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È morto Renato Godio

È morto Renato Godio Renato Godio

Nel pomeriggio di sabato 8 ottobre 2022 è mancato Renato Godio. Aveva da poco compiuto 77 anni.

Noto per essere stato giornalista della Tgr Valle d’Aosta, narratore delle vicende della politica valdostana, che ha raccontato con competenza e garbo.

Però era un appassionato di sport e la sua carriera era iniziata nel settimanale Sports valdôtains. Era diventato giornalista professionista nel 1983. Prima ancora che fosse creata la sezione valdostana dell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana) era stato l’organizzatore della decennale manifestazione Vota il campione, assieme a Paolo Sartore e Piercarlo Lunardi.

Dopo il pensionamento, ha lasciato il giornalismo (se non per far parte del collegio dei revisori dei conti dell’Ordine) e si è dedicato agli impegni sociali. È stato presidente del Lions Club Cervino e del Panathlon Club ma anche della Pro Loco e della Polisportiva di Montjovet, comune dove risiedeva.

Lascia la moglie Alida e i due figli Massimiliano e Chantal. I funerali saranno celebrati nella chiesa parrocchiale di Montjovet lunedì 10 ottobre, con partenza dalla sua residenza, alle ore 14.30.

Il ricordo dei colleghi

Carlo Gobbo lo ricorda con queste parole: «Con Renato ho condiviso tanti anni di lavoro in Rai, ad Aosta. La nostra passione era lo sport, naturalmente, ma Renato era diventato il riferimento per gli approfondimenti politici ed era sempre presente nei Consigli regionali. La pallavolo aveva scandito la sua gioventù: prima come giocatore quindi da dirigente. In Rai seguiva soprattutto l’Aosta Calcio e i suoi resoconti erano precisi e puntuali. Un giornalista con la schiena diritta ed un bravo Panathleta. Era stato presidente del Panathlon Valle d’Aosta per due mandati, contribuendo alla diffusione dei principi panathletici con una serie di iniziative di grande valenza. Animatore nella Crotta di Chiantaretto, durante la Fiera di Sant’Orso, aveva la capacità di trascinare la compagnia con semplice e genuino entusiasmo. L’altra sua passione era la collezione di giornali: possedeva tutti i numeri di Sports valdôtains e della Domenica del Corriere. Ricordo che, a Milano, quando ero andato a lavorare per Eurosport, riuscii a trovargli un paio di numeri della Domenica che gli mancavano. Ciao Renato».

Anna Nigra gli ha dedicato queste parole: «Abbiamo fatto i giornalisti quando non c’erano di telefonini.
Caro Renato, ti ricordo nella piccola redazione della gazzetta del Popolo in Via Losanna insieme a Angelo Vicari. Siete stati i miei primi Colleghi quando le pagine regionali si chiudevano la sera tardi inviando i pezzi via telescrivente e le fotografie, fuorisacco tramite gli autisti dei pullman che andavano a Torino. Cronaca, Tribunale, Politica, sport. Ti occupavi di tutto ma la tua passione – e credo lo sia stata per tutta la vita – era il calcio. L’amata Juventus.
Ti ho ritrovato in Rai, Capo Servizio. Ti ricordo in redazione gentile, corretto, disponibile con tutti. Un giornalista appassionato nel raccontare la sua regione, il calcio, le bocce, lo sport. Fuori dal lavoro, indimenticabili le cene sotto il ciliegio di Montjovet, condite da allegria, discussioni, chiacchiere, canzoni e bon vivre, a due passi dal tuo studio dove custodivi l’altra tua grande passione, la collezione di giornali storici della Valle d’Aosta. Un fondo che alimentavi cercando nei mercatini i numeri mancanti.
E poi l’amore sincero per la tua famiglia. Che tristezza, cara Chantal… a te alla tua mamma, a tuo fratello le mie sincere condoglianze.
Buon viaggio, Renato. Con te se ne va una pagina di giornalismo valdostano
».

Pubblicato / aggiornato il 09/10/2022 alle 11:36
Categoria: Cronaca