Corte dei Conti: lo studio RaVdA per l’idrogeno non ha la legittima copertura
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La legge regionale 18 del 13 luglio 2021, contenente le disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema di trasporto ecosostenibile con utilizzo di trazione a idrogeno «non appare dotata di legittima copertura» nella parte in cui è previsto un «finanziamento dello studio di interventi per la mobilità a idrogeno». A scriverlo è la Corte dei Conti, all’interno della relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nell’anno 2021 e sulle tecniche di quantificazione degli oneri.
Nel rapporto della Corte dei Conti si legge: «la legge riconosce l’idrogeno come sistema di accumulo, vettore energetico e combustibile alternativo alle fonti fossili, disponendo che la Giunta regionale presenti al Consiglio regionale uno studio di interventi per la mobilità a idrogeno finalizzato alle verifiche economiche, ambientali e di integrazione tra i diversi vettori energetici.
Il provvedimento legislativo nella versione originaria non prevedeva oneri finanziari. Le disposizioni di spesa
sono state introdotte in seguito a modificazione operata dalla legge regionale 28 ottobre 2021, n. 28 (Finanziamento dello studio di interventi per la mobilità a idrogeno. Modificazione alla legge regionale 13 luglio 2021, n. 18)».
Tuttavia, secondo la Corte «gli oneri previsti dalla legge, pari a 8mila euro per il 2021 e 14mila per il 2022, iscritti come spese correnti, sono coperti per la loro totalità tramite finanziamento mediante l’utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio di previsione come spese di investimento. Tale modalità di copertura non risulta compatibile con quanto disposto dall’art.21 comma secondo della l.r. n. 30/2009, secondo cui le leggi regionali che prevedono nuove o
maggiori spese correnti devono trovare copertura con l’iscrizione di entrate correnti ovvero con la
riduzione di spese correnti, e quindi non appare dotata di legittima copertura».
Il commento di Pcp
Venerdì 9 settembre 2022, le consigliere del Progetto civico progressista (Erika Guichardaz e Chiara Minelli) hanno commentato il rapporto con questi termini: «Nella primavera 2021, subito dopo l’inserimento del progetto di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta nell’elenco delle opere finanziate dal Pnrr, nello sciagurato tentativo di sminuire tale importante scelta sventolando la bandiera dell’alternativa dell’idrogeno, autonomisti-Pd e leghisti si trovarono uniti in Consiglio regionale nel sostenere una maldestra proposta di legge presentata dal consigliere Restano.
La Pdl non aveva neppure copertura finanziaria, come venne rilevato in Commissione e in aula dalle consigliere del gruppo PCP, ma venne comunque approvata.
Di lì a poco, in sede di controllo sulla legittimità della legge, lo Stato aveva puntualmente segnalato che la norma sarebbe stata impugnata, se la Regione non fosse intervenuta celermente per sanare la mancata indicazione della copertura finanziaria dei 22.000 euro previsti dallo studio per perorare la causa dell’idrogeno nel trasporto ferroviario.
Ne derivò la necessità di presentazione di un secondo testo e una seconda approvazione in Consiglio regionale che avvenne il 25 ottobre 2021, con una copertura quanto mai discutibile ed incerta. Anche in questo caso solo le consigliere di PCP espressero la loro contrarietà.
Apprendiamo infine oggi da fonti di stampa che nella “Relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nell’anno 2021 e sulle tecniche di quantificazione dei relativi oneri” della Corte dei Conti si afferma che anche la copertura della legge, nel frattempo entrata in vigore, è illegittima.
Per fortuna il progetto di elettrificazione è andato avanti, ci sono le risorse, c’è un progetto definitivo, c’è una tempistica definita. I sabotatori questa volta hanno perso la partita ed anche ignominiosamente».
Pubblicato / aggiornato
il 09/09/2022 alle 17:07
Categoria:
Politica e Amministrazione