Giornata mondiale dell’Acqua 2023
Ognuno può fare la sua parte: questo è il fil rouge che contraddistingue l’edizione 2023 della Giornata mondiale dell’Acqua, una ricorrenza, in programma per il 22 marzo, che mira a sollecitare un’accelerazione del cambiamento a fronte delle crisi idriche, siccità, riduzione dei ghiacciai.
L’invito raccolto dal Bim Valle d’Aosta per il 22 marzo è di fare la propria parte, iniziando dalla vita in famiglia per arrivare alle scuole, alle Istituzioni e al mondo dell’arte.
Recentemente l’Arpa Valle d’Aosta ha diffuso una prima analisi, effettuata a livello nazionale, sulla risorsa idrica nivale e sulla sua evoluzione nel corso degli ultimi 12 anni, IT-SNOW. I dati della ricerca confermano una situazione di elevata difficoltà e mostrano un profondo deficit per l’anno in corso, con circa metà risorsa idrica nivale a scala nazionale rilevata a oggi rispetto al periodo 2022/2021 (-45%).
La Regione autonoma Valle d’Aosta, il BIM Valle d’Aosta, Arpa Valle d’Aosta promuovono una campagna di sensibilizzazione sui media locali e, con il patrocinio del Comune di Aosta, hanno realizzato un’esposizione di stendardi con messaggi riguardanti l’uso consapevole dell’oro blu che saranno presenti sotto ai portici del Municipio in piazza Chanoux, per un mese.
Una serata a Saint-Vincent
Al Centro congressi di Saint-Vincent, mercoledì 22 marzo, si è svolta una serata sul tema: Carenza idrica e prospettive per il futuro.
La serata è stata organizzata dal Bim Valle d’Aosta, dallo spunto del sindaco di Saint-Vincent Francesco Favre: «Il Ru Courtaud è il più antico della Valle d’Aosta (fu costruito del 1393); la Fons Salutis fu scoperta nel 1770; entro l’estate collegheremo i nostri tre acquedotti in una rete capace di auto-compensarsi, dando vita a un interessante caso studio. Ci sono sembrati elementi da porre alla base di un ragionamento fra i protagonisti della gestione delle acque in Valle d’Aosta, in un momento di cambiamenti climatici ma anche normativi».
Marco Vesan – presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin, ha parlato dell’acquedotto di Saint-Vincent come caso studio e buona pratica. A Saint-Vincent, l’approvvigionamento idrico è garantito da due sorgenti e un acquedotto proveniente dalla Val d’Ayas che, nel corso dell’estate 2023, grazie a un finanziamento di 209mila euro (senza oneri a carico dei cittadini), saranno messi in connessione garantendo un afflusso costante grazie alla compensazione.
Enrico De Girolamo – direttore generale Cva, ha illustrato i dati della società idroelettrica valdostana, precisando che produce 3 miliardi di kwh annui con 32 centrali idroelettriche (85% della produzione), otto impianti eolici e tre fotovoltaici. Nel 2021, il fatturato è stato di 710 milioni di dollari e quello del 2022 (il Bilancio è ancora inc orso di predisposizione) è superiore. Nel 2022, la produzione è calata del 28% a causa della carenza idrica, con i grandi invasi che hanno registrato cali che variano dal -30% di Place Moulin al -60% del Gabiet. Il Piano strategico quinquennale prevede investimenti in idroelettrico, altre fonti ed efficientamento. 220milioni è previsto siano spesi per l’ammodernamento delle centrali di Hône2 e Chavonne (generando una maggior eproduzione dell’8,3% rispetto all’attuale). Sulla diversificazione solare ed eolica sono previsti investimenti per 600 milioni nel quinquennio. Al termine, ci si attende il passaggio della produzione a 4 miliardi di kwh e un aumento dell’Ebitda di 66 milioni di euro annui.
Joël Créton – presidente Bim Valle d’Aosta, ha ricordato che il Bim esiste dal 1955 e che, annualmente, incassa dal sovracanone dei grandi produttori 15 milioni di euro. Con la legge regionale 27/1999, si è normato l’utilizzo razionale delle risorse idriche ed è stata avviata la gestione integrata del servizio idrico, dividendo la regione in otto sottoambiti. In 13 anni, però, non si è fatto molto e ora bisogna accelerare i tempi per raggiungere l’obiettivo di adeguamento imposto dallo Stato nel 2022. Il Bim diventa dunque Ente di governo d’ambito (EGA). I Comuni non potranno più essere i gestori del servizio idrico integrato e la regione ha deciso di costituire una società in house totalmente pubblica, composta dei 74 Comuni. La Sev sarà incaricata della gestione dei circa 5mila km di acquedotti, mentre la manutenzione sarà gestita con appalti territoriali. Il sistema dovrà essere portato a regime nell’arco di un triennio. La tariffa non calerà ma è previsto di portarla dagli attuali 1,3 euro a metro cubo a 1,8.
Marco Carrel – Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha messo in evidenza il ruolo dei 176 consorzi di miglioramento fondiario nella gestione dell’acqua per l’agricoltura. Ha però sottolineato che, rispetto ai grandi investimenti infrastrutturali necessari per ottimizzare il trasporto dell’acqua, il volontariato non basta e quindi bisognerà capire in che modo al regione potrà agevolarli (eventualmente anche riducendo la loro frammentazione eccessiva) nell’accedere a fondi statali per interventi di medio-lungo termine.
Davide Sapinet – Assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha evidenziato che, nel 2022, è stata rilevata dall’Arpa una perdita di risorsa idrica che varia fra il 35 e il 65% rispetto agli ultimi 15 anni. È necessario rendere efficiente il sistema potale e irriguo, interconnnettendo le reti, incentivando la lotta agli sprechi, semplificando le procedura per la creazione di bacini fino a 100 metri cubi per l’irrigazione. Sul Bilancio regionale sono attualmente a disposizione 4 milioni di euro, a disposizione dei Comuni, per il miglioramento delle opere di captazione. Ha evidenziato che è necessaria l’apertura di tavoli di concertazione, affinché non si aprano conflitti fra i diversi usi dell’acqua.
Al termine della serata è stata formulata l’ipotesi di rendere questa serata un appuntamento annuale di confronto.
Pubblicato / aggiornato
il 23/03/2023 alle 08:59
Categoria:
Cultura / Video