nel 2012 e al suo accreditamento presso l’Associazione italiana registro tumori (AirTUM) nel 2017, il Consigliere Alberto Bertin, nel sottolineare l’importanza di questo strumento di raccolta dei dati sulla frequenza dei tumori, nell’interesse della ricerca, della prevenzione e della pianificazione dell’assistenza, ha voluto conoscere le attività svolte nel 2017, gli intendimenti in merito al loro proseguimento nonché i dati sulla diffusione in Valle d’Aosta di queste patologie.
L’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali ha sottolineato l’importanza di avere il Registro attivo anche in Valle d’Aosta, sia per la ricerca sulle cause del cancro, sia per l’efficacia dei trattamenti, sia per le misure di prevenzione di una patologia che rappresenta un’importante causa di morte.
L’Assessore Luigi Bertschy ha quindi riferito che, rispetto alle attività del Registro, nel 2017 sono stati inseriti ed elaborati i dati relativi al 2013: dai dati analizzati sono stati generati 956 nuovi casi di incidenza di tumore nel 2013, oltre al riscontro di quelli da considerarsi prevalenti e quelli da scartare perché senza sufficiente evidenza di tumore o perché recidive di casi pregressi. I dati accreditati da AirTum sono stati in un primo momento condivisi a livello di Assessorato e USL e quindi sono stati presentati ai portatori di interesse e alle associazioni. Si è concordato sulla costituzione di un gruppo di lavoro con il fine di predisporre un documento contenente i dati del Registro Tumori da diffondere alla popolazione, anche con serate illustrative che saranno proposte nel 2018. Quest’anno saranno, inoltre, implementate le banche dati presso l’Azienda USL e proseguiranno le collaborazioni con AIRTum e con altre Istituzioni.
In merito alla diffusione in Valle d’Aosta della patologia, l’Assessore ha specificato che la tendenza dell’incidenza dei tumori esaminata nel periodo 2007-2012 risulta sostanzialmente stabile, con una maggiore numerosità nel sesso maschile. Le neoplasie più frequenti nell’uomo sono prostata, polmoni e bronchi, colon-retto, vescica; nella donna: mammella, colon-retto, utero ed apparato riproduttivo, polmoni e bronchi. Il raffronto con i dati degli altri registri tumori del nord-ovest evidenzia che questa è nella media per gli uomini, più favorevole nelle donne. La tendenza della mortalità dei tumori in Valle d’Aosta, sempre nel periodo 2007-2012, risulta in lieve riduzione in entrambi i sessi. Il raffronto della mortalità annua con i dati del Nord-Ovest evidenzia che questa è più bassa negli uomini e nella media per le donne. Infine, riguardo alla sopravvivenza, il confronto, rispetto ai dati del Nord-Ovest, è soddisfacente: la percentuale di sopravvivenza in Valle d’Aosta a 5 anni è del 62% nella popolazione maschile (nel N-O è del 57%), mentre nella donna del 66% (contro il 63% del Nord-Ovest).
Il Consigliere del Mouv-Coalition Citoyenne ha replicato che ci sono voluti quasi dieci anni per mettere in piedi il Registro e malgrado il ritardo non ci sembra essere un’accelerazione nell’attività: il caricamento dei dati risale al 2013, quindi non aggiornato. Bertin ha quindi invitato l’Assessore a rendere più efficace e a dare seguito in modo rapido a questo strumento, che è molto importante in una regione dove ci sono mille nuovi casi all’anno di tumori. Per il Consigliere il Registro Tumori è stato un po’ sottovalutato.
Agevolare l’acquisto dei biglietti del treno da parte delle persone disabili in tutte le stazioni ferroviarie della Regione è stato l’obiettivo di un’interpellanza posta dal gruppo Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée. Premesso che fino ad agosto 2016 gli invalidi potevano utilizzare sui treni titoli di viaggio senza scadenza, mentre oggi la validità del biglietto ha una validità temporale di un giorno e tenuto conto che in Valle d’Aosta non tutte le stazioni ferroviarie sono dotate di biglietteria o di macchinetta erogatrice di biglietti, il Consigliere Claudio Restano ha rappresentato l’importanza di limitare i disagi dell’utenza più fragile costretta a reiterati trasferimenti per acquistare i titoli di viaggio e ha chiesto quale sia la soluzione eventualmente trovata dal Governo regionale per risolvere la problematica.
L’Assessore ai trasporti ha risposto di aver più volte sollecitato Trenitalia, tenuto conto che questi disagi sono noti dal 2016. Il primo problema, ha detto, è rappresentato dall’impossibilità di avvalersi della rete di altri rivenditori oltre alle biglietterie delle stazioni ferroviarie, che hanno un aggio sulla vendita, ma si parla di un biglietto gratis, con un aggio pari a zero. L’Assessore Aurelio Marguerettaz ha quindi riferito di una proposta avanzata da Trenitalia di disponibilità all’emissione di titoli gratuiti, ma con un pagamento di una commissione fissa pari a 0,5 euro: una proposta ritenuta non condivisibile anche da parte delle Associazioni. L’Assessore ha poi ricordato di aver richiesto la riapertura delle biglietterie di Pont-Saint-Martin e Châtillon, ricevendo però risposta negativa e ha comunicato la disponibilità da parte di Trenitalia di abilitare le biglietterie piemontesi alla vendita di biglietti agevolati.
Per ovviare ai disagi, l’Assessore Marguerettaz ha affermato di aver chiesto l’allungamento della validità dei biglietti a sessanta giorni, ma anche in questo caso la risposta è stata negativa. L’Assessore ha però sottolineato come la Direzione di Aosta si dimostri molto collaborativa: esempio ne è la proposta di erogare un abbonamento mensile gratuito per chi utilizza con frequenza il servizio nei paesi con biglietteria chiusa. Gli uffici, ha concluso l’Assessore, stanno valutando questa opzione, in attesa del nuovo appalto.
Nella replica, il Consigliere Restano ha sostenuto la validità della soluzione prospettata, pur ribadendo che, rispetto alla vicina Regione Piemonte, si è in ritardo di diciassette anni, ed è quindi necessario assumersi l’impegno di trovare al più presto una soluzione. Il Consigliere Restano ha concluso riaffermando la propria disponibilità a collaborare su questo dossier.
Il controllo delle ferie non godute da parte di dipendenti della Casa da gioco di Saint-Vincent al momento del pensionamento è stato al centro dell’interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle. Il Consigliere Roberto Cognetta, rappresentata la situazione di un dipendente che, a seguito dell’applicazione della legge Fornero per l’accompagnamento alla pensione, si è visto riconoscere spettanze per le giornate di ferie non godute, ha chiesto chiarimenti in merito e ha voluto conoscere le intenzioni per il 2018, proponendo di dare mandato all’Amministratore unico per avviare un’indagine interna, in modo da trovare il responsabile del mancato controllo dei giorni di ferie non goduti, recuperando la somma non dovuta.
L’Assessore al bilancio e società partecipate ha riferito i dati forniti dalla Casa da gioco, la quale ha precisato che a novembre 2017 sono stati liquidati 28 giorni di “ferie” non godute per 8.800 euro e circa 256 giorni di “festivi” effettivamente lavorati, anche sulla base di accordi precedenti con il lavoratore, il quale, per iniziativa dell’attuale Direzione aziendale, è stato messo nella condizione di smaltire quanto più possibile del pregresso maturato in considerazione del previsto esodo Fornero che lo avrebbe riguardato entro fine anno, riducendo sensibilmente le sue spettanze economiche di fine rapporto.
Riguardo al 2018, l’Assessore Renzo Testolin ha detto che la Società, non appena trasmessi i dati all’Ente previdenziale per il conteggio e la certificazione delle posizioni pensionistiche dei lavoratori interessati, predisporrà così come fatto per la Fornero 2017, un percorso di godimento di tutti i ratei di ferie e festivi non goduti, appartenenti ad ogni singolo lavoratore. Al fine di migliorare l’organizzazione del lavoro e diminuire il relativo costo, la Casinò de la Vallée farà godere ad ogni lavoratore interessato al pre-pensionamento prima i giorni residui accantonati negli anni precedenti e successivamente le spettanze di competenza dell’anno; ciò per evitare spiacevoli disagi nel caso in cui taluni lavoratori, al termine dell’istruttoria non dovessero rientrare nel piano di esodo previsto per il 2018.
Rispondendo alla richiesta di avviare un’indagine, l’Assessore ha osservato che la Società ritiene, allo stato attuale, che nella gestione della tematica non siano emerse situazioni contrastanti con gli interessi aziendali. Ha quindi assicurato che chiederà all’Amministratore unico di dare le opportune indicazioni affinché tale situazioni siano attentamente verificate per evitare distorsioni o eventuali situazioni di illegittimità.
Nella replica, il Consigliere Cognetta si è detto insoddisfatto, perché l’Assessore ha fornito i dati al mese di novembre, oltre 8.000 euro per 12 giorni, omettendo quindi le spettanze più importanti che sono riferite a 200 giornate. Cognetta ha espresso indignazione perché, all’interno del Casinò, c’è chi si è visto riconoscere le ferie non godute, mentre altri non hanno ricevuto nulla: si è quindi augurato che qualcosa cambi e qualcuno faccia finalmente rispettare le regole a tutti. Per il Consigliere questo mancato controllo porta al risultato del fallimento della Casa da gioco.
La realizzazione di nuovi modelli organizzativi sanitari sul territorio regionale è stata al centro di un’interpellanza del gruppo Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée. Richiamando il Documento economico finanziario regionale 2018-2020, in cui è prevista la riorganizzazione dei servizi territoriali sanitari e sociali, innovando modelli organizzativi e processi, favorendo la diffusione su larga scala dell’utilizzo delle nuove tecnologie, per garantire una distribuzione più capillare dei servizi e contrastare lo spopolamento delle valli laterali, il Capogruppo di AC-SA-PNV Antonio Fosson, evidenziato come l’assistenza territoriale sanitaria e sociale rappresenti nella realtà valdostana una priorità di intervento condivisa, ha voluto sapere quali nuovi modelli si voglia realizzare, quali le tecnologie da applicare e quali saranno le tempistiche di concretizzazione.
L’Assessore alla sanità e politiche sociali ha riferito che si sta procedendo nella concretizzazione di modelli e di scelte perseguite dalla nuova dirigenza dell’azienda USL. Per Bertschy, l’attenzione che viene accordata al territorio riflette i dati del welfare, in primis il fatto che l’invecchiamento della popolazione obbliga ad una riorganizzazione e una rivalutazione delle scelte volte ad implementare la presenza dei servizi sul territorio. L’Assessore alla sanità ha spiegato che si sta proseguendo in questa direzione attraverso il coordinamento dei medici di base, ma anche attraverso il potenziamento dei percorsi di studio, con borse di studio e azioni per mantenere i giovani specializzati in Valle d’Aosta, in modo da sostituire quel 60% di medici di medicina generale che andranno in pensione. L’implementazione dell’assistenza specialistica negli ambulatori, ha specificato Bertschy proseguirà e sarà migliorata anche grazie a nuove professionalità e all’incremento dei servizi e delle cure a domicilio (assistenza al puerperio, assistenza infermieristica, assistenza agli anziani portatori di malattie croniche, cure palliative oncologiche, consegne di presidi e dispositivi medici).
L’Assessore ha poi comunicato l’intenzione di stringere patti sempre più forti con i soggetti che erogano servizi sul territorio, quali farmacie, Comuni, associazioni di volontariato. E questo, ha detto l’Assessore, sempre nell’ottica di assicurare un’efficace assistenza sanitaria di prossimità, per spostare il cittadino il meno possibile, anche avvalendosi di strumenti tecnologici (in particolare la telemedicina), attraverso progetti di prevenzione già attivati e in corso di concretizzazione. Bertschy ha quindi richiamato il consolidamento dell’ospedalizzazione domiciliare, segnatamente in aree disagiate, rivolgendosi a malati dimessi dall’ospedale e ad ammalati anziani cronici che possono ritornare in famiglia e usufruire di un piano di assistenza completo.
Proseguendo l’excursus di azioni mirate, Bertschy ha citato l’implementazione degli orari dei servizi territoriali, la valorizzazione della medicina di gruppo, la firma di accordi con i pediatri. Nel rendersi disponibile a relazionare in Commissione, l’Assessore ha concluso affermando che sono azioni che verranno realizzate principalmente nel 2018, altre avranno un arco temporale fino al 2020; sono comunque in corso riunioni mensili tra tutti i soggetti interessati per valutare l’efficacia della risposta del territorio e per sottolineare le criticità riscontrate.
Il Capogruppo Fosson nella replica ha sottolineato che l’assistenza sul territorio non è solo un compito da demandare all’azienda USL, ma va preso in carico dalla politica. Il Consigliere ha quindi constatato che l’Assessore ha riferito di prosecuzione di servizi già presenti, non di modelli innovativi. Tenuto conto che il Patto della salute illustra a livello ministeriale modelli precisi, il Consigliere ha affermato che è sufficiente attenersi a quanto già previsto, non c’è bisogno di inventarsi grandi progetti, ma concretizzare quanto formalizzato. Per Fosson, l’innovazione territoriale è realizzare nuove aggregazioni. Il Consigliere ha quindi auspicato un’implementazione del Fasciolo sanitario elettronico e un’introduzione della telemedicina, anche alla luce della nuova normativa del 2017 che, a suo parere, permette grandi opportunità.
Il gruppo Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée ha chiesto notizie della realizzazione di indagini statistiche sulla programmazione sanitaria. Affermata l’importanza di questo approccio metodologico, in modo da indirizzare la programmazione sanitaria su dati statistici di evidenza, il Capogruppo di AC-SA-PNV ha chiesto quali indagini statistiche siano state condotte, previste o che si intendano programmare, con le relative tempistiche, anche per ottemperare quanto previsto nel Documento economico finanziario regionale 2018-2020.
L’Assessore alla sanità ha riferito che l’idea a monte della visione fornita nel DEFR è stata quella di commissionare ricerche oltre che di lavorare all’interno dell’Amministrazione per aver dati precisi che consentano di incidere nelle scelte. Ha quindi ricordato che nel passato è stato smantellato un presidio che dava risposte importanti per avere dati sempre aggiornati. L’Assessore Luigi Bertschy ha annunciato l’intenzione di avvalersi in maniera stabile dell’Università della Valle d’Aosta e di valutare la collaborazione con altre Università; sono in corso una serie di valutazioni per aprire questo modello ad un’organizzazione diversa, contando su quello che già funziona, come per esempio il Registro Tumori. L’Assessore ha specificato che, a supporto delle scelte politiche, nel DEFR si è voluto indicare un modo di lavorare per monitorare le ricadute che queste scelte avranno sui cittadini. Per Bertschy, sono stati dati obiettivi chiari di monitoraggio di dati non solo scientifici ma anche rispetto alla qualità dei servizi offerti: per la riorganizzazione, ha concluso, ci vuole un coinvolgimento attivo e costruttivo dei cittadini.
Nella replica, il Consigliere Antonio Fosson ha dato atto all’Assessore di aver compreso l’importanza di avere dati statistici per la programmazione sanitaria. Ha quindi ricordato che l’Osservatorio epidemiologico, presente nel passato, era stato smantellato per carenza di fondi e si è augurato che venga ripristinato ora che sono state previste risorse aggiuntive per la sanità. Per il Capogruppo di AC-SA-PNV, la programmazione è fondamentale per orientare le scelte operative e ha sollecitato l’Assessore affinché sia ripreso questo aspetto epidemiologico, di studio e di attenzione alla ricerca. Il Consigliere ha infine ricordato che la revisione del Piano sanitario, presentato dopo condivisione nel febbraio 2016, non ha avuto seguito lasciando la nostra regione senza una programmazione precisa.
La conoscenza della lingua francese per l’assunzione di medici specialistici è tornata in discussione con un’interrogazione posta dal gruppo M5S. Richiamando un’iniziativa analoga discussa in Aula già nel 2015 e alcune dichiarazioni apparse recentemente sugli organi di stampa in merito ad una revisione dell’accertamento della conoscenza del francese, il Consigliere Roberto Cognetta ha chiesto se sia intenzione del Governo regionale metter mano alla questione per tentare di rimuovere uno degli ostacoli che impediscono di assumere medici specialisti.
L’Assessore alla sanità ha risposto che, al momento, non ci sono motivi per derogare alla prova di francese, lingua che si vuole difendere in rapporto alla specialità valdostana. Per Luigi Bertschy, l’appeal che il modello sanitario deve ritrovare per recuperare l’attenzione dei professionisti va al di là della prova di francese. L’Assessore ha quindi spiegato che si sta facendo un’analisi complessiva, valutando peraltro le esperienze e il modello Bolzano, anche sulla base dei dati riferiti agli ultimi concorsi: lo scorso anno sono state bandite 20 procedure concorsuali e sulle 80 candidature ricevute si sono presentati alla prova di francese in 48 medici (5 non l’hanno superata). L’Assessore ha riferito che si sta cercando di capire se chi non si è presentato ha visto nella prova di francese uno sbarramento o se vi sono altri elementi che mettono in difficoltà l’attrattività del nostro sistema sanitario, quali la perifericità del presidio valdostano o la presenza di una popolazione ristretta che non consente l’esercizio della libera professione. Per Bertschy se è vero che ci sono medici in fuga, è altrettanto vero che, nell’ultimo periodo, sono arrivate nuove professionalità che coprono le necessità.
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha definito poco credibili le parole dell’Assessore, perché aggiungono un problema ad un altro problema: se la Valle è poco attrattiva perché periferica e con pochi abitanti che non consentono ai medici di esercitare la libera professione, aggiungendo la prova di sbarramento del francese, si crea un ulteriore difficoltà. Per il Consigliere, la scelta del francese è politica e ha invitato a non creare una riserva indiana: mettiamo la salute dei cittadini al primo posto, ha detto, piuttosto che la questione linguistica. Cognetta ha specificato che si possono salvaguardare le posizioni ideologiche dei propri movimenti di appartenenza, trovando altre soluzioni rispetto alla prova di sbarramento, come ad esempio dei corsi per i medici.
Il gruppo Mouv-Coalition Citoyenne ha affrontato la tematica del rapporto tra la Cogne Acciai Speciali e i lavoratori. Il Consigliere Andrea Padovani, nel riferire di un difficile clima interno alla Cogne Acciai Speciali spa creatosi negli ultimi anni, come denunciato dalla FIOM-CGIL, ha chiesto se ci sia l’intenzione di intervenire per far sì che all’interno dell’industria più grande della Valle d’Aosta tornino a esserci una situazione serena e un rapporto proficuo tra azienda e lavoratori.
L’Assessore alle attività produttive ha parlato della difficile situazione legata al licenziamento di un delegato FIOM, riferendo di aver interpellato le parti: sia FIOM sia Cogne Acciai Speciali ritengono che questa situazione sia attinente al sistema delle relazioni sindacali e che quindi il contezioso vada affrontato al tavolo della trattativa e, in casi estremi, a quello giudiziale. La FIOM, ha riferito l’Assessore Jean-Pierre Guichardaz, ha ritenuto di procedere in autonomia, valutando il ricorso in Cassazione a difesa del suo delegato.
Pur non intervenendo nel contenzioso, che è peraltro nella delicata fase giudiziale, e non essendo stato richiesto uno specifico intervento dell’Assessorato, Guichardaz ha auspicato il ritorno alla normalità nei rapporti tra FIOM e Cogne Acciai Speciali. In effetti, ha proseguito l’Assessore, le relazioni sindacali si sono rivelate ovviamente produttive per i lavoratori e per le stesse organizzazioni sindacali. Ha riferito di un dialogo costantemente aperto, al di là delle questioni rappresentate. L’Assessore Guichardaz ha confermato la propria disponibilità a qualunque intervento per smorzare o riportare nei giusti binari le relazioni sindacali, come già accaduto in passato.
In sede di replica, il Consigliere Padovani ha evidenziato di non aver avuto l’intenzione di commentare il contenzioso; non si è quindi detto soddisfatto della risposta, perché l’interpellanza voleva sollecitare una parte attiva dell’Assessorato nel clima interno all’azienda ormai molto pesante, come dimostrato dalle centinaia di provvedimenti disciplinari assunti dall’azienda nei confronti dei lavoratori.
Il gruppo Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée ha chiesto delucidazioni in merito ai lavori relativi all’impianto di innevamento programmato a Champorcher. Ad affrontare la tematica è stato il Consigliere Claudio Restano, che ha sottolineato come il mancato completamento dei lavori di ampliamento, con la costruzione di una stazione di pompaggio e di un nuovo bacino di acqua, non garantisca un adeguato innevamento della stazione sciistica. Il Consigliere ha quindi chiesto se il Governo regionale sia a conoscenza della situazione e se intenda investire, in quale modo e in che tempi, in questa piccola località.
L’Assessore al turismo e sport, nella risposta, ha citato una serie di interventi realizzati nella stazione di Champorcher, riferendo che la situazione attuale presenta 6 km di tubi, 1 cannone mobile e 400 kw di potenza installata: questa dotazione, ha detto, non permette l’apertura certa di tutto il comprensorio. L’Assessore Aurelio Marguerettaz ha poi evidenziato che, nel proprio Piano aziendale, la società Monterosa ha già ipotizzato, dal 2019-2020, di potenziare l’innevamento per 2/3 milioni di euro, con un bacino di 35 mila metri cubi. Piano, ha detto Marguerettaz, che dovrà essere sottoposto all’analisi degli uffici e trovare riscontro nelle dotazioni finanziarie della Regione. Ha quindi concluso che prossimamente ci saranno tutte le possibilità per valutare queste iniziative.
Il Consigliere Restano ha appreso con piacere le notizie comunicate dall’Assessore e ha giudicato prioritario un intervento complessivo sull’innevamento della stazione, per non generare continui costi dovuti ad un impianto di innevamento datato che necessita di una manutenzione costante. I tagli di risorse cui è sottoposta la società, ha osservato Claudio Restano, porteranno a inevitabili riduzioni negli investimenti, causando così la chiusura delle piccole stazioni. È opportuno riprendere in mano la situazione delle società partecipate che gestiscono gli impianti e fornire giusti atti di indirizzo.
Il gruppo ALPE ha illustrato un’interpellanza per fare il punto sulla situazione dell’Ufficio restauro della Soprintendenza ai beni culturali, ubicato in località Teppe a Quart. Il Consigliere Chantal Certan, nel precisare che ritiene importante porre maggiore attenzione all’attività molto specifica e tecnica dell’ufficio restauro, che richiede professionalità e locali adeguati, ha chiesto se si stia proseguendo nella direzione assunta dalla precedente Giunta, se il personale sia sufficiente, quante risorse economiche siano ancora necessarie per terminare i lavori e rendere collaudabili e utilizzabili i nuovi laboratori e i magazzini adiacenti ai locali attualmente occupati, nonché i tempi per il trasferimento nei nuovi spazi.
L’Assessore all’istruzione e cultura ha risposto che, in considerazione all’attuale attività, il personale in forza all’ufficio non è sufficiente. L’Assessore Emily Rini ha evidenziato che si tratta di un settore fortemente specializzato, che rappresenta un problema nel sistema di turn over previsto per la pubblica Amministrazione, che tende a coprire posti singoli e che nella fattispecie non può applicare la regola di sostituire un dipendente ogni dieci. Altro fattore limitante, ha proseguito l’Assessore Rini, è rappresentato dai costi che la Regione deve sostenere per l’attivazione di concorsi specifici: per questo, sono in corso approfondimenti da parte del Dipartimento personale ed è stata avviata un’operazione di supporto, con la previsione di bandire un posto per il laboratorio di analisi scientifiche, cui è stata data priorità in vista dei prossimi pensionamenti.
Relativamente all’allestimento e completamento del laboratorio di restauro, l’Assessore all’istruzione e cultura ha sottolineato che sono in corso i lavori per gli allestimenti degli spazi del secondo deposito in località Teppe; questa operazione, ha spiegato Rini, si è resa necessaria a seguito della variazione nell’allestimento dei laboratori di restauro in località Tzambarlet di Aosta, in cui, per motivi di spazio e sicurezza, è stato impossibile accorpare i laboratori di restauro materiali archeologici e restauro dipinti. L’Assessore Rini ha precisato che entro i primi sei mesi dell’anno si cercherà di avviare le gare per la predisposizione degli impianti di aspirazione, il che consentirà la messa a regime e la piena operatività della struttura nei nuovi spazi, che presentano notevoli migliorie dal punto di vista della coibentazione e organizzazione degli spazi di lavoro. L’Assessore ha specificato che l’importo previsto è di 30 mila euro e che, una volta completati i lavori, si procederà allo spostamento del laboratorio e al riallestimento dei vecchi spazi lasciati quindi liberi entro il prossimo settembre.
La Consigliera Certan si è detta soddisfatta della risposta perché pare che i lavori stiano procedendo. La Consigliera ha confermato l’importanza di potenziare al più presto questo ufficio per valorizzare il patrimonio archeologico regionale, anche aumentando le professionalità impiegate e avviando progetti mirati e collaborazioni. Certan ha sottolineato che i locali attuali non sono più sufficienti e ha sollecitato un’accelerazione per il trasferimento nei nuovi locali, affittati dall’Amministrazione regionale da circa trent’anni senza essere utilizzati, pagando di fatto due volte. Per la Consigliera Certan, questa situazione non è più sostenibile: bisogna procedere al trasferimento e bandire nuovi concorsi. La Consigliera ha infine chiesto all’Assessore Rini di seguire con attenzione questo settore, che sarebbe di supporto anche alle scuole, con laboratori didattici per cui dal 2007 si è provveduto all’acquisto di attrezzature e materiale, per un importo di 90 mila euro.
Il gruppo Alpe ha riportato all’Aula alcune segnalazioni secondo cui vi sarebbero state chiusure di liste di prenotazioni sanitarie, cancellate senza motivazioni ufficiali. Esprimendo preoccupazione per questa situazione, il Capogruppo di ALPE ha interpellato l’Assessore alla sanità per conoscere se nell’ultimo triennio ci siano state effettivamente chiusure di liste di prenotazioni e le relative motivazioni, chiedendo in particolare se tra le cause rientrino le carenze d’organico programmabili (pensionamenti, aspettative o altre cessazioni dal servizio) o non programmabili (infortuni, malattie improvvise). Il Consigliere Albert Chatrian ha poi voluto sapere come si intenda porre rimedio a questa criticità, quali interventi o sanzioni siano stati adottati dall’Amministrazione regionale e dall’USL, nonché eventuali responsabilità manageriali e organizzative.
L’Assessore alla sanità, prima di entrare nel merito dei quesiti, ha affermato che va migliorata l’erogazione funzionale sul territorio dei presidi e l’appropriatezza delle prescrizioni e ha confermato l’intenzione di voler realizzare un centro unico di prenotazioni. L’Assessore Luigi Bertschy ha quindi riferito che nonostante se ne parli da anni, solo da poco ci si è dati un’organizzazione e un regolamento che sta già producendo i suoi risultati per recuperare l’assenza di programmazione del passato.
Ha precisato che non si tratta di chiusura delle liste, ma di alcune sospensioni di punti di erogazione del servizio; la chiusura senza erogazione del servizio sarebbe infatti violazione della legge. In merito alle liste di attesa, l’Assessore ha spiegato che nel dicembre 2016 l’USL si è dotata di apposito regolamento per la prenotazione delle visite e ha disciplinato l’utilizzo della libera professione, al fine di non creare problemi e costi maggiori per i cittadini. Nell’autunno 2017, ha riferito l’Assessore Bertschy, è stata inviata una nota di richiamo dal direttore generale dell’USL per far sì che le strutture si attengano al regolamento e vengano adottate tutte le procedure per evitare problemi ai cittadini.
L’Assessore alla sanità ha proseguito rivolgendo la propria attenzione al futuro e ai progetti e alle azioni che si stanno producendo per superare attraverso una buona programmazione le attuali criticità. Per Bertschy, l’USL, per ovviare a queste problematiche, deve pianificare i servizi, costruendo un sistema di visite sostenibile dall’attuale organico. La programmazione dei concorsi e delle borse di studio di specializzazione, che sono state da quest’anno raddoppiate (4 borse di studio annuali), ha detto l’Assessore Bertschy, sarà triennale e questo consentirà di intervenire prima che i problemi si presentino.
Il Capogruppo di ALPE ha ribadito che è arrivato il momento di ammettere che le criticità sono numerose. Ha riferito che nel 2017 i cittadini non potevano prenotare visite per dermatologia, oculistica, radiologia e oculistica. Il Consigliere Chatrian si è anche chiesto se ci siano cittadini di serie A e di serie B, visto che si è chiusa l’agenda di cardiologia a Donnas, mentre ad Aosta c’erano due ambulatori aperti. Per Chatrian, parlare di sospensione o di chiusura non cambia, perché comunque i cittadini non hanno potuto prenotare visite. Quello che è chiaro, ha proseguito il Consigliere Chatrian, è che manca un’adeguata programmazione e chi ci rimette è il cittadino, costretto a pagare perché non può accedere a prestazioni pubbliche. In merito alla Centrale unica di prenotazioni, il Capogruppo di ALPE ha invitato l’Assessore a valutare attentamente se sia più opportuna la centralizzazione o rendere efficienti le sedi sul territorio. Infine, il Consigliere Chatrian ha riferito di aver contattato direttamente la CUP per effettuare un ecocardiogramma: la prima disponibilità è il 31 maggio a Morgex, il 5 giugno a Châtillon e il 23 luglio ad Aosta. È evidente, ha concluso, che la situazione rappresentata dall’Assessore non corrisponde assolutamente alla realtà e che occorre fare meglio.
I gruppi Mouv-Coalition Citoyenne e ALPE hanno voluto fare il punto sui pagamenti degli indennizzi del verde agricolo per le annualità 2015/2017. Il Capogruppo di MCC Elso Gerandin ha infatti chiesto dettagliati aggiornamenti sulla situazione dei pagamenti degli indennizzi relativi alle misure a superficie, divisi per annualità dal 2015 al 2017, del Piano di sviluppo rurale. Ha poi voluto sapere se sia già iniziata la restituzione da parte delle aziende agricole che hanno richiesto l’anticipo e che hanno già ricevuto i pagamenti AGEA, nonché quali azioni si intenda mettere in campo per risolvere le varie problematiche e dare una risposta definitiva al mondo della zootecnia valdostana. Il Capogruppo di ALPE ha aggiunto che i gruppi di minoranza avevano proposto una soluzione con un emendamento alla legge di stabilità regionale che intendeva finanziare gli anticipi di tutte le misure del PSR 2014-2020, bocciato dalla maggioranza. Il Consigliere Chatrian ha poi detto che non ci sono parole per definire questa brutta situazione e che la proposta fatta dalla minoranza rappresenta oggi l’unica strada percorribile per dare certezze ai pagamenti dovuti agli agricoltori.
L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, nella risposta, ha comunicato che, alla data dell’ultimo decreto pagamento che è del 20 novembre 2017, per tutte le misure a superficie l’avanzamento finanziario ammonta a 10 milioni 305 mila euro per un totale di 4.923 pagamenti (l’avanzamento delle campagne è pari al 62%).
L’Assessore Alessandro Nogara ha quindi specificato nel dettaglio delle misure. Nel 2015, per la misura 10 (agroambiente) 831 pagamenti per 1 milione 412 mila euro (pari al 30%), per la misura 13 (indennità compensativa) 1748 pagamenti per 5 milioni 100 mila euro (74%), per la misura 14 (benessere animale) 402 pagamenti per 1 milione 42 mila euro (81%). Riguardo all’indennità compensativa, per quanto concerne il numero di aziende da liquidare o parzialmente liquidate, considerando che il 5% (circa 120 aziende) delle domande sottoposte a controllo a campione da parte di AGEA non è ancora stato liquidato, su di un totale di 2108 domande, 1202 hanno ricevuto la totalità del pagamento richiesto, 116 hanno ricevuto un pagamento superiore all’85% del richiesto, 73 inferiore all’85% del richiesto e 717 non sono state liquidate. Nel 2016, per la misura 14, 439 pagamenti per 1 milione 41 mila euro (pari al 78%) e per il resto non è stato riconosciuto niente; nel 2017, sempre nella misura benessere animale, 447 pagamenti per 923 mila euro (69%).
L’Assessore ha sottolineato che a questi dati va aggiunto un elenco di liquidazione trasmesso ad AGEA per la misura 13 (indennità compensativa) dell’annualità 2015 e che sarà pagato a breve per un importo di 337 mila euro che interessa 40 beneficiari. Inoltre, ha aggiunto Nogara, è notizia di ieri che tra oggi e domani sarà decretato da parte di AGEA un elenco di liquidazione per la misura 13 (indennità compensativa) riferito al 2016, che interessa 1200 beneficiari per un importo complessivo di quasi 3 milioni di euro; inoltre, si è in attesa dell’elaborazione dell’elenco di liquidazione per la misura 10 (agroambiente) per il 2015, che è pari a circa 3 milioni di euro e che è previsto a breve.
L’Assessore all’agricoltura ha poi riferito che la restituzione degli anticipi erogati dalla Regione è contestuale con i pagamenti da parte di AGEA: l’importo totale restituito ammonta a 1 milione 819 mila euro da parte di 244 aziende, a fronte di anticipati erogati per 8 milioni di euro.
Infine, l’Assessore Nogara ha segnalato che l’Assessorato sta lavorando costantemente con AGEA per risolvere le problematiche legate alle procedure informatiche (che dipendono dall’Agenzia per le erogazioni), con particolare riguardo al miglioramento della banca dati e delle procedure: le elaborazioni dei dati hanno permesso di eliminare, in questa ultima settimana, anomalie e incongruenze e di generare elenchi di liquidazione che saranno decretati nei prossimi giorni. Per Nogara, questa attività consentirà già nelle prossime settimane di replicare il pagamento sulle annualità successive. Per quanto riguarda le anomalie non risolte con questa nuova elaborazione, l’Assessore all’agricoltura ha annunciato che AGEA si è impegnata formalmente a mettere a disposizione tutti i tecnici che seguono la problematica per un confronto con i funzionari dell’Assessorato in incontri organizzati sia a Roma sia in Valle e con l’intenzione di coinvolgere la partecipazione delle associazioni di categoria, nel senso di una trasparenza totale.
Il Consigliere Gerandin ha replicato che quanto comunicato dall’Assessore sembra un bollettino di guerra: ad oggi, non sono state, infatti, pagate tutte le misure relative al 2015 e si è di fronte a percentuali che non sono nemmeno dell’ordine del 30%. Per il Capogruppo di MCC, gli allevatori hanno, invece, bisogno di certezze e l’unico modo per chiudere questa triste esperienza è di continuare a finanziare gli anticipi fino al 2020 Ha quindi annunciato che presenterà una risoluzione in questo senso.
Il gruppo ALPE, con un’interpellanza, ha affrontato la tematica delle tariffe autostradali. Tenuto conto dei recenti aumenti e rilevato che, per gli automobilisti che non possiedono un telepass, le tariffe del tratto di competenza RAV, con particolare riguardo alla tragitto Aosta Est/Aosta Ovest, sono comprensive della percorrenza di tutta la tratta e non corrispondono al servizio realmente erogato all’utenza, la Consigliera Patrizia Morelli ha voluto sapere se si intenda affrontare questa criticità in tempi rapidi, ottemperando così ad un impegno assunto nel 2016 con una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Inoltre, ha chiesto di conoscere gli sviluppi recenti in merito al caro autostrada RAV – per cui la percorrenza del tratto di 11 km Aosta Est – Aosta Ovest o viceversa costa ben 11 euro a chi è sprovvisto di Telepass – e se, in prospettiva, vi sia la volontà di operare in funzione della conversione del tratto Aosta Est/Aosta Ovest in tangenziale gratuita.
Il Presidente della Regione, per quanto attiene agli aumenti tariffari, ha ricordato che per questo problema l’Amministrazione regionale ha sin da subito preso posizione con fermezza, esprimendo in tutte le sedi la propria contrarietà e facendo proprie le istanze dei cittadini. In questo senso, ha aggiunto Laurent Viérin, i primi risultati sono arrivati ottenendo l’annullamento degli aumenti fino al 30 giugno per i residenti valdostani in possesso di telepass e abbonati alla tratta. Il Presidente Viérin ha anche comunicato di aver richiesto l’apertura di un tavolo col Ministero per rivedere il piano tariffario e poter finalmente bloccare questi aumenti. Ha poi affermato che l’esosità delle tariffe penalizza gli operatori turistici e commerciali valdostani, oltre a riproporre il rischio di congestionare il traffico sulla strada statale. Le lotte di principio, ha sottolineato, più sono condivise e più possono diventare efficaci
Affrontando poi la questione dell’erogazione del biglietto, il Presidente della Regione, condividendo i problemi esposti e definendoli paradossali, ha riferito di una problematica infrastrutturale, in quanto bisognerebbe costruire un casello e rivedere il sistema di bigliettazione. Confermando di essersi già mossi in questo senso, il Presidente Viérin ha specificato che il progetto di casello era stato accantonato, mentre attualmente, tenuto conto del parere favorevole espresso dai Sindaci della Valdigne per la costruzione di un casello a Morgex, si rilancerà la questione. Il Presidente Viérin ha ribadito che si tratta di una situazione inaccettabile per la comunità valdostana e per i turisti: la Valle d’Aosta aveva l’autostrada più cara d’Italia, ora ha anche gli aumenti più cari.
La Consigliera Morelli ha replicato che, per quanto sia importante far sentire la propria voce, non basta prendere posizione, occorre concretizzare delle soluzioni. La Consigliera ha sostenuto che bisogna condurre un’azione corale, che sia pressante in particolare nei confronti del Ministero. Condizioni di questo tipo, per Patrizia Morelli, non sono tollerabili.
I lavori sono sospesi e riprenderanno, giovedì 25 gennaio, alle ore 9.00.
Pubblicato / aggiornato
il 24/01/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
