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Sanità valdostana: performance non brillanti

Sanità valdostana: performance non brillanti (©nurnenews.eu) -

Nel rapporto 2023 di Crea Sanità sulle performance regionali, la sanità valdostana si piazza al 12° posto fra le 20 regioni italiane. Il rapporto è elaborato dal Centro per la ricerca economica applicata in Sanità che realizza le sue attività grazie al team di ricerca che opera da oltre vent’anni nell’Università di Tor Vergata, e dal 2021 anche presso l’Università Telematica San Raffaele di Roma.
Il progetto Le Performance Regionali mira a fornire un contributo alla definizione delle politiche sanitarie e sociali, con la finalità ultima di promuovere miglioramenti nelle opportunità di tutela socio-sanitaria.

L’analisi, relativa per la maggior parte a dati del 2021, è suddivisa in sei voci: equità, esiti, appropriatezza, innovazione, area economico-finanziaria, sociale. L’elaborazione non riguarda solo la gestione dei servizi sanitari, ma anche lo stato di salute e benessere sociale dei cittadini.

In generale, la valutazione 2023 delle performance regionali, in tema di tutela socio-sanitaria offerta ai propri cittadini residenti, oscilla da un massimo del 59% a un minimo del 30%: il risultato migliore lo ha ottenuto il Veneto, mentre quello peggiore la Calabria. La Valle d’Aosta, insieme a Liguria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Molise e Abruzzo, registra livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 37-43%.

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Per quanto riguarda la prima voce presa in analisi nel rapporto, l’innovazione, la Sanità valdostana registra un valore migliore della media nazionale. Il valore comprende la quota di interventi con tecniche mini-invasive, l’indice di implementazione della rete oncologica e il tasso di attuazione di FSE.

Nella dimensione degli esiti, i valori superiori alla media italiana si sono registrati sia per la speranza di vita senza limitazioni funzionali per gli over 65 sia per il tasso di popolazione con stili di vita corretti. Al di sotto della media nazionale, invece, figura l’indicatore sulla salute mentale.

In merito alla voce dell’equità, due voci su tre sono migliori della media nazionale e riguardano la scarsa quota di Valdostani che, a causa di motivazioni economiche, rinuncia a sostenere spese per consumi e prestazioni sanitari. Tuttavia, la voce peggiore della media nazionale riguarda il tasso di difficoltà di accesso ad alcuni servizi, quali farmacie, pronto soccorso, ufficio postale.

Gli esiti delle voci sociale e appropriatezza sono tutti al di sotto della media italiana e prendono in considerazione: la quota di disabili e/o anziani con assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari; la quota di persone deboli o a rischio con interventi per l’integrazione sociale; il tasso di over 75 non autosufficienti in trattamento socio-sanitario; il tasso du ospedalizzazione evitabile per patologie croniche; il tasso di anziani trattati in ADI; il tasso di screening cervicale, mammografico e colorettale.
L’Usl Valle d’Aosta, in una nota del 26 giugno 2023, spiega: «per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione evitabile per patologie croniche, incide la conformazione geografica della regione.
Per quanto riguarda il tasso di anziani trattati in ADI (Assistenza domiciliare integrata), alla base del risultato negativo c’è un problema di peculiarità organizzativa e codifica di invio del dato. Si è risolto il problema nel 2022 con una forzatura informatica, ma il risultato non è ancora recepito. Stesso discorso, ma non ancora risolto per quanto riguarda l’indicatore dei pazienti non autosufficienti in quanto le microcomunità regionali non sono scaricate nei flussi ministeriali come RSA, mentre di fatto lo sono. L’80% della residenzialità è realizzata in queste strutture»
.

Inoltre comparando questi dati raccolti nel report a quelli del 2019 emerge che alcuni hanno registrato un miglioramento, mentre altri, al contrario, sono peggiorati.
I risultati che hanno un visto un miglioramento riguardano: la quota di interventi con tecniche mini-invasive; il tasso di popolazione con stili di vita corretti; la quota di cittadini che rinuncia alle prestazioni sanitarie per motivi economici e il tasso di ospedalizzazione evitabile per le malattie croniche.
Risultano, invece, in peggioramento i dati relativi a: speranza di vita senza limitazioni funzionali; indice di salute mentale; quota di famiglie che rinuncia a sostenere spese per consumi sanitari a causa di ragioni finanziarie; tasso di difficoltà di accesso ad alcuni servizi come farmacie, pronto soccorso e tasso di screening cervicale, mammografico e colorettale. I dati presi in analisi risalgono al 2021 e, di conseguenza, possono essere viziati dalle limitazioni di accesso sia alle strutture sanitarie sia agli esami diagnostici determinati dal covid.

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Pubblicato / aggiornato il 26/06/2023 alle 16:38
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Categoria: Politica e Amministrazione