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Chambave, Issogne e Verrayes sono i Comuni Ricicloni 2022

Venerdì 14 aprile 2023, si è svolta la prima edizione di Ecoforum per l’economia circolare in Valle d’Aosta, il format organizzato da Legambiente per mettere a confronto Amministrazioni, ambiente, associazioni e ricerca universitaria, con l’ambizione di creare connessioni che possano generare nuove buone pratiche e nuove attività.

In Valle d’Aosta è stato compiuto un percorso significativo, che ha stabilizzato la raccolta differenziata, nel 2021, al 67%, con una crescita percentuale di oltre 20 punti rispetto al 2014. Il tema della produzione dei rifiuti è però ancora deficitario rispetto a una media nazionale stabile a 100 kg annui per abitante. Bisogna dunque lavorare sulla prevenzione dalla produzione. In questo senso, durante l’Ecoforum nazionale, Comieco ha premiato la Valle d’Aosta per l’impianto di Enval che permetterà di recuperare anche i cartoni delle bevande.

Alice De Marco, direttore di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha affermato: «Siamo a un punto di svolta perché stanno per partire i cantieri (anche per la gestione e i sistemi di raccolta) dell’economia circolare grazie ai fondi del Pnrr. L’Italia è all’avanguardia, in questo settore. Occorre capire quali strumenti normativi servano alle Amministrazioni e alle imprese. È in vigore un Piano che prevede debba essere conferito in discarica non più del 10% dei rifiuti e che riduca il gap fra Regioni in relazione all’impiantistica e si tratta di obiettivi sfidanti».

Davide Sapinet, assessore al Territorio e Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha affermato di voler utilizzare questi due anni e mezzo prima della fine della legislatura per migliorare il trend positivo.

Loris Sartore, assessore all’Ambiente del Comune di Aosta, ha specificato che il capoluogo regionale ha registrato il 68% di raccolta differenziata, nel 2022 e un 71,16% registrato nel mese di luglio. Aosta conferisce a Brissogne il 21% sul totale regionale: «la raccolta differenziata è un impegno e un onere per i cittadini. Bisognerebbe chiedere alla produzione oggetti sempre più riparabili, con minori imballaggi».

Denis Buttol, presidente del Circolo Legambiente Valle d’Aosta, ha formulato l’auspicio che le percentuali raggiunte siano migliorate, dando la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione.

Mauro Lucianaz, presidente dei presidente delle Unité des Communes valdôtaines ha affermato che bisogna mantenere un equilibrio fra le soluzioni ottimali e i costi che comportano. La conformazione del territorio impone una valutazione sui servizi più funzionali, che possono però essere attuati solo ogni qualvolta l’appalto per la gestione è rinnovato. «Si apre il tema dell’effettivo recupero del rifiuto: per anni ci siamo concentrati sempre e solo ad analizzare la percentuale di differenziata che, fra l’altro, talora è di scarsa qualità. Sono state messe in campo azioni di sensibilizzazione e correttivi alla raccolta. La modalità che offre i migliori risultati è il porta a porta, che tuttavia non può essere esteso all’intero territorio. Dovremo arrivare anche all’individuazione dell’utenza e alla tariffazione puntuale».

Carmine Pagnozzi, responsabile Biorepack, il settimo consorzio di Conai, che opera nella filiera dell’umido, ha affermato che i cittadini devono essere aiutati nel gestire i loro comportamenti. Per esempio spiegando loro che le bioplastiche possono essere conferite nell’umido.

Maria Giurato, dell’Area rapporti con il territorio di Conai, operante da 26 anni, ha specificato che grazie al riciclo sono state risparmiate 63 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Nel riciclo, a livello europeo, l’Italia è seconda solo al Lussemburgo. 727milioni di euro sono stati riconosciuti, ai Comuni, nel 2021. In Valle d’Aosta, tutti i Comuni sono convenzionati ai consorzi di filiera e si raccolgono 138,02 kg/anno per ogni abitante (rispetto a una media italiani di 87,39 kg). Hanno generato il riconoscimento di 2.157.890 euro, pari a 17 euro per abitante (superiore alla media nazionale di 12 euro per abitante).

Alessio Ciacci, presidente Acsel SpA, ha portato la propria testimonianza come Azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in Val Susa: un territorio aventi caratteristiche simili alla Valle d’Aosta. Ha riferito di due esperienze effettuate in collaborazione con i ristoratori e gli albergatori: gli aderenti a un eco-marchio hanno firmato un protocollo d’intesa con dieci azioni che portavano a ridurre i rifiuti prodotti e a beneficiare della pubblicità conseguente.

Vilma Gaillard, segretario generale di Cgil Valle d’Aosta, ha sostenuto che l’economia circolare può portare benefici anche dal punto di vista occupazionale. Ha chiesto che i lavoratori possano essere sostenuti da una formazione continua. A livello locale gli operatori di igiene ambientale sono 150 circa e ha chiesto soluzioni affinché possano operare nelle migliori condizioni.

Stefania Pinna, ricercatore UniVdA, ha presentato il progetto Biosphera, del gruppo Green dell’Università nel quale immobili ed economia circolare confluiscono. L’ipotesi è porre attenzione ai materiali di costruzione affinché siano riciclati e riciclabili. Nello studio si fondono biofilia, connessione con la natura, ecopsicologia e design biofilico. «Emerge la necessità di tutela della salute che passa attraverso la salute dell’ambiente. Di maggior contatto con l’ambiente naturale. Le sfide da affrontare sono la riscoperta del linguaggio della natura e il riconoscimento dell’uomo come parte della natura. Conseguentemente la progettazione deve essere rivista per migliorare il benessere multisensoriale individuale, collettivo e planetario».

Quattro SubAto su cinque presenti in Valle d’Aosta sono Ricicloni: non lo è il SubAto A, che raggruppa le Unité des Communes Valdigne e Grand-Paradis. I Comuni più virtuosi sono:

ComuneProvinciaAbitantiPro capite secco residuo
(Kg/anno/ab)
% RD
IssogneAosta138169,174,8%
ChambaveAosta89471,677,0%
VerrayesAosta129972,974,0%

Pubblicato / aggiornato il 14/04/2023 alle 13:35
Categoria: Politica e Amministrazione / Video