Cosa fare in caso d’incidente alla Cogne Acciai Speciali
Mercoledì 28 settembre 2022 si è svolta online una consultazione della popolazione valdostana riguardo al Piano di emergenza da attuarsi qualora si verificassero incidenti nella Cogne Acciai Speciali.
Il Piano è il recepimento del decreto legislativo 105 del 26 giugno 2015 relativo al controllo del pericolo derivanti da incidenti rilevanti.
Con il termine di incidente rilevante si intende un evento di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di uno stabilimento, e che dà luogo a un pericolo grave, immediato o differito per la salute umana o l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengono una o più sostanze pericolose.
All’interno della Cas sono presenti alcune sostanze pericolose: l’acido fluoridrico, l’ossigeno, il feropur, il polverino e il sodio ipoclorito.
Laurent Dunoyer, ingegnere del Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco, è entrato nel dettaglio spiegando: «all’interno del decreto è previsto che, prima di procede all’adozione del piano, si proceda alla consultazione della popolazione per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi, questionari o altre modalità idonee, compreso l’utilizzo di mezzi informatici e telematici».
Gli obiettivi del Piano sono: controllare e circoscrivere gli incidenti così da limitarne i danni per la salute umana e ambientale; mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e ambientale; informare adeguatamente la popolazione, i servizi di emergenza e le autorità locali competenti e provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.
Gli incidenti ipotizzati che potrebbero verificarsi all’interno dello stabilimento sono: una nube infiammabile dovuta alla rottura parziale di tubazione di metano (tubazione DN400 a 4,5 bar); nube infiammabile o getto infiammato causato dal rilascio di metano da flangia su tubazione ( tubazione DN400 a 24 bar); il rilascio tossico di acido fluoridrico.
L’azienda è suddivisa in zone che avranno conseguenze diverse fra loro, nel caso di un incidente rilevante:
- prima zona: è limitata alle immediate vicinanze dello stabilimento, in cui devono attendersi effetti sanitari che comportano un’elevata probabilità di letalità
- seconda zona: è possibile aspettarsi effetti gravi e irreversibili per le persone che non hanno adottato le misure di auto-protezione consigliate e effetti letali per i soggetti vulnerabili come anziani, bambini e malati
- terza zona: è caratterizzata dal possibile verificarsi di danni, generalmente non gravi, anche per i soggetti vulnerabili oppure da reazioni fisiologiche che possono determinare situazioni di turbamento tali da richiedere provvedimenti anche di ordine pubblico.
Nel caso di un incidente rilevante, la pianificazione dello stabilimento prevede l’attivazione immediata dell’allarme di emergenza.
La popolazione, a seguito dell’allerta, se si trova all’aria aperta deve cercare riparo nel locale chiuso più vicino e, in caso d’incendio, allontanarsi nella direzione opposta allo stabilimento. Invece, se è al chiuso, non deve usare ascensori, chiudere porte e finestre e tamponando le fessure a pavimento con strofinacci bagnati, fermare i sistemi di ventilazione e condizionamento.
Rosaria Castronovo, dirigente della Struttura Affari di Prefettura della Regione autonoma Valle d’Aosta ha commentato: «Il piano di emergenza è uno strumento fondamentale per fronteggiare al meglio questa situazione che potrebbe verificarsi. Dobbiamo conoscere i rischi che ci sono sul nostro territorio, sapendoci convivere».
Pubblicato / aggiornato
il 28/09/2022 alle 19:39
Categoria:
Politica e Amministrazione