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Impianti a fune: il caro energia mette a rischio la stagione invernale

Impianti a fune: il caro energia mette a rischio la stagione invernale (©Enrico Romanzi) - Breuil-Cervinia

Il caro energia preoccupa anche il settore degli impianti a fune che, in una nota di martedì 30 agosto 2022, ha sottolineato come questo aumento «rischi di far saltare il banco della prossima stagione sciistica, poiché gli aumenti non sono sostenibili per gli impiantisti».

L’associazione impianti a fune (Anef) ha rimarcato che «il costo dell’energia è aumentato anche di sei volte rispetto all’agosto 2021. L’energia che serve per alimentare gli impianti di risalita e i sistemi di innevamento programmato, a cui si aggiunge il gasolio utilizzato dai mezzi battipista, rischia di diventare un costo insostenibile. Un costo che andrebbe a minare le sorti di tutta la filiera che vive dell’industria della neve e comprende hotel, ristoranti, trasporti, scuole di sci. Tante piccole imprese che operano nel settore rischiano di chiudere».

Il presidente di Anef Valle d’Aosta, Danilo Chatrian, ha rimarcato come il caro energia inciderà sul costo dello skipass: «il caro energia inciderà pesantemente. Avrà ripercussioni sulle tariffe degli skipass, fatto che può portare a un’incognita sulla frequentazione delle nostre ski area. Chi ha una clientela più alto-spendente potrà probabilmente assorbire meglio la situazione mentre le più piccole dovranno stare maggiormente attente all’aumento dei prezzi».

L’associazione auspica, quindi, «che il tema energetico sia messo in cima all’agenda elettorale» e chiede «di essere interpellati in qualità di aziende da cui dipende il turismo invernale».

Pubblicato / aggiornato il 30/08/2022 alle 12:21
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Categoria: Economia e Lavoro