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Incontri di approfondimento sulle consorterie

Incontri di approfondimento sulle consorterie (©Laura Agostino per bobine.tv) - Damien Charrance, Silvio Rollandin e Adriano Consol alla serata di presentazione della legge regionale sulle consorterie, svoltasi a Châtillon il 24 marzo 2023

Dopo l’appuntamento di Châtillon, proseguono gli incontri informativi sulle consorterie: giovedì 6 aprile 2023, alle ore 20.30, l’approfondimento si è spostato ad Arvier.

L’incontro nella sala polivalente si è focalizzato sulla legge regionale 19 del 1° agosto 2022, relativa alle norme in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo.
 È intervenuto Damien Charrence, presidente dell’Associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste.

L’incontro a Châtillon

Venerdì 24 marzo 2023, alle ore 20.30, a Châtillon, si è svolto un incontro informativo sulla legge regionale 19 del 1° agosto 2022, relativa alle norme in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo.

All’incontro hanno partecipato Damien Charrance (rappresentante dell’associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste), SIlvio Rollandin (ex segretario comunale di Ayas e autore della più recente pubblicazione sulla storia delle consorterie) e Adriano Consol (avvocato).
L’associazione ha svolto un’indagine esplorativa sui domini collettivi in Valle d’Aosta, in attesa dell’avvio per la presentazione di domande di registrazione al Registro valdostano delle Consorterie e altre forme di dominio collettivo.

Damien Charrance, presidente del Réseau des Consorteries valdôtaines ha precisato che l’Associazione ha preso contatto con i Comuni valdostani affinché la legge regionale sulle Consorterie sia illustrata nel corso di incontri pubblici. 

In apertura dell’incontro, Silvio Rollandin ha affrontato la questione da un punto di vista storico. «Se vogliamo sapere chi siamo oggi, dobbiamo sapere da dove veniamo e forse avremo qualche elemento in più per sapere dove vogliamo arrivare.
Il nome consorteria viene dal latino medievale cum sors/cum sorte, dove sors sta per bene, quindi bene comune. Nel 1188, troviamo questo termine in una Charta Augustana.
Il nome consorteria è unico in tutta Italia ma facciamo parte della grande famiglia dei domini collettivi, che prendono nomi diversi a seconda della regione. I domini collettivi si caratterizzano per una comunità, per la presenza di un bene materiale (boschi o pascoli) che deve essere visto da un punto di vista economico e sociale (le utilità che fornisce alla collettività), per la presenza di una finalità (i beni devono essere fruiti e utilizzati collettivamente).
In Valle d’Aosta, il 15/20% del territorio è dominio collettivo.
Le consorterie sono la pia antica istituzione valdostana tutt’ora esistente. Affondano le proprie origini nel VI secolo dopo Cristo. La legislazione burgunda dell’epoca prevedeva che queste terre alte fossero una pertinenza delle terre basse. Se eri proprietario di terreno in basso, avevi diritto anche a usufruire di queste terre. Questo principio è stato ripreso dal Coutumier.
Le consorterie hanno preso rilevanza nel Medioevo, a seguito dell’infeudazione di queste terre dai signori agli abitanti di uno o più villaggi. La più antica conosciuta è la consorteria di Effra, nel comune di Nus (1207).
Nel 1588, il Coutumier ha raccolto questa consuetudine assieme a tutte le altre valdostane. Sulle consorterie, dice che i terreni sono pertinenziali al territorio sottostante (dot du territorio au-dessous) e la regola sarà mantenuta sino alla seconda metà del Settecento.
I Savoia iniziarono a erodere le prerogative di autonomia, impiantando un sistema centralistico. Nel 1762, fu promulgato l’editto del re di costituzione dei Comuni, con a capo un Consiglio comunale eletto (ma solo per la prima volta e poi rotazione interna) e con la potestà di amministrare tutto ciò che è pubblico. Nel 1767, le lettere patenti instituirono il catasto sardo, avente una finalità fiscale, molto dettagliato negli appezzamenti ma purtroppo privo di mappe (le grandi consorterie sono state definite con i confini orografici). Nel 1773, fu promulgato il Règlement particulier pour le Duché d’Aoste. Nel 1781-1783, è stato deciso con lettere patenti che i regolamenti delle grandi consorterie sarebbero stati realizzato dal Consiglio comunale territorialmente competente. Nel 1784, le lettere partenti hanno obbligato l’affrancazione dei censi. Infine, nel 1802, è stato creato il Département de la Doire.
Nel periodo napoleonico, ci si dimenticò delle consorterie: sopravvissero perché la gente ne ha bisogno.
Nel 1927, con la legge sugli usi civici, l’orientamento di fondo era di eliminare questi residui medievali. La legge fu studiata soprattutto per gli usi civici (il diritto che una comunità ha di avere certe utilità sul terreno di altri, pubblico o privato). La proprietà collettiva è il diritto di una comunità di usufruire di un bene ma anche di possederlo. Non si tratta di promiscuità di diritto. La legge avrebbe voluto comunque scioglierle ma non vi riuscì.
Lo Statuto di autonomia della Regione autonoma Valle d’Aosta ha espressamente previsto che la regione abbia potestà legislativa primaria sulle consorterie, 
Nel 1973, con la legge regionale n. 4, le consorterie sono state definite enti speciali di natura pubblicistica (previsto il parere consultivo dei Comuni interessati). È stata decretata l’inalienabilità dei beni consortili. È stato dato il termine di due anni dall’entrata in vigore per l’ottenimento del riconoscimento. È stata decisa la loro inclusione nel demanio comunale se non riconosciute. È stato imposto il divieto di ripartizione degli utili. Ai Comuni sono stati conferiti i poteri surrogatori nel caso di inerzia delle consorterie. 
Sul piano pratico, la legge è stata un insuccesso clamoroso, con solamente 26 consorterie riconosciute. 
Nel 2017, la legge nazionale 168 ha ribaltato il principio ispiratore della legge del 1927. La Repubblica ha riconosciuto i domini collettivi come ordinamento giuridico primario, avente capacità di autonormazione e gestione del patrimonio naturale, economico e culturale. Ha conferito loro personalità giuridica di diritto privato e autonomia statutaria. L’articolo 3 ne ha definito inalienabilità, indivisibilità, inusucapibilità e destinazione perpetua agro sullo pastorale.
Le consorterie sono un patrimonio che si amministra per conservarlo e per trasmetterlo alle generazioni successive. Nella gestione di questi ben,i è importante l’efficienza economica ma sono altrettanto importanti il rilievo sociale del bene e le caratteristiche che vanno a vantaggio dell’intera collettività e non solamente di quella di riferimento sotto il profilo della conservazione del territorio, idrogeologico e paesaggistico. 
Oggi si parla molto si sviluppo sostenibile. Secondo l’Onu, la generazione presente usufruisce delle utilità di determinati beni enza pregiudicare eguale diritto per le generazioni future. È esattamente ciò che le consorterie hanno fatto nei loro secoli di storia». 

La legge 168 è stata una legge di principio in tre articoli, ha precisato Damien Charrance: «Da qui è iniziato il percorso di Réseau: un’Associazione senza scopo di lucro nata nel 2020 per lo studio di un disegno di legge regionale di adeguamento alla legge nazionale. La legge è stata promulgata nel 2022. La lr 19/2022, all’articolo 6, dirime la questione dell’individuazione della proprietà delle consorterie. La legge Messadaglia di istituzione del nuovo catasto non seppe distinguere la proprietà collettiva.
A seguito di incontri con l’Agenzia del Territorio, è stata definita una strada comune. Di arriva a questo risultati di intitolazione delle proprietà alla consorteria grazie al riconoscimento giuridico
».

A breve è attesa la delibera della Giunta regionale per avviare la fase di riconoscimento delle consorterie che lo vorranno o di creazione di nuove. Gli amministratori delle consorterie o anche un solo consortista devono presentare alla Regione la domanda di riconoscimento con i documenti storici e lo statuto (eventualmente aggiornandolo o riscrivendolo) e contestualmente (entro tre giorni) pubblicarla all’Albo pretorio del Comune di riferimento per 30 giorni. 
La Regione verificherà che i documenti siano effettivamente esistenti e li trasferirà a Réseau per l’istruttoria vera e propria. Réseau esaminerà la pratica, redigerà una relazione e darà un responso. Durante l’istruttoria devono essere esaminate eventuali opposizioni. La presentazione di opposizioni deve essere comunicata alla Regione e sospende il procedimento.
Alla conclusione del procedimento (entro 90 giorni dalla presentazione della domanda salvo opposizione), la pratica sarà ritrasmessa alla Regione per un passaggio in una Commissione appositamente costituita e l’emanazione di un provvedimento dirigenziale. Questo sarà il titolo che permetterà alla consorteria di acquisire un codice fiscale anche in assenza di un atto costitutivo. Poi ci sarà un decreto del presidente della Regione, che avrà natura ricognitiva e con il quale si potrà effettuare il passaggio di proprietà in catasto. Quindi si potranno volturare le proprietà. L’atto avrà natura dichiarativa e perciò esente dal pagamento delle imposte progressive (per esempio l’imposta di registro). 

Adriano Consol ha spiegato che la legge prevede anche la possibilità di trasformare in consorterie quelle che, a oggi, sono proprietà comuni gestite in modo solidaristico: «I beni collettivi potranno avere una funzionalizzazione con utilità complementari a quelle agro-silvo-pastorali, anche senza l’autorizzazione regionale. Ma gli introiti ricavati devono essere reinvestiti nella comunità. Nessuno può sindacare le scelte che ogni comunità andrà a competere. Gli unici limiti sono le norme costituzionali e la salvaguardia dell’identità della consorteria. Si pongono come interlocutori privilegiati dei consorzi di miglioramento fondiario, con i quali non sono in concorrenza». 

Consol ha infine spiegato: «La legge pensa anche al trasferimento delle proprietà per cessione o successione. I passaggi devono essere registrati internamente sui Cahiers des ayant droit senza riflessi catastali. Gli atti con i quali sono state cedute le proprietà dei beni comuni sono atti nulli. I beni dormienti passano al demanio dei Comuni (trascorsi tre anni dall’entrata in vigore della legge). Questi devono attivarsi e hanno il compito di effettuare la necessaria ricognizione». 

L’approvazione della Giunta RaVdA dell’iter per l’iscrizione nel Registro valdostano delle Consorterie

Nella seduta di lunedì 17 aprile 2023, la Giunta regionale ha approvato l’iter procedurale per l’iscrizione delle Consorterie nel Registro valdostano delle consorterie e la bozza di convenzione con il Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste per la sua gestione, ai sensi della legge regionale 19/2022.

NSono fornite indicazioni in merito al procedimento amministrativo, alle modalità di presentazione delle istanze, alla documentazione da produrre e agli adempimenti da compiere ai fini dell’iscrizione nel registro valdostano delle consorterie sia per le istruttorie che saranno avviate d’ufficio, per le consorterie già riconosciute ai sensi della legge regionale 14/1973, sia per le nuove domande volte a ottenere l’attestazione della personalità giuridica di diritto privato delle consorterie non ancora riconosciute.

Sempre in attuazione della legge regionale 19/2022, inoltre, si designa quale associazione incaricata a collaborare con i competenti uffici dell’Assessorato per tutte le attività inerenti la gestione del Registro valdostano delle consorterie il Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste, con il quale sarà sottoscritta una convenzione.

L’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta Marco Carrel ha commentato: « in quanto il perseguimento dell’interesse collettivo per il quale operano ha come fine la salvaguardia dei territori montani. È di fondamentale importanza, dunque, fornire uno strumento operativo di supporto agli addetti ai lavori, al soggetto gestore del Registro valdostano delle consorterie e alle consorterie stesse per l’espletamento delle pratiche ai fini della loro iscrizione nel Registro, che ne attesterà la personalità giuridica di diritto privato».

Le consorterie già riconosciute riceveranno una comunicazione dall’Ufficio miglioramenti e riordini fondiari dell’Assessorato, con indicata la documentazione da produrre, mentre le domande da parte dei soggetti non ancora riconosciuti devono essere compilate sui modelli scaricabili dal sito della Regione, sempre nella sezione Agricoltura, e trasmesse tramite pec all’indirizzo email apposito consegnate a mano all’Ufficio competente.

Pubblicato / aggiornato il 28/03/2023 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione