Aosta: occupati i 12 posti destinati a profughi afghani e ucraini
(©Valeria Serradura per Bobine.tv) -
La conferenza stampa di presentazione dell’avvio della fase operativa del Sistema di accoglienza e integrazione
A maggio 2022, la fase operativa del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) è entrata nel vivo con la totale occupazione degli alloggi che il Comune di Aosta mette a disposizione per progetti di accoglienza integrata.
Nel corso di una conferenza stampa di mercoledì 18 maggio 2022, Arnela Pepelar, membro del Consorzio Trait d’union che gestisce il servizio, ha spiegato: «si tratta di un modello di accoglienza integrata e diffusa sul territorio nei confronti dei richiedenti asilo internazionale. Lo scopo è lavorare sui percorsi individuali di integrazione, anche grazie a équipe specializzate all’accompagnamento che, per 6 mesi, si occupano di: fornitura di beni di prima necessità e di vitto e alloggio, accompagnamento legale e inserimento sociale (con vari tipi di attività e di conoscenza del territorio, tra cui un corso di italiano), inserimento formativo e lavorativo».
La Valle d’Aosta ha aderito al progetto Sai nel 2017 e ha come capofila il Comune di Saint-Vincent oltre ai Comuni di Champorcher e Saint-Rhémy-en-Bosses. Inizialmente, l’iniziativa era stata avviata sul territorio valdostano mettendo a disposizione 25 posti a Saint-Vincent, Charvensod e Saint-Rhémy-en-Bosses che erano destinati ad afghani in fuga.
Al progetto ha poi aderito anche il Comune di Aosta che, il 24 aprile 2022, ha accolto la prima famiglia afgana.
Pepelar ha proseguito, spiegando: «un decreto legge di marzo 2022 ha stabilito che anche gli ucraini, anche se non in possesso dei requisiti richiesti dal Sai, possono entrare nel sistema. Di conseguenza, di recente la Valle d’Aosta ha accolto 7 ucraini.
Aosta aveva messo a disposizione 12 posti che attualmente risultano essere tutti occupati. Dal 2017 a oggi, su tutto il territorio valdostano, sono state 95 le persone accolte».
Akhtari Mahbdobullah, un membro della prima famiglia afgana accolta in Valle d’Aosta ha raccontato la sua vicissitudine: «a Kabul, lavoravo all’ambasciata italiana. Quando sono tornati i talebani ad agosto 2021, io e la mia famiglia siamo fuggiti e arrivati, dopo varie peregrinazioni, in Valle d’Aosta alla fine dell’estate 2021.
Gli operatori del Sai ci hanno sostenuto in vari settori, soprattutto per la scuola e per il lavoro, aiutandoci a integrarci al meglio in Italia. Siamo, quindi, molto contenti di questa accoglienza».
Pubblicato / aggiornato
il 18/05/2022 alle 15:42
Categoria:
Politica e Amministrazione