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La scuola valdostana attraverso i numeri

La scuola valdostana attraverso i numeri (©Street Projec) -

Lunedì 14 ottobre 2022 è stato presentato il Memento statistico della scuola valdostana, edizione 2022.

I dati presentano l’andamento dei fenomeni, anche con riferimento alle realtà nazionale e dell’Italia settentrionale.

Alcuni temi rivestono particolare rilevanza: il calo delle nascite e i suoi effetti sull’entità della popolazione scolastica, la dispersione scolastica e la dispersione implicita (ovvero il conseguimento del diploma con livelli di competenza inadeguati), il quadro degli apprendimenti degli alunni (anche sotto il profilo dell’equità).

Le nascite, che erano state 1.177 nel 2012. sono arrivate alla soglia minima di 744 nel 2021, con un calo continuo dal 2014. Ciò determina una diminuzione degli iscritti nella scuola dell’infanzia e primaria, acuito dalla scelta di alcune famiglie di rivolgersi ad altre forme di istruzione privata. Nella scuola dell’infanzia, gli iscritti sono passati dal 3.530 dell’anno scolastico 2014/15 ai 2.876 dell’anno scolastico 2019/20. Nella scuola primaria, erano 5.957 del 2014/15 e sono diventati 5.622 nel 2019/20.

Sotto il profilo degli esiti scolastici fra l’anno scolastico 2016/17 e il 2020/21, la percentuale degli alunni non ammessi alla classe successiva è stabile allo 0,4% (dopo che era arrivata a zero nel 2019/20). In crescita nella scuola secondaria di primo (3,6%) e secondo grado (12,2%). Si rileva che, dopo l’anno scolastico 2019/20 (i cui esiti sono stati fortemente condizionati dagli interventi legislativi dell’emergenza sanitaria), le non ammissioni alla classe successiva nella scuola superiore sono salite in maniera importante e i valori più elevati sono quelli del primo e del secondo anno. Vi sono notevoli differenze fra i diversi percorsi di studio. Anche i dati del ritardo evidenziano una forte disomogeneità e una situazione particolarmente critica per gli istituti professionali e l’IeFP. Quasi un quarto degli studenti valdostani del secondo anno di scuola superiore ha ripetuto almeno una classe.

Gli esiti delle prove standardizzate mostrano, dal 2019 al 2021, nella classe terza di scuola secondaria di primo grado, che i risultati della Valle d’Aosta in italiano e matematica sono migliori rispetto a quelli nazionali e del Nord-Ovest nelle tre classi terminali, mentre sono inferiori nel biennio.
Per quanto riguarda le prove Invalsi in inglese, sempre dal 2019 al 2021 e nella classe terza della scuola secondaria di primo grado, i risultati degli studenti valdostani appaiono migliori sia nella lettura sia nell’ascolto.
Nella prova regionale di francese, il livello di comprensione orale risulta inferiore rispetto alla comprensione scritta e alla produzione scritta.

Nella classe quinta della scuola secondaria di secondo grado, i risultati delle prove Invalsi di italiano e matematica sono fortemente disomogenei a seconda che si tratti di un liceo, di un istituto tecnico o di un istituto professionale. Un numero importate di allievi si colloca ai livelli 1 e 2, che indicano il non raggiungimento di livelli adeguati di apprendimento. Nel complesso, i dati mostrano risultati migliori degli studenti valdostani rispetto a quelli del Nord-Ovest e del resto d’Italia. Il medesimo discorso vale per l’apprendimento della lingua inglese.
Per quanto riguarda il francese, i risultati sono migliori nella comprensione orale e scritta mentre le criticità appaiono nella produzione orale e scritta. Il divario fra i dati dei licei e quelli degli istituti tecnici risulta molto ampio.

Dal 2012 al 2021, la percentuale dei giovani fr ai 18 e i 24 anni che abbandonano prematuramente gli studi è sostanzialmente scesa ma la Valle d’Aosta, con il 14,1% di abbandono nel 2021, si colloca dopra la media nazionale (che è al 12,7%). Marcata la differenza fra il dato maschile (17,1%) contro quello femminile (10,9%).

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Pubblicato / aggiornato il 15/11/2022 alle 11:00
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Categoria: Cultura