Pays d’Aoste Souverain: noi sentinelle degli eletti
Nel pomeriggio di venerdì 16 settembre 2022, Pays d’Aoste Souverain ha incontrato i giornalisti per parlare di elezioni politiche, anche se non partecipa alla competizione.
Christian Sarteur ha ricordato che, sino al 2020, quando parlavano di zona franca, erano derisi mentre, oggi, in quattro programmi politici si parla di attuazione di quell’articolo dello Statuto speciale della Valle d’Aosta.
Hanno dunque stilato un documento nel quale hanno sottolineato la necessità che gli eletti a Roma sostengano e difendano il diritto all’autodeterminazione dei popoli, che s’impegnino per l’attuazione della zona franca e per avere la garanzia del fatto che le acque sono di proprietà della Valle d’Aosta (e che la Regione ha il pieno diritto all’autoconsumo dell’energia prodotta).
Questo documento è stato inviato a tutte le liste che li avevano contattati per avere l’adesione di Pas al loro progetto. Il documento è stato firmato da Franco Manes, Patrik Vesan, Giovanni Girardini, Emily Rini e Nicoletta Spelgatti. Augusto Rollandin ha risposto che condivide quanto scritto nel documento ma non ha voluto sottoscriverlo «car nous estimons que les faiits rééels et explicites parlent d’eux mêmes.
Depuis deux ans, au sein du Conseil de la Vallée, Pour l’Autonomie se débat pour les mêmes principes et idéaux que les vôtres, avec des interrogations et des dossiers pour défendre notre peuple valdôtain et sauvegarder nos petites identités. Malheureusement les principes soulevés ne sont jamais entrés en ligne de compte par le gouvernement».
«Quando insistiamo sul concetto di autodeterminazione – ha concluso Sarteur – è perché vorremmo che la Valle d’Aosta fosse gestita in maniera diversa. Alle prossime elezioni regionali torneremo a essere presenti per difendere il diritto dei Valdostani e non nel ruolo di sentinella che stiamo svolgendo ora».
Il commento di Valle d’Aosta Aperta
Le candidate della lista Valle d’Aosta Aperta hanno commentato l’iniziativa in questi termini: «Cosa non si fa per un pugno di voti. Il documento che chiede la secessione della Valle d’Aosta dalla Repubblica italiana è stato firmato da Girardini, dai candidati del PD/UV/Calenda/Renzi e persino dai candidati del Centro destra unito – scrivono Erika Guichardaz e Daria Pulz in una nota -. I casi sono due: o tutti questi candidati sono stati folgorati dal microsovranismo oppure, più probabilmente, hanno fatto quello che riesce meglio ai politicanti in campagna elettorale: raccontare balle.
Stanno arrivando tempi terribili, la crisi economica si trasformerà in crisi sociale e l’ultima cosa che ci serve è ritrovarci in una situazione tipo ex Jugoslavia. Questo è il secessionismo delle classi dirigenti, dei ricchi. Noi siamo autonomiste, federaliste, ma restiamo leali alla Repubblica, in un contesto europeo che rispetti le minoranze, comprese quelle valdostane».
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Pubblicato / aggiornato
il 18/09/2022 alle 06:14
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video