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L’Altra Vda non partecipa alle elezioni politiche

L’Altra Vda non partecipa alle elezioni politiche
 

L’Altra Valle d’Aosta specifica la propria posizione rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo.


Scrive il portavoce, in una nota: “L’Altra Valle d’Aosta esiste per unire culture e sensibilità di una sinistra che fatica ancora a ritrovarsi, ma che vive nelle lotte di tutti i giorni, per il lavoro, per la giustizia sociale, per l’ambiente, per l’accoglienza, per la parità di genere. Per questo abbiamo lavorato, in Valle d’Aosta, affinché il progetto unitario del Brancaccio andasse in porto. Così non è stato. A sinistra, a causa di errori, ingenuità e boicottaggi di alcuni partiti, sono nate due liste: Liberi e Uguali e Potere al Popolo. Proprio perché il nostro obiettivo rimane un altro, non aderiamo, ferma restando la libera scelta individuale di ciascuno sul piano dell’attivismo e/o dell’elettorato, a nessuna delle due liste, in linea peraltro con quanto deciso anche a livello nazionale dall’Altra Europa. Anche se sui contenuti siamo indubbiamente più lontani da Liberi e Uguali, nel cui progetto vediamo troppe ambiguità, e più vicini a Potere al Popolo“.
Venendo all’esperienza valdostana di Potere al Popolo, Carpinello scrive: “dovrebbe far riflettere la difficoltà ad individuare candidate, che ha ‘costretto’ gli stimati Alex Glarey e Frank Rappazzo a farsi portabandiera e candidati di una lista tutta al maschile: ciò a dimostrazione che anche nei movimenti e nei partiti che si dichiarano femministi sono ancora da migliorare le prassi di confronto ‘dal basso’ e di coinvolgimento effettivo delle realtà che si vorrebbero giustamente rappresentare. La sinistra sociale, insomma, va costruita dalla società, nella società e con la società; i proclami, le parole d’ordine, l’appello ad un popolo indeterminato e idealizzato non bastano“.
È con questo approccio che L’Altra Vda intende confrontarsi sulle proposte di questa nuova lista: “Convinti di costruire, dopo il 4 marzo, un fronte sociale più ampio e più inclusivo: un fronte che, avendo come faro la democratizzazione dell’Europa e la lotta alle disuguaglianze, rinunci ai vecchi (e ai più incomprensibili) slogan e impari ad utilizzare un nuovo linguaggio, un nuovo modo di stare umilmente tra la gente e sempre dalla parte degli ultimi. Un cammino difficile, che va oltre gli appuntamenti elettorali: il solo che valga la pena percorrere“.


Pubblicato / aggiornato il 17/01/2018 alle 12:00
Categoria: Archivio Articoli