La trattativa per il Casino alla stretta finale
Sul tavolo un’ennesima bozza di accordo relativa al personale che resterebbe in forza, non ancora definitiva.
Queste le condizioni previste.
Il personale amministrativo e il personale di gioco (impiegati tecnici) osserverebbero un orario di lavoro settimanale di 36 ore.
Annualmente tutto il personale potrebbe usufruire di 24 giorni di ferire.
La settimana lavorativa sarebbe considerata di cinque giorni (agli effetti del computo delle ferie).
I lavoratori ammalati o infortuni sul lavoro conserverebbero il posto di lavoro per un massimo di 180 giorni nell’anno solare. Potrebbero essere prolungati per un ulteriore periodo non superiore a 120 ad alcune condizioni: esibendo regolari certificati medici o di degenza ospedaliera, che i 120 siano considerati aspettativa generica non retribuita, che il lavoratore non ne abbia già fruito in precedenza. Al termine del periodo di aspettativa, l’Azienda potrebbe procedere al licenziamento se il lavoratore non riprendesse il servizio.
In caso di malattie oncologiche il periodo di aspettativa generica potrebbe essere prorogato oltre i 120 giorni.
Ogni lavoratori avrebbe diritto a 92 giornate/anno di riposi settimanali.
Il personale delle sale da gioco potrebbe operare su più posizioni, anche in posizioni di livello immediatamente superiori o inferiori.
Si prevede che gli amministrativi ruotino su più posizioni, anche in reparti operativi compatibili con le loro esperienze professionali. Le eventuali mobilità orizzontali sarebbero effettuate in linea con le esigenze di pianificazione del personale; l’Azienda potrebbe effettuare mobilità fra profili con turni e orari diversi.
Per coprire le diverse posizioni aziendali e per favorire la crescita o la ricollocazione del personale, sarebbero organizzati corsi obbligatori di addestramento, formazioni e/o abilitazione per diversi profili del ruolo amministrativo e tecnico del gioco.
Sarebbe inserito un nuovo livello Quadri B per farvi rientrare coloro che hanno la responsabilità di unità operative. Il minimo tabellare sarebbe pari a 2.275,70 euro lordi mensili.
La piena discrezionalità aziendale sarebbe confermata rispetto alla gestione della casa da gioco nel suo complesso, turnazione dei lavoratori, gestione dei valori di gioco minimi e massimi su ogni tavolo e orari di chiusura e apertura, introduzione di nuovi giochi.
La quattordicesima mensilità sarebbe soppressa sino al 31 dicembre 2023.
Il sistema premiale sarebbe ridefinito: il premio premio di produzione sarebbe soppresso dal febbraio 2019 e sostituito da un premio di risultato annuale, corrisposto al solo personale amministrativo. Gli sarebbero individuati a seconda dell’incasso (50 milioni: 1,5%; da 50 milioni in poi: 10% per ciascun milione). L’importo risultante, lordo, sarebbe distribuito a partire dal mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento nel modo seguente: 8 punti per gli amministrativi normalisti, 10 punti per gli amministrativi/operai turnisti. I tecnici di gioco interverrebbero nella distribuzione solo con incassi superiori a 57 milioni di euro, ricevendo un equivalente di 13 punti.
Dal 2020, per i soli lavoratori amministrativi, sarà valutata la possibilità di corrispondere un acconto del premio di risultato in settembre.
Le indennità del reparto gioco attuali sarebbero sostituite, dal febbraio 2019, da una indennità di reparto pagata mensilmente per 12 mensilità a tutto il personale da gioco polifunzionale che desse la propria disponibilità a operare in tal senso. L’importo medio di questa nuova indennità di reparto sarebbe di 2.096 euro lordi. Non beneficerebbero di questa indennità i lavoratori del 30/40.
Sia il premio di risultato sia l’indennità di reperto sarebbero pagati in base all’effettiva presenza e non sarebbero computate le assenze per maternità obbligatoria.
Le maggiorazioni notturne per ogni ora di lavoro prestata dalle ore 22 alle ore 2 sarebbero pari al 15% e quelle dalle ore 2 alle ore 6 al 20%.
L’accordo del 10 luglio 2017 resterebbe in vigore per quanto compatibile con queste nuove pattuizioni sino al 31 dicembre 2023.
I sindacati s’impegnerebbero a indire le elezioni per le nuove rappresentanze sindacali unitarie entro il 30 marzo 2019.
I sistemi di videosorveglianza sarebbero estesi a tutte le aree dove sono maneggiati e conservati denaro, fiches, beni e valori.
Su richiesta delle organizzazioni sindacali, a ogni lavoratore sarà chiesta la disponibilità a trattenere 60 euro netti per 24 mesi. L’importo ricavato andrà a formare un fondo da redistribuirsi in quote uguali tra i lavoratori licenziati, dedotte le ritenute di legge.
Pubblicato / aggiornato
il 04/02/2019 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro