Le reazioni della politica valdostana alla maggioranza a 18
(©Gianfranco Zanata per Bobine.tv) -
Il Palazzo della Regione autonoma Valle d'Aosta
Nella serata di lunedì 6 giugno 2022, Union valdôtaine ha riunito il proprio Conseil fédéral e ha optato per proseguire con l’attuale maggioranza a 18.
Alcune forze politiche si sono così espresse all’indomani della riunione.
Lega Vallée d’Aoste
«La Lega Vallée d’Aoste prende atto delle decisioni assunte dagli organi politici dell’Union Valdôtaine.
Come i fatti avevano già dimostrato, le attuali forze politiche alla guida della Regione, in oltre un anno dall’inizio della crisi, non sono state in grado di dare governabilità alla Valle d’Aosta.
Malgrado l’urgenza di far fronte alle necessità della popolazione valdostana che sta chiedendo a gran voce e da tempo risposte concrete, i movimenti al governo si sono arroccati al loro interno, vittime di spinte contrastanti.
Queste dinamiche hanno portato a decidere di non decidere, condannando nuovamente l’intera comunità valdostana a vivere nell’immobilismo amministrativo e nell’incertezza sul suo futuro.
Auguriamo ad ogni singolo diciottesimo componente di questa “maggioranza”: “bonne chance”!».
PD
«Con il pronunciamento di ieri sera del Conseil fédéral dell’Uv sono ora chiari tutti gli elementi per proseguire l’azione di governo della Regione con la maggioranza attuale a cui partecipa il gruppo dei Federalisti Progressisti – Partito Democratico.
È indispensabile immaginare un patto programmatico di legislatura che metta al centro le urgenze e ponga come prioritari il tema dello sviluppo economico, del supporto alle fasce sociali più deboli e che avvii un percorso di riforme, a cominciare da quella sulla legge elettorale.
È indispensabile convocare le forze politiche che compongono la maggioranza, attivare un tavolo sul programma che parta da quello di legislatura che deve essere rinnovato ed è necessario farlo in tempi brevi.
Prioritario anche ridefinire la squadra di governo, ma non prima di avere definito il percorso, il metodo e le modalità operative di gestione della maggioranza che dovrà vedere maggiormente coinvolte le forze politiche.
Il PD ritiene indispensabile avviare un ragionamento anche sulle prossime elezioni politiche. Il PD sarà impegnato nell’immaginare un campo largo, perché quelle elezioni segneranno inevitabilmente una scelta di campo. I sondaggi vedono in vantaggio le destre estreme ed il rischio è che ci siano eletti valdostani che votino la fiducia ad un Governo antieuropeista, centralista e sovranista che non consideri centrale la questione dell’autonomia valdostana. Noi crediamo che questa collocazione non faccia parte della storia e della tradizione politica dei valdostani e quindi saremo impegnati nella costruzione di un’ampia coalizione democratica, progressista, popolare e autonomista, la più rappresentativa possibile di una Valle d’Aosta che non vuole consegnarsi ai populisti e alle destre estreme per evitare quello che consideriamo il vero rischio per la nostra Regione».
Forza Italia
«Coloro che due mesi fa aprirono ufficialmente la crisi di maggioranza al grido di ‘non si può governare a 18’, oggi sono gli stessi ad averla chiusa con la convinzione che ‘si può governare a 18’. Basterebbe già solo questo elemento per definire quantomeno surreale quello che sta accadendo in Consiglio Valle, la cui attività da un anno a questa parte è stata fortemente ingessata, al limite dell’immobilismo, in un momento storico nel quale bisognerebbe invece correre veloci per ottenere e spendere bene sul territorio i fondi straordinari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Come Forza Italia già da tempo avevamo avanzato la nostra proposta per risolvere l’instabilità politica e per garantire alla Valle d’Aosta un governo di legislatura, ma evidentemente gli interessi dei partiti sono stati anteposti a quelli della Valle d’Aosta e dei valdostani, come peraltro ammesso candidamente da qualcuno ieri sera. Con due chiari dati politici: la maggioranza a 18 instabile era e instabile rimarrà e coloro che dall’opposizione hanno tentato un’improbabile fuga in avanti, convinti che ‘da soli è meglio’, sono finiti per essere clamorosamente respinti dopo essersi fatti andare bene tutte le condizioni. L’unico nostro auspicio, a questo punto, è che ci si metta finalmente a lavorare, e anche sodo, sui dossier di interesse strategico per il futuro della Valle d’Aosta, poiché le Regioni a noi limitrofe stanno già mettendo a terra i fondi del Pnrr, mentre sul nostro territorio si è ancora fermi alla discussione sulle modalità più consone per partecipare ai bandi di finanziamento, anche da parte degli enti locali. La ricreazione è finita».
Rete civica
«Non è stato deciso nulla, solo un tirare a campare, con una crisi che dura da oltre un anno e che non viene assolutamente risolta. La crisi è nata nei primi mesi del 2021 dal rifiuto del capogruppo regionale Uv e di altri esponenti unionisti di dare attuazione al Programma di governo concordato fra Pcp e Autonomisti. Il disegno era di rompere con Pcp e di lavorare per una intesa con la Lega.
Dopo oltre un anno tale disegno si è clamorosamente concluso con un nulla di fatto. Quanto meno ci sarebbe da attendersi una qualche ammissione di responsabilità da parte di chi si è opposto a proseguire la collaborazione con Pcp ed ha determinato uno scenario di instabilità che ancora permane. L’esecuzione unionista è stata pessima. Si sono esplorate ipotesi disparate ed inverosimili e non si è voluta neppure prendere in considerazione l’unica strada che era praticabile e coerente con gli accordi postelettorali dell’ottobre 2020. Negli ultimi giri di incontro la delegazione unionista ha sentito tutti i gruppi salvo quello di Pcp. Un motivo c’è. Pcp chiedeva e chiede decisioni coerenti su programmi concordati, gli altri solo posti di potere».
Stella alpina
«Il movimento Stella alpina ribadisce la validità dell’attuale maggioranza che, in un periodo straordinariamente complesso, ha ben operato e prosegue nell’azione di governo approvando atti importanti per la collettività e il territorio.
Stella alpina ritiene sia necessario che le forze politiche, che sostengono il governo regionale, si incontrino a breve termine per definirne il perimetro politico e per stabilire le priorità amministrative, anche alla luce delle indicazioni programmatiche che erano state poste dalle sue componenti all’attenzione della maggioranza, rafforzando la centralità della partecipazione politica dei movimenti e dei partiti che la compongono.
Ritiene, quindi, fondamentale concludere l’aggiornamento del programma di governo, già a buon punto e in fase di condivisione grazie al sereno confronto e al contributo fattivo delle forze e dei consiglieri della maggioranza, ritenendo prioritario un cronoprogramma focalizzato sulla sanità, sullo sviluppo economico e il lavoro, la manutenzione del nostro territorio, l’organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale, concentrando le energie di tutti verso una serie di azioni di riforme che coinvolgano tutti i livelli istituzionali.
Il movimento ritiene che continuare a percorrere il terreno dei contenuti sia l’unica via responsabile e utile per favorire un rilancio dell’azione di governo all’interno dell’attuale accordo politico, che ha prodotto la base del programma su cui la maggioranza sta lavorando e che deve mantenere la sua caratterizzazione politica e amministrativa».
Adu VdA
«Un anno di amministrazione ingessata da una crisi per le poltrone — quelle presenti e quelle future di parlamentare, che Marguerettaz e Spelgatti speravano già loro —, la politica in mano a La Torre e Milanesio, uomini del secolo scorso e campioni di trasformismo, e un PD che, pur di restare in Giunta, non ha in pratica rivendicato nulla del proprio programma elettorale.
Gli stessi autonomisti hanno di fatto confermato che, sul piano dei contenuti di governo, le differenze tra un’alleanza con la Lega o con Jean-Pierre Guichardaz e Padovani sono nulle.
Questa maggioranza a 18 durerà il tempo delle prossime elezioni politiche o forse cambierà persino prima, in base agli appetiti personali dei singoli consiglieri.
Alle cittadine e cittadini valdostani servirebbero scelte chiare e coerenti rispetto alla salute, all’economia e all’ambiente, ma questa classe politica si è ampiamente dimostrata incapace e fallimentare.
A questo punto, si dovrebbe seriamente ragionare su un rapido ritorno alle urne, modificando la legge elettorale per inserire la doppia preferenza di genere».
Azione
Dopo la chiusura della crisi in Consiglio Valle con il mantenimento della maggioranza a 18 consiglieri, Azione commenta la vicenda: «Ora che la telenovela sulla maggioranza regionale si è finalmente conclusa, non possiamo che constatare che, indipendentemente dall’epilogo della vicenda (se di epilogo si tratta…), tutto quello che è successo è l’ennesima dimostrazione che la Valle d’Aosta è ostaggio di un sistema politico che non funziona più».
Scrive il coordinatore, Marco Curighetti, in una nota: «I valdostani sono costretti ad assistere ad una deriva etica e morale in cui il voto popolare viene immancabilmente disatteso. Gli eletti passano senza ritegno da un partito all’altro e i partiti da una maggioranza all’altra come se nulla fosse, nel nome di una “realpolitik” funzionale solo a camuffare giochi di palazzo che nulla hanno a che fare con la buona pratica amministrativa a cui la politica dovrebbe tendere.
Assistiamo, ormai attoniti, ad uno spettacolo che ripropone sempre lo stesso imbarazzante copione, per altro interpretato più o meno sempre dagli stessi camaleontici attori».
Area Democratica – Gauche Autonomiste
«La verifica strisciante di maggioranza trascinata da oltre un anno, legata all’allontanamento dalle linee programmatiche e alla inefficienza della giunta Lavevaz, con la complicità dei 5 responsabili di FP-PD, si è momentaneamente raffreddata con un comunicato dell’Union Valdôtaine che annuncia la volontà di rimanere a 18 consiglieri attuali e riconoscere che tale scelta è stata fatta per arrivare alla “soluzione più solida per il movimento dell’UV, malgrado ciò possa rappresentare una difficoltà dal punto di vista amministrativo”. Per l’ennesima volta, quindi, non si è parlato di programma, e si sono anteposti gli interessi di partito a quelli dei cittadini. E ora ci toccherà assistere a nuovi giri di valzer per assegnare le due poltrone ancora vacanti.
Ma chi sarà a rimetterci? Naturalmente i valdostani, che vedranno il prorogarsi dell’ennesima crisi e il nuovo record di inefficienza più lungo della storia valdostana mentre la povertà continua ad aumentare, in quella che fu la ricca Valle d’Aosta. In particolare, crescono le diseguaglianze nell’indifferenza generale. Colpa della pandemia e della guerra ma soprattutto dell’assenza di una chiara prospettiva politica, aggravata dalla rinuncia al cambiamento dei federalisti/piddini che hanno completamente abbandonato la strada progressista, mentre la Lega, dopo un anno, dichiara di voler iniziare a fare l’opposizione seria, come annunciato dalla sua segretaria.
Area Democratica – Gauche Autonomiste ritiene necessario, in questa fase, costruire con i cittadini, dimenticati e isolati, una più forte protesta per il diritto alla salute e alla sanità pubblica e contro l’aumento della povertà, sostenendo la scuola pubblica, e rilanciando il settore turistico, ancora provato dalla crisi e dalla tragica prospettiva di una fiacca ripresa economica.
Sosterremo con altre forze politiche una norma per garantire anche in Italia un salario minimo, dignitoso, come quello di altri paesi europei; continueremo a richiedere la reintroduzione del bon chauffage per le famiglie meno abbienti e di altre tutele sociali, sul fronte dell’assistenza agli anziani e del sostegno a tutte le nuove tipologie di famiglia e ai lavoratori».
Pubblicato / aggiornato
il 16/06/2022 alle 16:43
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Categoria:
Politica e Amministrazione