Vai al contenuto

A Pont-St-Martin i laboratori del Politecnico, forse

A Pont-St-Martin i laboratori del Politecnico, forse

Nel corso della conferenza stampa di fine anno, sollecitata da una domanda, l’assessore Istruzione e Cultura ha annunciato il trasferimento da Verrès a Pont-Saint-Martin del Politecnico.

Precisamente, Emily Rini – facendo riferimento alla creazione dell’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès, per la quale era stato necessario trasferire l’unica scuola secondaria superiore che c’era a Pont-Saint-Martin –  aveva detto: “Non dimentichiamo poi che ci dovrà essere lo spostamento del Politecnico, su Pont-Saint-Martin e, in quella circostanza, si andrà a collegare il mondo del lavoro (quindi le aziende) con i ragazzi che portano avanti un percorso di studio in un altro grado”.
L’assessore Rini ci ha precisato che lo spostamento non è stato possibile per l’anno accademico 2017/18 ma si augura sia operativo per il 2018/19. “Grazie ad accordi con Confindustria e con l’Assessorato regionale Attività produttive, Energia, Politiche del lavoro e Ambiente  – ha aggiunto – saranno avviate sinergie con il circostante tessuto produttivo e imprenditoriale, che potrà collaborare con il Politecnico per mezzo della firma di convenzioni”. 
Una soluzione che rafforzerebbe la vocazione produttiva del territorio – ci ha detto Thierry Rosset, amministratore delegato di Struttura Valle d’Aosta – in considerazione anche dei recenti insediamenti, nella nostra Pépinière, di aziende di grossa massa, che hanno bisogno di interazione con il tessuto produttivo circostante”.
Ma l’unico a essere trasferito sarebbe il Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica. Il Politecnico avrebbe infatti effettuato sopralluoghi alla Pépinière d’Entreprises, poi accantonata a favore degli spazi recentemente ristrutturati della ex Zincocelere (nel Complesso PSM 07). “Al momento siamo in attesa di un riscontro, da parte del Politecnico, rispetto alla totale rispondenza tecnica di questi spazi alle loro esigenze”, ci ha specificato Rosset.
Per quanto riguarda invece la didattica, si sarebbe fermi: “Sono stati effettuati sopralluoghi ai locali lasciati liberi dal liceo nell’immobile di via Carlo Viola, di nostra proprietà, sede dell’Istituzione scolastica Mont Rose A – ci ha detto il sindaco di Pont-Saint-Martin, Marco Sucquet -. Dopodiché il Politecnico doveva fare una progettazione ma non ne ho più saputo nulla”. Probabilmente perché – abbiamo appreso da una fonte che preferisce l’anonimato – si è riscontrato che gli spazi non erano idonei e che, per il loro adeguamento e la messa a norma, sarebbe stato necessario spendere circa un milione di euro.
Questi pourparler, giunti alle orecchie degli studenti, non sono stati privi di conseguenze. Pare abbiano avuto un effetto disincentivante rispetto alle iscrizioni. Forse non a caso Rini ci ha detto, in relazione all’ipotizzato trasferimento: “Ci deve essere la garanzia della continuità di iscrizione”. 
Già la situazione attuale del Politecnico è molto diversa da quella che era stata presentata all’atto del suo insediamento a Verrès. Allora – ed era il 2007 – sotto lo slogan “Punta al polo tecnologico di Verrès”, si era progettata una sede universitaria a pieno titolo, con il completo trasferimento dell’attività di ricerca legata alla meccatronica e l’avvio di una serie di partnership con aziende che si sarebbero insediate in zona proprio in virtù del trasferimento tecnologico che sarebbe stato offerto. Ben presto, però, il progetto è stato ridimensionato e, a Verrès, ci si limita al primo anno di tutti i corsi di ingegneria (poi ci si deve trasferire a Torino) e al secondo e terzo anno del corso di laurea in ingegneria informatica. Inoltre è stato adottato, a Verrès, un modello formativo che introduce un uso massiccio delle nuove tecnologie per l’erogazione delle lezioni, fruibili anche da remoto, accompagnate da tutoraggi, attività di laboratorio ed esercitazioni nella sede. Era previsto che, al termine di ogni insegnamento, gli studenti sostenessero il relativo esame a Verrès. Però gli appelli del primo anno, nella sessione invernale 2017/2018, si terranno tutti a Torino.
Come ha detto Rini, il 29 dicembre, “stiamo parlando veramente di pochi chilometri” fra Verrès e Pont-Saint-Martin, ma viene da pensare che l’unica ragione di tutto questo sia che, nell’edificio dell’ex Brambilla di Verrès, lo spazio non è più sufficiente per tutti. 


 

Pubblicato / aggiornato il 04/01/2018 alle 12:00
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione