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Aperto il Museo di Scienze naturali Efisio Noussan

Venerdì 25 novembre 2022, alle ore 16.30, al Castello di Saint-Pierre si è svolta l’inaugurazione del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan, di proprietà del Comune di Saint-Pierre ma restaurato grazie a fondi europei e finanziamenti europei.

I lavori di restauro sono stati realizzati in due lotti. È stato infatti necessario un importante consolidamento delle strutture, nonostante l’edificio poggi direttamente sulla pieta. Scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza per i Beni e le attività culturali hanno portato alla luce notizie interessanti, che hanno permesso di datare il nucleo originario al nono/decimo secolo. Per favorire gli scavi è stata predisposta una botola nel pavimento della sala principale, che rimane a disposizione degli studiosi. 

Dopo un restauro che ha interessato sia le parti interne che quelle esterne dell’edificio storico, il Museo, collocato al suo interno, riapre al pubblico.
La sede espositiva è stata visitabile gratuitamente, con l’ausilio del personale del Museo, sabato 26 e domenica 27 novembre 2022.

Nei giorni seguenti (dal 28 novembre al 2 dicembre), le visite sono state riservate agli operatori e associazioni del territorio (settori dell’imprenditoriale locale, operatori turistici e commerciali valdostani …) al fine di presentare ai residenti e a coloro che hanno attività turistiche e commerciali nei comuni limitrofi, i contenuti che il Museo mette a disposizione in termini di offerta turistica.

Nel periodo di apertura, coinciso con le festività natalizie, dal 3 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023, sono stati registrati 4.250 ingressi, cui si aggiungono i partecipanti alle visite dedicate ai residenti, agli operatori del territorio e alle associazioni, per un totale di 5.555 visitatori.   
In questo primo periodo il Museo è stato aperto dalle 10 alle 18, con turni di 25 persone all’ora, su prenotazione obbligatoria.

Dal 26 gennaio a fine maggio il Museo sarà aperto alle visite accompagnate, con turni di 25 persone ogni mezz’ora, cui si affiancheranno le visite guidate, a cura del personale del Museo, per il grande pubblico e per le scuole.

Gli eventi per festeggiare il 1° anno di apertura

Natura, mistero stellato è il titolo della rassegna attorno alla quale sono state strutturati momenti di comunicazione, eventi e spunti di riflessione riconducibili al nuovo museo allestito all’interno del Castello di Saint-Pierre.

l programma prevede un primo appuntamento, lunedì 20 novembre, alle ore 18 al Castello di Saint-Pierre per un’osservazione del cielo ad occhio nudo guidati dall’Osservatorio Astronomico. Il mercoledì successivo, il 22 novembre alle ore 21, nella sala consigliare di Saint-Pierre, ricercatori dell’Osservatorio e del Museo intratterranno gli ospiti sul tema dell’astrobiologia.

Giovedì 23 novembre, alle ore 9 la sala Maria Ida Viglino, ospiterà il seminario dedicato alla presentazione della rete ecologica della Valle d’Aosta. La rete è frutto del progetto Interreg Alcotra Biodiv’Connect realizzato nell’ambito del Pitem Biodivalp che ha visto la partecipazione oltre che della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Liguria e delle regioni francesi Provence Alpes- Côte d’Azur e Auvergne-Rhône-Alpes che hanno affrontato diverse problematiche connesse con la salvaguardia della biodiversità nell’arco alpino occidentale. La rete ecologica rappresenta un importante contributo per contrastare la perdita di biodiversità anche a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.  

Sabato 25 novembre, anniversario dell’apertura del Museo, la sede museale sarà ad accesso gratuito così come le due visite guidate programmate nella giornata. In occasione della ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Amministrazione regionale ha organizzato, in collaborazione con il Centro Donne contro la violenza di Aosta, la mostra Non chiamatelo raptus, di Stefania Spanò, in arte Anarkikka. La mostra rappresenta un contributo e uno stimolo perché anche i visitatori del Museo siano coinvolti in quella che è ormai una emergenza nazionale. La mostra sarà visitabile dal 25 novembre al 6 dicembre in alcune sale del Museo.

La visita

Ai giornalisti, il Museo è stato presentato in anteprima dal direttore Santa Tutino e dal curatore Francine Navlilod, che lo hanno definito una sfida dal punto di vista tecnico e architettonico. 

Chiuso dal 2014, dal 2015 il museo ha continuato attività scientifica e divulgativa a La Salle, dove proseguiranno le attività e i laboratori. 

Il Museo non è completamente accessibile ai disabili motori: solamente tre sale lo sono. È stato previsto un virtual tour per le altre. Lee videointerviste proiettate non sono solamente tradotte in francese e inglese (come tutti i testi illustrativi) ma anche nella lingua dei segni.

In ogni sala ci sono due pannelli: uno dedicato al contenuto e uno alla storia dell’arte. In ogni sala c’è anche una citazione, in lingua originale.

Sì entra dalla Sala degli stemmi, dove mobili e i pavimenti sono quelli originali restaurati e c’è un camino di grandi dimensioni. Tutte le sale hanno una postazione interattiva. 

Nella Sala del tempo, il museo mostra un allestimento di stampo Ottocentesco, con vetrine storiche originali, che contengono molti elementi. Una vetrina è invece moderna. Con l’ultimo orso abbattuto in Valdigne e l’ultimo gipeto cacciato.

La Sala delle rocce è dedicata alla geologia. La parte multimediale ha anche un gioco interattivo. 

Poi si scende nella Sala delle miniere, a presentazione dei parchi minerari regionali. Una parete è scalpellata a mano, come la parte terminale della scala. 

Si risale nella Sala dei versanti, che mostra come l’esposizione solare determina gli habitat vegetazionali e animali diversi. 

Sì sale per raggiungere la Sala degli abbés savants e della Société de la Flore valdôtaine. Accanto c’è uno studiolo (non ancora terminato) dedicato a Efisio Noussan, al quale il museo è intitolato, dal 2015. Ha sostenuto la causa di restituzione dei reperti per tutta la sua vita. 

Poi di sale ancora nella Sala dell’acqua (divisa in due ambienti, uno dei quali è per il relax, con un video dedicato all’acqua). 

La Sala il risveglio della foresta presenta un diorama a grandezza naturale, con suoni registrati e animali meccanizzati. 

La Sala delle piante monumentali mostra le prinicpalii piante secolari presenti in Valle d’Aosta. 

La Sala della vertigine è dedicata alla verticalità e a come animali e uomini si siano adattati a essa. Le teche contengono riproduzioni animali e digitali fatte con la stampa 3D.

Nella Sala della prateria, il video mostra le trasformazioni delle stagioni grazie a una registrazione effettuata per 365 giorni in una prateria di Champorcher. 

La Sala del gelo vuole rappresentare l’ambiente glaciale. 

Chiude la visita, dopo aver salito la spettacolare scala chiocciola monumentale in pietra, la Sala delle emozioni, con una video proiezione immersiva su quattro pareti e il pavimento. 

Il museo è in costante evoluzione e, quindi, a ogni nuova visita si trovrà qualcosa di diverso.

Pubblicato / aggiornato il 10/01/2023 alle 11:11
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Categoria: Cultura / Video