I Comuni in attesa di risposte da RaVdA per predisporre i Bilanci
Ferma restando l’incognita dell’impugnativa da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che non si riunirà sino al rientro del presidente Paolo Gentiloni, quindi sino all’8 gennaio), questo documento è fondamentale per consentire agli enti locali di predisporre i loro.
Ma Comuni e Unité des Communes, che devono approvare i loro documenti finanziari di previsione entro il 28 febbraio, sono – a oggi – impossibilitati a farlo. “Siamo in attesa delle bozze di delibera di Giunta che devono disciplinare una serie di aspetti e, soprattutto, i trasferimenti senza vincolo di destinazione“, dice il presidente del Consiglio permanente degli enti locali, Franco Manes. E ci annuncia che, mercoledì 3 gennaio, chiederà di ottenere i dati tecnici sulla base dei quali impostare i ragionamenti. “Lo stesso discorso vale per gli spazi finanziari, che valgono 30 milioni ei euro ma non si sa ripartiti fra gli aventi diritto sulla base di quali criteri“, aggiunge Manes. È però presumibile che questa informazione sia meno urgente, in quanto queste risorse potranno essere eventualmente richieste dopo l’approvazione dei Bilanci consuntivi, ovvero fra marzo e aprile.
Predisporre un documento economico-finanziario sulla base delle nuove regole, quelle del bilancio armonizzato, che i Comuni valdostani adotteranno per la seconda volta, richiede però tempi di elaborazione significativi. E, una volta approvato dalla Giunta, deve essere lasciato il tempo ai consigliere per analizzarlo, prima di portarlo in Consiglio. “I Comuni stanno impostando i Bilanci partendo dai dati sicuri dell’anno passato, tenuto conto dei 10 milioni in più che sono stati assegnati dalla Regione“, conclude Manes.
Intanto, dal 9 gennaio, il CdA del Cpel e del Celva inizierà a lavorare e a confrontarsi sulle varie ipotesi. Infatti, in occasione della presentazione del Bilancio regionale all’Assemblea degli enti locali, il presidente Laurent Viérin aveva detto che spetterà a sindaci e presidenti delle Unité definire i criteri di ripartizione dei 30 milioni e sono emerse posizioni distinte, fra gli amministratori, ripetto alle modalità da adottare. Dovrà dunque essere trovata una mediazione da proporre all’Amministrazione regionale.
Pubblicato / aggiornato
il 02/01/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
