Pitti e Dalbard completano la Alpi4000
(©Maurizio Pitti) -
Maurizio Pitti e Marco Dalbard
In 6 giorni 8 ore e 21 minuti i ciclisti valdostani Maurizio Pitti e Marco Dalbard, della Società Sportiva Comola Bikaffe 36 di Donnas, hanno portato a termine la durissima prova ciclistica su strada Alpi4000, che prevedeva un percorso che si snodava per tutto il nord Italia.
Partiti da Bormio, sabato 25 giugno 2022, hanno fatto ritorno a Bormio dopo aver percorso ben 1.500 km e 20.200 metri di dislivello positivo (una media di 236 km e 3200 metri D+ al giorno).
Una gara che vedeva alla partenza oltre 300 concorrenti da tutto il mondo che con le loro bici attrezzate in modalità bikepacking sono saliti sui più importanti passi delle Alpi.
Usciti da Bormio subito il durissimo Gavia (2.600 metri di altitudine) per poi affrontare le rampe del Mortirolo, poi nei pressi del lago di Como il Ghisallo per dirigersi verso Oropa. Da qui dopo un lungo trasferimento il durissimo ma affascinante colle del Nivolet per poi andare verso il colle delle Finestre con i suoi lunghi km di sterrato e risalire al Sestriere. Da qui ritorno verso il lago di Iseo e il Garda per finire con il passo Palade e il durissimo ma affascinante passo dello Stelvio dall’alto dei suoi 2.700 metri di altitudine e dei suoi terribili 49 tornanti che dalla val Venosta portano sino alla cima.
Quella dei due ciclisti, unici valdostani al via, non è stata una semplice pedalata ma è stato un viaggio ricco di soddisfazioni e di difficoltà: «è stata dura, a tratti durissima, il caldo torrido e le durissime salite da affrontare sono state davvero impegnative. Sicuramente qualche acciacco fisico e qualche imprevisto lo abbiamo dovuto affrontare come i temporali e qualche errore di percorso, ma per il resto è stato davvero un’emozione, un sogno, un viaggio nelle meraviglie italiane». E queste meraviglie le riassumono così: «i tornanti dello Stelvio, la pista ciclabile a sbalzo sul lago di Garda, la strada della Forra sempre sul lago di Garda, le ciclabili che dai laghi portano verso Merano, il mitico Nivolet, e poi viaggiare giorno e notte ininterrottamente, ebbene è stato davvero tutto un sogno che sicuramente rimarrà inciso nelle nostre menti».
Pubblicato / aggiornato
il 03/07/2022 alle 13:01
Categoria:
Sport