Caveri al centro della polemica per la Carta del Docente
Nel corso della seduta pomeridiana del Consiglio Valle del 2 novembre 2022, l’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta Luciano Caveri, rispondendo a un’interpellanza sulle difficoltà nella gestione della Carta del Docente, ha definito la piattaforma «a prova di imbecille» e «casi umani» gli insegnanti che hanno riscontrato difficoltà nell’utilizzarla.
Affermazioni che hanno sollevato un coro di accuse, di richiesta di scuse e di dimissioni.
Queste le parole dell’assessore: «Intanto gli insegnanti che sbagliano sulla piattaforma nostra è perché sono affezionati alla carta e alle segreterie, perché io sono andato a vedere come si fa ed è a prova di imbecille. Quindi voglio dire chi si sbaglia è proprio perché non ha una cultura digitale minima. Quindi qualche interrogativo dobbiamo porcelo, perché da me sono venuti, come sono venuti da lei, dei casi che io considero casi umani, casi umani, perché questa piattaforma ti prende per mano, ti dice cosa devi fare, devi confermare. Se sbagli e alla fine fai click, è lì purtroppo, eh lì..come gli acquisti su Amazon, se sbagli sbagli e ti arriva un prodotto a casa».
Sul tema. la consigliere Chiara Minelli ci ha detto: «Non voglio e non volevo nemmeno mercoledì fare polemica, ma segnalare un disagio. Credo che gli insegnanti e i loro sindacati siano stati sufficientemente chiari e abbiano replicato all’assessore sostenendo ciò che in aula avevo già detto. La mia interpellanza intendeva riportare l’attenzione su un problema che è sentito e non andava banalizzato, e le reazioni di questi giorni lo dimostrano».
Cisl-Scuola, Flc-Cgil, Savt-École, Snals-Confsal
I quattro sindacati, in una lettera aperta, hanno espresso «uno sdegnato stupore a fronte delle parole, che paiono avvalorare l’impressione della poca o nulla conoscenza dei meccanismi di funbzionamento della Scuola da parte Sua. Infatti, come Lei dovrebbe ben sapere:
- Nelle scuole di ogni ordine e grado è stato soppressa l’uso del registro cartaceo da ormai una decina d’anni e tutti gli insegnanti sono in grado di utilizzare il registro elettronico in tutta la sua complessità, accresciuta col passare degli anni scolastici a causa dell’introduzione di nuovi obblighi e adempimenti per studenti e docenti.
- A seguito del confinamento per la pandemia di covid e al conseguente obbligo di effettuare la didattica a distanza, la Sovrintendenza agli studi ha fornito alle scuole programmi informatici della piattaforma Google, tramite i quali i docenti di ogni ordine e grado dell’istruzione hanno organizzato la didattica per circa due anni scolastici, senza che fossero segnalati problemi rilevanti.
- In Italia il bonus dei 500 € è erogato ai docenti a tempo indeterminato (e, più recentemente, a quelli a tempo determinato che hanno fatto ricorso per ottenerlo), tramite una carta prepagata, accettata da tutti i venditori di beni che possono essere acquistati tramite detta carta, senza alcuna richiesta di ulteriori giustificativi da parte dell’ente finanziatore.
- In Valle d’Aosta, invece, i 500 € vengono erogati soltanto ai docenti a tempo indeterminato, i quali devono dimostrare la corrispondenza tra la cifra erogata e le spese effettuate attraverso il caricamento delle pezze giustificative degli acquisti su una piattaforma digitale. Le dichiarazioni così rese sono sottoposte al triplice controllo delle segreterie delle istituzioni scolastiche di servizio, del revisore dei conti delle medesime istituzioni e, infine, del personale della Sovrintendenza agli studi.
- Questa piattaforma è strutturata in modo tale che non è possibile annullare un invio per riformularlo, come avviene per altri applicativi predisposti da Inva per la Sovrintendenza
- Similmente, non è possibile rifiutare l’esito della procedura e proporne una nuova, correggendo eventuali errori
Alla luce di questi fatti, nel ricordare che il bonus costituisce un diritto del lavoratore, stabilito da una legge dello Stato poi adattata alla situazione valdostana con l’art. 16 della legge regionale 18/2016.
Riteniamo doveroso esigere che Lei esprima un parere anche in merito all’operato dell’Assessorato da Lei diretto, sia per quanto riguarda l’Istruzione sia per quanto riguarda la partecipata Inva.
Infatti, a fronte di una pratica soluzione già in essere per i docenti dipendenti dal Ministero dell’istruzione – l’assegnazione di una carta prepagata – l’Assessorato ha preferito finanziare la predisposizione di una procedura informatica che:
- Si presenta rigida nei suoi passaggi e, pertanto, fonte di errori per un lavoratore che, come Lei dovrebbe ben sapere, si dimostra in grado di usare quotidianamente le piattaforme didattiche digitali senza che vengano registrati disguidi o problemi insanabili.
- Richiede tre fasi di controllo, due delle quali vanno a gravare sul personale amministrativo, tanto delle Istituzioni scolastiche quanto della Sovrintendenza, il cui carico di lavoro, a causa delle carenze di personale, è già così eccessivo da aver contribuito ai noti disservizi che hanno pregiudicato il regolare avvio dell’anno scolastico.
- Non evita il realizzarsi di errori da parte del personale amministrativo deputato al controllo oppure di casi di discrezionalità da parte delle diverse Istituzioni, con acquisti ammessi da una segreteria e negati in un’altra, a distanza di un anno, oppure di sanatorie concesse a un docente e negate a un altro».
I sindacati hanno dunque invitato Caveri a «scusarsi per le affermazioni lesive della dignità dei lavoratori, in base alle quali, oltretutto, si è di fatto autodefinito “assessore degli imbecilli e dei casi umani”».
Pour l’Autonomie
«Come Direttivo del Movimento Pour l’Autonomie esprimiamo solidarietà e vicinanza ai docenti valdostani di ogni ordine e grado risentiti – ed a ragione – dalle parole che sono state pronunciate dall’Assessore Caveri durante la seduta consiliare del 2 novembre 2022, in risposta ad un’interpellanza in merito alle difficoltà di gestione della Carta del Docente. Avendo il nostro Gruppo consiliare affrontato in maggio il medesimo argomento a fronte di tutta una serie di analoghe segnalazioni, mai ed in nessun modo riteniamo giustificabili le affermazioni con cui implicitamente – e purtroppo anche esplicitamente – è stata archiviata la questione definendo il sistema “a prova di imbecille” e coloro che si sono fatti portatori della problematica come dei “casi umani”.
I nostri insegnanti – e sottolinearlo proprio all’Assessore ci pare paradossale – hanno da sempre dato prova di professionalità come pure di estrema capacità di adattarsi a tutte le complessità a cui è stato soggetto il comparto della nostra scuola, che sono in buona parte da attribuirsi alla lentezza con cui questo Governo – e a maggior ragione l’Assessorato competente – ha saputo rispondere alle criticità che si sono susseguite in particolare durante i recenti anni di misure per il contenimento dell’emergenza pandemica.
All’Assessore Caveri ricordiamo che visitare una piattaforma informatica non equivale certamente ad utilizzarla pienamente e con successo, e che il nervosismo motivato dalle ben note incertezze politiche sul destino di questo Governo, non la esime dal dover mantenere un corretto atteggiamento anche verbale verso chi si aspetta una soluzione e non certo delle offese,
Sollecitiamo quindi doverose e sentite scuse, che se da un lato certamente non mitigheranno l’impressione che l’assessorato a lui affidato gli sia poco gradito – cosa certamente non sottovalutabile nel prossimo preannunciato riassegnamento delle deleghe – dall’altro potranno perlomeno costituire al contempo una riparazione ad un’inqualificabile caduta di stile e un passo indietro lungo una china decisamente impervia e scivolosa».
EducaLiberaVda
«L’associazione esprime solidarietà all’onorevole Luciano Caveri consigliere regionale, nonché assessore all’istruzione, università, politiche giovanili, affari europei e partecipate, che da qualche giorno si trova al centro di polemiche e attacchi dopo la sua risposta a una interrogazione della consigliera regionale Chiara Minelli durante il Consiglio Regionale del 2 novembre scorso. L’assessore Caveri ha dichiarato di essersi trovato a dover rispondere personalmente ad alcuni insegnanti in difficoltà nell’uso della piattaforma per la rendicontazione del Bonus docenti. Tali insegnanti sono stati definiti dall’assessore “casi umani” poiché completamente privi di una cultura digitale e pertanto incapaci ad usare gli strumenti predisposti e voluti dall’assessorato da lui diretto su cui rendicontare le spese del “Bonus 500”. Ricordiamo che nel resto d’Italia tale bonus viene caricato su una semplice card utilizzata agevolmente da tutti gli insegnanti, mentre in Valle d’Aosta si predilige la farraginosa ed elefantiaca burocrazia (la famosa “gabbia d’acciaio” che imprigiona la nostra società moderna secondo Max Weber), seppur nel moderno formato elettronico della piattaforma INVA.
Ricordiamo ancora che l’assessore Caveri sempre il 2 novembre rilasciava un’intervista in cui parlava di sburocratizzazione… ma per l’agricoltura. Dicevamo… solidarietà! Sì, perché l’onorevole Caveri si trova a dover rilasciare dichiarazioni poco onorevoli seppur proferite “in tono scherzoso…” dagli scranni del Consiglio Regionale verso l’1% dei docenti (i “casi umani” di cui sopra) poiché pressato da richieste di intervento diretto e compilatorio che lo distraggono dalla direzione dell’Istruzione Pubblica che hanno visto i suoi uffici gestire, quella sì “in tono scherzoso…”, la copertura delle cattedre all’avvio dell’anno scolastico. Solidarietà all’assessore che difende strenuamente e con coraggio l’indifendibile piattaforma per la rendicontazione che richiede tre verifiche di altrettanti uffici, sottoponendo i giustificativi caricati dal 99% degli insegnanti esperti informatici, al triplice controllo delle segreterie delle istituzioni scolastiche, del revisore dei conti delle stesse e, infine, del personale della Sovrintendenza agli studi con dispendio di tempo e risorse umane. Solidarietà all’assessore che sceglie di percorrere la difficile via digitale tracciata da INVA invece che affidare il Bonus docenti a una semplicistica card come nel resto di un’Italia non autonoma! Ma solidarietà anche agli insegnanti che hanno assicurato tramite la loro rapidissima formazione digitale e la DAD il funzionamento della scuola in pieno lockdown, quando i politici avevano semplicemente chiuso in casa milioni di bambini e ragazzi e con semplici veline di Palazzo attivato la didattica digitale a fronte di una situazione drammatica e disparità enorme tra le famiglie in termini di strumenti elettronici e collegamenti web accessibili, creando una discriminazione epocale che ha tradito proprio la mission della scuola. Solidarietà in ultimo anche a quell’1% di “casi umani”, ma forse sarebbe meglio e più gentilmente definirli “insegnanti con poca dimestichezza digitale” a cui una card avrebbe fatto davvero comodo. Solidarietà quindi all’assessore Caveri da parte di EducaLiberaVda perché seppur sollecitato, non più di sei mesi fa, ad abbandonare la modalità comunicativa che fino ad allora aveva scelto di riservarle che assomigliava più ai “battibecchi” da bar tra tifoserie e che non gli faceva onore, non è riuscito a trattenersi ed è tornato a interpretare il ruolo dell’influencer o del blogger anche quando riveste quello di politico in una seduta pubblica. E la nostra solidarietà non può che entrare in contrasto con le pubbliche scuse richieste all’assessore Caveri da parte dei sindacati della scuola e dalla quale ci dissociamo, preferendo invece la richiesta delle sue dimissioni o perlomeno una presa di posizione della maggioranza dei Consiglio Regionale sempre attenta al bene della comunità valdostana».
Pays d’Aoste Souverain
«Pays d’Aoste Souverain esprime perplessità sull’operato dell’Assessore Caveri che nell’ultimo anno pare essere più occupato a auto candidature elettorali, a lanciare strali o a esprimere giudizi provocatori piuttosto che impegnarsi per l’educazione e l’istruzione di alunni, professori e docenti sulla cultura e civilisation valdôtaine».
AduVdA
Sui propri vanali social, Ambiente-Diritti Uguaglianza Valle d’Aosta ha scritto: «Che nelle corde dell’assessore Caveri non ci sia il mondo della scuola è un fatto lampante, ma che ne abbia almeno rispetto è la richiesta da più parti.
L’ultima gaffe è la risposta a una interpellanza di PCP in merito al disfunzionamento delle piattaforme regionali.
Tutti gli assessori che si sono avvicendati trovano giusto non chiedere al Ministero di aggiungere sulla sua piattaforma una sezione per la Valle d’Aosta, ma affidare la digitalizzazione della scuola valdostana a informatici locali, per il buon nome dell’autonomismo che ha simpatie alterne per Roma ladrona: a un insegnante valdostano non è consentito usufruire della carta del docente, ma riceve un bonus di 500 euro che deve impazzire a rendicontare nel dettaglio, non può iscriversi sulla piattaforma nazionale SOFIA per la formazione obbligatoria, non può accedere con le classi all’apparato digitale che completa i manuali, deve subire tempistiche diverse per l’aggiornamento delle graduatorie e i concorsi, non può accettare incarichi anche prestigiosi fuori Valle o insegnare all’estero… Vige una strana interpretazione dell’Autonomia non come difesa di diritti in nome di una scuola pubblica migliore, ma come diminutio nell’ottica di un esasperato particularisme valdôtain.
Ma ora al danno si aggiunge la beffa di sapere che per Caveri il sistema informatico locale è “a prova di imbecille e di analfabeta digitale”. È evidente che egli non ha mai provato a caricare ricevute sulla piattaforma; d’altronde perché il Paperone della Valle d’Aosta dovrebbe cimentarsivi? La politica gli ha consentito di accumulare un patrimonio, dall’alto del quale gli insegnanti che faticano ad arrivare a fine mese non possono che apparirgli dei casi umani.
Chissà però come avranno fatto quegli imbecilli analfabeti digitali a portare avanti lezioni alternate in DAD e in presenza negli ultimi difficilissimi anni, in cui hanno saputo reggere la scuola valdostana nonostante gli assessori regionali».
Lega Vallée d’Aoste
In una nota diffusa lunedì 7 novembre 2022, la Lega Vallée d’Aoste si è così espressa in merito all’accaduto: «Imbecilli, analfabeti digitali, casi umani: sono questi gli epiteti che, nell’ultima seduta del Consiglio regionale, l’Assessore alla Pubblica istruzione Luciano Caveri ha rivolto agli insegnanti della nostra Regione.
La colpa? Non essere riusciti a caricare correttamente i giustificativi di spesa del bonus da 500€. Motivo per cui, alcuni docenti, dopo le difficoltà riscontrate, si sono rivolti direttamente a lui per chiedere aiuto al fine di recuperare una somma che, per i docenti, è un diritto.
Forse l’Assessore, prima di lanciarsi in dichiarazioni che sono di una gravità assoluta, avrebbe dovuto avviare una seria riflessione sulla funzionalità della piattaforma che risulta molto macchinosa e che costituisce un unicum in tutta Italia. Non era forse meglio adeguarsi al sistema della carta docente che vige in tutto il Paese?
L’Assessore, che ritiene che la nostra piattaforma sia “a prova di imbecille” tanto da considerare i docenti degli analfabeti digitali, si è forse dimenticato del fatto che è proprio grazie alle competenze digitali degli insegnanti che la scuola è potuta rimanere aperta in tempo di pandemia? E si è forse dimenticato che molte delle numerose pratiche burocratiche che i docenti devono adempiere, come la compilazione quotidiana del registro o la redazione del PEI, avvengono senza alcun problema su piattaforme digitali di altri operatori?
Cosa dire poi dei continui ritardi nelle nomine degli insegnanti, tanto da far slittare l’inizio della scuola a fine settembre? Su questo tema il Gruppo Lega ha presentato in Consiglio regionale numerose iniziative ed ogni volta la risposta è stata che l’elaborazione della piattaforma è in itinere. Viste le criticità e l’incapacità dell’assessorato di superarle, non era meglio uniformarsi al sistema elaborato dal Ministero utilizzando la piattaforma Sofia? Sono state avviate interlocuzioni in merito?
Per questi motivi, visti i numerosi problemi della scuola a cui Caveri non è stato in grado di dare una risposta e visti gli insulti rivolti al corpo docente e la conseguente delegittimazione di tutto il corpo insegnanti e considerato che ci sono stati figure istituzionali che si sono dimesse per molto meno, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle categorie vilipese dall’assessore Caveri invitandolo ad una seria riflessione ed alla formulazione di scuse pubbliche che risulteranno comunque sempre inferiori rispetto alla gravità degli epiteti espressi».
Savt Funzione pubblica
Venerdì 11 novembre 2022, il Savt Funzione pubblica ha diffuso una nuova nota in merito alla vicenda: «Le affermazione dell’assessore Caveri, durante la seduta del Consiglio regionale del 2 novembre 2022, pur nella loro gravità, hanno avuto se non altro il merito di riaccendere i riflettori sulle problematiche che affliggono il mondo della scuola e che investono anche e, soprattutto, il personale delle segreterie scolastiche.
Alcuni passaggi della lettera aperta all’onorevole, con cui le organizzazioni sindacali che rappresentano i docenti hanno espresso il loro “sdegnato stupore” per le parole dell’assessore, hanno, infatti, evidenziato la necessità di rivedere l’impianto scolastico, al fine di migliorare e snellire l’attività operativa del personale.
Come sindacato della funzione pubblica, a seguito anche di assemblee tenutesi con il personale delle segreterie scolastiche, abbiamo già portato all’attenzione della parte politica, ad esempio, i problemi derivanti dall’utilizzo di programmi informatici che, non dialogando con quelli nazionali, risultano essere poco funzionali e macchinosi.
Ci siamo anche espressi in merito all’evidente carenza di personale (mancano infatti sia amministrativi che ausiliari) e alla necessità di riconoscere gli sforzi e l’impegno di tutti i dipendenti delle Istituzioni scolastiche.
È per questo che, come organizzazione sindacale di categoria, ci sentiamo di rispondere noi alla richiesta avanzata, dalle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Savt École, Snals, all’onorevole Caveri, rispetto alla necessità di esprimere un parere anche in merito all’operato dell’Assessorato da Lui diretto: l’operato dei dipendenti delle Istituzioni scolastiche e dell’Assessorato è faticoso, puntuale e preciso e sempre volto a garantire il buon funzionamento dell’Amministrazione, ben oltre all’aspetto organizzativo nel quale operano».
Pubblicato / aggiornato
il 12/11/2022 alle 11:23
Categoria:
Politica e Amministrazione