Rete Civica: un incontro sulla situazione politica valdostana
Rete Civica ha organizzato un momento di riflessione pubblica sulla situazione politica valdostana e sul ruolo che le forze progressiste dovrebbero e potrebbero avere. L’incontro si è svolto sabato 11 giugno 2022, nella Biblioteca Ida Desandré di Viale Europa, ad Aosta.
«La politica valdostana sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia. Non era mai successo, come avvenuto nel 2020, che il Consiglio regionale fosse sciolto anticipatamente per impossibilità di esprimere un presidente della Regione. Non si era mai verificata una crisi di maggioranza così lunga, che va avanti da oltre un anno e che ha delineato scenari inquietanti.
Rete Civica ritiene che le forze politiche progressiste operanti in Valle d’Aosta si debbano interrogare e confrontare su questa situazione e cercare un percorso che permetta di uscire da una empasse che è strutturale e che nuoce a tutta la pubblica amministrazione e a tutta la comunità valdostana.
A tale scopo organizza un momento di riflessione pubblico rivolto alle persone attive nel movimento, ma anche con l’invito a portare un contributo di analisi ai responsabili politici di gruppi o movimenti civici, ambientalisti e progressisti con cui in varie forme ci sono collaborazioni in atto. L’incontro è comunque aperto a tutti i cittadini e a tutti i gruppi che vorranno esporre le loro considerazioni».
Due sono stati i temi centrali su cui si è concentrata l’attenzione: la proposta per un progetto di polo unitario dei progressisti e la prossima discussione in Consiglio regionale della richiesta di referendum consultivo per la riforma del sistema elettorale regionale.
Oltre a esponenti di Rete Civica, sono intervenuti nella discussione esponenti di gruppi politici con cui c’è una collaborazione in atto a vari livelli: Area Democratica, Pcp, Azione, Renaissance Valdôtaine, Partito Democratico, Giovani Democratici.
Il progetto di costruire in Valle d’Aosta un polo unitario delle forze progressiste alternativo sia ai cosiddetti autonomisti, sia alla Lega e alle destre, rappresenta una esigenza condivisa da molti. La relazione introduttiva di Rete Civica ha indicato anche un obiettivo concreto: almeno il 25% dell’elettorato, cosa che farebbe dei progressisti la forza maggioritaria e trainante della politica valdostana. Un obiettivo che ha il principale ostacolo nella tendenza annosa dei progressisti e della sinistra al frazionamento e che può essere raggiunto solo con un surplus di dialogo e confronto stabile, e duraturo. La proposta ha registrato consensi e contributi fra le forze progressiste, a eccezione del PD, che ritiene invece necessaria una collaborazione con le forze autonomiste. Una divaricazione che è emersa anche nel corso della assemblea aperta dell’11 giugno.
Il 22 giugno 2022, il Consiglio regionale dovrà discutere e decidere sulla richiesta di 3.363 elettori di realizzare, entro l’autunno, un referendum consultivo sulla riforma del sistema elettorale regionale. Il punto cruciale è se si vuole o meno dare agli elettori la possibilità di decidere direttamente con il proprio voto la maggioranza e il presidente della Regione. Tutte le forze presenti in sala l’11 giugno, salvo il Pd, hanno sottoscritto la richiesta di referendum consultivo e ne sosterranno l’effettuazione chiedendo al Consiglio di indire il Referendum.
«Al Pd abbiamo chiesto di unirsi in questa richiesta nel segno della partecipazione e del rispetto dei cittadini», ha spiegato Rete Civica.
Il coordinamento regionale di Forza Italia Valle d’Aosta ha così commentato la presa di posizione assunta pubblicamente dal segretario regionale del Pd, Luca Tonino, nel corso dell’assemblea di Rete Civica svoltasi l’11 giugno: «L’ossessione del segretario regionale del Pd per Forza Italia è sbarcata direttamente nell’assemblea di Rete Civica, nel corso della quale Luca Tonino, anziché guardare in casa propria e ai tanti problemi che stanno funestando la necessaria serenità di azione dell’intero campo progressista, ha pensato bene di lanciare la richiesta di cambiare il regolamento del Consiglio Valle con riferimento alle modalità di formazione di nuovi gruppi consiliari, alla luce del nostro recente ingresso in aula.
Al segretario regionale del Pd, a questo proposito, ci corre l’obbligo ricordare che ogni eletto ha la facoltà di esercitare le proprie funzioni senza vincolo di mandato, diritto costituzionalmente garantito che dovrebbe essere posto a caposaldo di un partito che si autoproclama ‘democratico’ per definizione. Detto questo, poi, ci sarebbe da chiedere al segretario regionale Luca Tonino se il gruppo Federalisti progressisti-Pd si sia effettivamente presentato al vaglio degli elettori valdostani nel settembre 2020, visto che, per stessa ammissione dei suoi ormai ex alleati del Progetto Civico Progressista, da solo non sarebbe nemmeno riuscito a presentare una lista in autonomia. Questo per rammentare al segretario regionale del Pd di pensare a fare bene e meglio il presidente del Consiglio comunale di Aosta, richiamo peraltro già avanzatogli tempo fa nella sede deputata, a rispettare anche chi non la pensa come lui, a rispettare la separazione tra ruolo politico e cariche istituzionali e a tenere presente il fatto che, quando si punta il dito contro qualcuno, almeno tre dita puntano in direzione opposta.
Anche per indicare la clamorosa giravolta compiuta in questi giorni sulla riforma della legge elettorale, che, al fine di preservare le proprie posizioni di potere, ora non prevede più l’elezione diretta del presidente della Regione.
Un gioco di prestigio che nasconde un fine tutt’altro che nobile: il mantenimento delle posizioni di potere a discapito della stabilità politica in Valle d’Aosta. Un bel tacer non fu mai scritto».
Pubblicato / aggiornato
il 03/06/2022 alle 14:15
Categoria:
Politica e Amministrazione