EducaLiberaVdA: no alle discriminazioni LGBTIQ+ ma sì a quelle contro i no vax?
Il 17 maggio ricorre la Giornata europea contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, indetta con la risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile 2007 per rimarcare «che i diritti umani sono diritti inviolabili della persona, che devono essere garantiti a tutti, senza distinzioni o discriminazioni, incluse quelle basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere».
Per questa occasione, il Ministero dell’istruzione della Repubblica italiana invita i docenti e le scuole di ogni grado, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Il Comitato di EducaLiberaVdA ha espresso alcune considerazione sulla tematica della discriminazione delle minoranze.
«La Costituzione parla chiaro. L’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Il Ministero si adopera affinché il sopracitato articolo della Costituzione possa essere celebrato al meglio.: il 17 maggio 2022, gli studenti dovranno essere formati rispetto ai temi della discriminazione, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Tuttavia, la riflessione interessa ogni forma di isolamento sociale, o riguarda giusto la retorica del politicamente corretto? Seguire un criterio di non discriminazione, dovrebbe significare applicare uno stesso modo di comportamento o di trattamento per tutti i componenti di un gruppo senza tener conto di eventuali differenze di qualsiasi genere. Qualcosa non torna.
Manca un particolare, ignorato dai più, che ha creato enormi discriminazioni nell’ultimo anno, talmente enormi che non è dato a sapersi perché siano passate inosservate: le sospensioni di tutti coloro che non hanno voluto vaccinarsi, esercitando peraltro un diritto riconosciuto dalla stessa Costituzione, e il conseguente allontanamento coatto dal loro posto di lavoro, in violazione dell’art.1 sul quale si fonda la Costituzione, in barba alle libertà fondamentali.
Chi è rimasto nella scuola non si è preso la briga di “approfondire” con i propri studenti questa discriminazione, in chiara antitesi con l’art. 3 della Costituzione, tantomeno è stato invitato a farlo dal Ministero che, probabilmente, ha assunto anche l’onere e l’onore di decidere cosa sia o meno discriminante, non curante di quanto pensato dai padri costituenti.
Occorre ripudiare ogni forma di discriminazione. Tuttavia urge una precisazione: guai alla discriminazione per gli omosessuali, per i bisessuali e per i transessuali a patto, però, che non siano dei non vaccinati».
Pubblicato / aggiornato
il 17/05/2022 alle 17:25
Categoria:
Politica e Amministrazione