Certificazione della parità di genere e sostegno all’imprenditoria femminile
La locandina sull'evento dedicato alla certificazione della parità di genere
Giovedì 20 aprile si è svolto, per. l’organizzazione della Consigliera di Parità della Valle d’Aosta, in collaborazione con la Chambre valdôtaine e l’Assessorato dello Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione autonoma Valle d’Aosta, il seminario La Certificazione della Parità di Genere e il sostegno all’imprenditoria femminile: nuove norme e incentivi statali e regionali per informare le imprese sulle più recenti opportunità statali e regionali. Tali incentivi potranno essere utili sia per lo sviluppo e il miglioramento, in ottica inclusiva, del contesto aziendale, sia per accedere ai vantaggi premiali previsti dalla normativa vigente e rispondere a quanto richiesto dal nuovo Codice degli appalti.
Sono stati presentati i requisiti e l’iter da seguire per l’ottenimento della Certificazione della Parità di Genere, i vantaggi concreti per le imprese e i servizi di accompagnamento e sostegno alla certificazione gestiti dal sistema camerale nazionale. Verranno inoltre brevemente illustrati i servizi e le misure regionali e camerali che incentivano la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, nonché i servizi erogati dalla Chambre nell’ambito delle attività della rete Enterprise Europe Network per accompagnarle all’estero.
Dario Andreis – Business development manager Rina Services SpA (ente di certificazione) – ha trattato il tema Certificazione della Parità di Genere: che cos’è, quali sono i vantaggi per le imprese, le linee guida e il processo per conseguirla. La certificazione è volontaria e ha lo scopo di favorire l’adozione di sistemi di gestione che favoriscano di parità di genere nelle imprese private e negli enti pubblici. L’obiettivo della PDR125 è un miglioramento continuo. È affiancato da un sistema di premialità. In primis gli sgravi contributivi: le aziende certificate (da un ente terzo accreditato, ne esistono 27 in Italia) hanno diritto a uno sgravio dell’1% sino a un massimo di 50mila euro del quale possono giovare dal mese successivo alla certificazione. Altro tema è quello del punteggio premiale in termini di gare (nel nuovo testo unico per gli appalti le stazioni appaltanti possono inserire all’interno dei bandi una premialità legata alla parità di genere da attestarsi con la certificazione). È inoltre prevista una riduzione del 30% sulle garanzie fidejussorie. Un vantaggio vi è in termini di marketing.
La certificazione può essere applicata a qualsiasi azienda od organizzazione. Non può essere adottata dai liberi professionisti. Deve esservi una società, con o senza dipendenti.
La norma si compone di una parte introduttiva sulle finalità, vi sono i pilastri la cui azione congiunta è volta ad avviare il percorso sistemico di cambiamento, vi suono i due capitoli di interesse per l’azienda di certificazione e per l’azienda: i Kpi e i requisiti del sistema di gestione (avere procedure organizzate interne che favoriscano il miglioramento continuo, ovvero azioni pianificate, effettuate, verificate nella loro efficacia sulla base dei Kpi ed eventualmente rimodulate).
Le aree di operatività sono: cultura e strategia, governance, HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
La norma divide le aziende in quattro cluster: micro impresa, piccola impresa, media impresa e grande impresa che, nei numeri, non coincidono con la classificazione europea. A ciascun cluster si applica un determinato numero di Kpi (con parametri differenziati per settore). Per ottenere la certificazione bisogna raggiungere un punteggio almeno pari al 60% di questi indicatori. Sono tipo quantitativo (per esempio: quanti uomini e quante donne fanno parte delle funzioni decisionali dell’azienda?) e qualitativo (per esempio: l’azienda ha fatto evento/comunicazione per incentivare i padri a usufruire della paternità? Ha adottato una politica sull’equità remunerativa?).
L’azienda implementa il sistema di gestione, rendiconta i propri Kpi e chiede a un’ente di certificazione di essere verificata al fine del rilascio della certificazione. L’ente di certificazione entra in campo con un’audit e verifica la presenza dei requisiti. Vi è una fase di revisione del Comitato tecnico indipendente. Se la valutazione è positiva è emesso un certificato che dura 36 mesi. A 12 e 24 mesi ci sono verifiche intermedie. In questi audit di sorveglianza sono visti punti specifici che l’azienda si è data da sviluppare nel triennio.
Saranno previsti contributi per le imprese (sino a 250 dipendenti) che vogliono intraprendere il percorso di certificazione: sia per la parte di certificazione sia per quella di consulenza. Il costo dipende dalla dimensione aziendale: entro 30 dipendenti si possono spendere circa 3.500 euro nel triennio per la certificazione e a questi si aggiunge la consulenza (se l’azienda non ritiene di voler procedere autonomamente).
Monica Onori – SiCamera (agenzia di Unioncamere) – ha illustrato Come le imprese possono accedere ai servizi per la Certificazione della Parità di Genere. Unioncamere, in settembre 2022, ha sottoscritto un accordo con il Dipartimento per la certificazione della parità di genere. Il progetto prevede la copertura dei costi di accompagnamento, assistenza tecnica e certificazione (sino al rilascio della prima) per le imprese di dimensioni micro, piccola e media aventi sede legale e operativa in Italia. Tra qualche giorno sarà pubblicato un avviso rivolto a imprese sino a 249 addetti, di tutti i settori. L’adesione al progetto comporta il sostenimento di tutti i costi da parte del sistema camerale. Tutte le informazioni saranno disponibili sul sito certificazione.pariopportunita.gov.it . Le domande dovranno essere presentate in modalità telematica.
La logica premiante vuole essere una spinta gentile alla certificazione. Non riguarda le sole imprese femminili (a guida o titolarità femminile): sia la prassi sia questo progetto non hanno alcuna preclusione per le imprese a guida maschile, anzi. Valorizzare la diversità significa andare ad avere un beneficio che è di marketing e posizionamento sul mercato, etico, ma di assunzione di consapevolezza del fatto che possa essere un driver importante per accrescere la competitività e il business di ogni singola impresa.
Le attività del progetto si concluderanno al 30 giugno 2026. Si immaginano due finestre temporali per la messa a disposizione delle risorse finanziarie. Sarà un bando a sportello. Le risorse saranno ripartite non per regioni ma per macro aree.
Per ottenere la certificazione si immagina che siano necessari 12 mesi (qualora sia necessario attivare un piano di miglioramento).
Alessandra Spalla e Valentina Betti – Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile – hanno declinato i Contributi regionali a favore delle imprese femminili. Hanno illustrato il bando Neoimpresa.
È poi stata illustrata la legge regionale 31/2022 a favore dell’imprenditoria giovanile e femminile e per i disoccupati di lunga durata. Chi ha un’idea imprenditoriale, ha fra i 18 e 18 35 anni, è una donna o è un disoccupato da più di 12 mesi può ottenere contributi fino a un massimo del 60% della spesa ammessa fra i 10 e gli 80mila euro. No per le imprese di commercio, turismo e agricoltura. Devono essere imprese iscritte al Registro da non più di due anni. Bisogna avere sede legale e operativa in Valle d’Aosta, che devono essere mantenute per tre anni dopo l’ottenimento dell’aiuto. Non tutte le spese sono ammesse a contributo: lo sono automezzi e immobilizzazioni (materiali e immateriali). Prima di presentare la domanda occorre redigere un business plan. La domanda è da presentarsi online. È una legge settoriale con presentazione delle domande a sportello, sino all’esaurimento delle disponibilità economiche.
I servizi camerali a supporto delle imprese valdostane sono stati elencati da Claudia Carnevali – Sportello SPIN2 Enterprise Europe Network della Chambre valdôtaine. Opera per internazionalizzazione e innovazione. I servizi sono messi a disposizione gratuitamente.
Per l’export è messo a disposizione un pool di esperti in contrattualistica internazionale e vi è un esperto Ice per l’approccio a nuovi mercati, con anche un servizio di ricerca partner commerciali o tecnologici.
Le imprese della produzione e dei servizi (non del commercio e del turismo) possono chiedere l’iscrizione al portale Made in VdA.
Per rimanere aggiornati sui servizi e gli eventi esistono le newsletter InfoChambre e Chambre News.
Pubblicato / aggiornato
il 20/04/2023 alle 16:44
Categoria:
Economia e Lavoro