UniVdA: per Cittadinanza attiva è tempo di bilanci
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L'università della Valle d'Aosta
In una nota di lunedì 17 luglio 2022, Cittadinanza attiva Vda rimarca la necessità di fare un bilancio sulla situazione dell’Università della Valle d’Aosta. «Un tema, quello dell’UniVdA, che non è mai stato centrale nel dibattito pubblico e che, a oggi, evidenzia problematiche derivanti anche dallo Statuto fondativo».
Cittadinanza Attiva VdA propone una fotografia della situazione dell’ateneo valdostano: «Non è facile la vita di un piccolo Ateneo. Il polo universitario, per il quale si rinvia l’inaugurazione, ha visto lievitare costi e tempi rispetto al progetto e non è chiaro se riuscirà ad ospitare tutti gli spazi necessari. La facciata in Korian ricorda sì i nostri ghiacciai ma ha già richiesto interventi di manutenzione.
Intanto si apprende che il servizio di studentato di 20 posti non sarà più disponibile per il nuovo anno accademico. Nella classifica Censis degli Atenei non statali e fino a 5.000 iscritti l’UniVda si posiziona all’ottavo posto, terzultima».
L’associazione ha anche evidenziato che il polo universitario «ha perso un quarto degli studenti, offre un solo biennio magistrale (dopo la triennale si deve emigrare se non si sceglie l’unica magistrale di taglio economico), i dottorati sono una chimera e la ricerca il punto dolente».
Cittadinanza attiva Vda ha anche rimarcato come «l’Ateneo valdostano, sia sottofinanziato rispetto a quello di Bolzano. Inoltre quasi l’80% delle spese sono destinate alla copertura degli stipendi del personale».
Per Cittadinanza attiva «l’UniVdA non deve ridursi a mera continuazione delle scuole superiori: ma un’Istituzione aperta al mondo, in dialogo con Istituzioni di ricerca anche internazionali, in grado di offrire cultura e lavoro».
L’UniVdA ha reso noto che «per il momento preferiamo non replicare».
Pubblicato / aggiornato
il 20/07/2022 alle 09:29
Categoria:
Politica e Amministrazione