La Valle d’Aosta cede l’acqua minerale a 0,00097 euro al litro
In Valle d’Aosta, su sollecitazione delle opposizioni, negli anni si è sviluppato un ampio dibattito rispetto alle concessioni per l’uso delle acque allo scopo di produrre energia idroelettrica. Ma non sono le sole esistenti.
A Morgex, per esempio, la società franco-giapponese Sorgenti Monte Bianco (che occupa attualmente 44 addetti) trae beneficio dalla captazione, dall’imbottigliamento e dalla commercializzazione dell’acqua. Lo fa sulla base di una concessione.
I canoni si compongono di una parte fissa e una variabile. La parte fissa è determinata in base alla superficie della concessione mineraria; la parte variabile in funzione dell’imbottigliato.
La parte fissa è corrisposta secondo l’annualità, mentre la parte variabile è corrisposta l’anno successivo: una volta determinati gli effettivi prelievi.
È anche attivo un permesso di ricerca, con canone areale ammontante a € 275,38.
La parte fissa è valorizzata circa 25.500 euro annui. Per la parte variabile, i dati che ci sono stati forniti dall’Assessorato delle Attività produttive della Regione autonoma Valle d’Aosta sono riferiti all’imbottigliato 2016, accertato nel corso del 2017. Sorgenti Monte Bianco ha imbottigliato, nel 2016, 193.328.040 litri d’acqua. Il relativo canone, pari a € 318.991,27 euro è stato calcolato sulla base di quanto disposto dall’art. 49 della legge regionale 5/2008. Esso prevede che il concessionario corrisponda alla Regione autonoma Valle d’Aosta il diritto proporzionale annuo di euro 1,65 per mille litri di acque minerali e di sorgente imbottigliati. Il valore è stato aggiornato, per il triennio 2017/2019, con provvedimento dirigenziale n. 634 in data 14 febbraio 2017. Il canone è però stato ridotto del 48,82% per effetto di quanto previsto dal comma 1 lettera b) e dai commi 2bis, 2ter e 2quater del medesimo articolo di legge. Essi prevedono che possa essere praticata una riduzione, fino al 35%, del diritto proporzionale annuo riferito ai litri di acque minerali e di sorgente imbottigliati con contenitori in vetro o ecosostenibili e che possa essere prevista un’ulteriore riduzione, fino al 15%, a favore dei concessionari che sottoscrivono con la Regione una convenzione, con la quale si impegnano a:
a) perseguire l’innalzamento o la difesa dei livelli occupazionali;
b) aderire a sistemi ambientali certificati
c) adottare sistemi di gestione dei rifiuti tali da consentire la riduzione progressiva degli stessi e l’avvio di operazioni di recupero e valorizzazione certa delle frazioni dei rifiuti comunque prodotte;
d) adottare misure di contenimento dell’inquinamento ambientale, anche attraverso iniziative promozionali e di tipo commerciale volte al consumo di prodotti a chilometro zero;
e) proporre ogni altra iniziativa che consenta, anche in relazione all’evoluzione normativa europea, statale e regionale in materia di tutela dell’ambiente, il contenimento o il miglioramento della qualità ambientale, nonché la promozione di beni prodotti nel territorio regionale.
Il ricalcolo ha portato a un importo finale, dovuto dal concessionario per la parte variabile, pari a € 163.259,73.
I marchi delle acque confezionate sono Acqua di sorgente Cristalià (anche nella versione bicarbonata), Acqua minerale Courmayeur (distribuita sul mercato francese) e Acqua oligominerale Mont-Blanc.
Dal sito di Confindustria, apprendiamo che Sorgenti Monte Bianco ha un fatturato annuo superiore a 25 milioni di euro. Il sito reportaziende.it è più preciso e indica un fatturato di quasi 48,5 milioni di euro (specificando che il dato è riferito al 2015, che l’utile si esercizio è stato di 1,9 milioni e che il fatturato comprende anche quello dello stabilimento campano). Un dato attendibile se si considera che le bottiglie da mezzo litro sono vendute a 0,45 euro l’una e che quelle da un litro e mezzo costano 0,6 euro. Se ne ottiene un prezzo medio di 0,65 euro/litro. Scorporando l’Iva agevolata al 10% si ottengono 0,59 euro/litro. Sottraendo il margine di guadagno del distributore e del rivenditore si può presumere un prezzo di vendita dall’azienda di 0,20 euro/litro.
Anche sottraendo i costi di produzione e confezionamento, c’è una differenza significativa rispetto ai 0,00097 euro/litro riconosciuti quale canone alla Regione.
Pubblicato / aggiornato
il 03/01/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
