SmartCommUnity: un progetto per la creazione di comunità smart, sostenibili nelle Alpi
(©Gianfranco Zanata per Bobine.tv) -
Il Palazzo della Regione autonoma Valle d'Aosta
Si è svolto il primo incontro in Valle d’Aosta del progetto di cooperazione transnazionale SmartCommUnity che vede partner la Regione autonoma Valle d’Aosta – Struttura Sistemi tecnologici del Dipartimento innovazione e agenda digitale e che coinvolgerà le aree pilota valdostane: i Comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso e del Parco naturale del Mont Avic.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di presentare il progetto Interreg Spazio Alpino SmartCommUnity che mira a creare comunità smart, sostenibili e resilienti nelle Alpi grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, con particolare riferimento per la Valle d’Aosta alle comunità che risiedono nei due Parchi.
Dal concetto di Smart Village, si intende costruire una Smart Community transnazionale e integrata nelle Alpi, volta a cambiare sia le abitudini sia le percezioni delle aree rurali o montane, promuovendo il senso di una comunità alpina strutturata e favorendo l’accelerazione della transizione digitale a sostegno di cittadini, imprese, organismi di ricerca e autorità pubbliche.
La riunione è stata organizzata per presentare SmartCommUnity a livello regionale e gettare le basi per la creazione del gruppo di lavoro che favorisca le attività e lo scambio di buone pratiche delle aree pilota valdostane.
Carlo Vigna, dirigente della struttura Sistemi tecnologici, ha illustrato il progetto e ha raccolto le idee dei presenti: i sindaci delle aree Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Naturale del Mont Avic, le Unités des Communes, il GAL Valle d’Aosta, i referenti del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Naturale del Mont Avic, la Fondation Grand Paradis, l’Università della Valle d’Aosta, la struttura Aree Protette dell’Amministrazione regionale e il partner metodologico del progetto Poliedra.
Nel corso della riunione, il dibattito tra i presenti si è aperto sulla definizione di smart community, che risulta ambiziosa perché abbraccia il concetto di smartness sia in senso stretto, cioè quello relativo agli aspetti di innovazione tecnologica, sia in senso figurato, quello che pone l’accento sulla dimensione identitaria, sociale e green delle aree coinvolte. La definizione, che si concentra su aree montane o rurali, sarà oggetto di confronto non solo a livello locale ma anche a livello globale di partenariato con le altre aree dell’arco alpino che partecipano al progetto.
L’incontro ha permesso di costituire un Regional Stakeholder Group (RSG) con un approccio bottom-up, che parte cioè dalle esigenze delle comunità del territorio, fornendo informazioni sugli obiettivi, sulla sua struttura e sulle attività previste, al fine di condividerne l’impostazione e l’organizzazione e di selezionare le buone pratiche e guidare la sperimentazione delle soluzioni smart proposte nelle aree coinvolte.
Il partenariato internazionale si compone di dodici partner provenienti da sei paesi diversi: University of Ljubljana (Slovenia) come capofila, Poliedra (Italia), Agenzia di Sviluppo GAL Genovese (Italia), Standortagentur Tirol GmbH (Austria), Regionalverband Südlicher Oberrhein (Germania), ITC – Innovation Technology Cluster Murska Sobota (Slovenia), ADRETS (Francia), Regione Autonoma Valle d’Aosta (Italia), Swiss Center for mountain regions SAB (Svizzera), Energy and Environment Agency of Lower Austria (Austria), Software Competence Center Hagenberg GmbH (Austria), Region Lucerne West (Svizzera).
Pubblicato / aggiornato
il 13/06/2023 alle 09:30
Categoria:
Politica e Amministrazione