Il Centrodestra unito rinuncia all’elezione diretta del presidente della Regione
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi moderati, ovvero il Centrodestra unito, ha trovato una convergenza su una proposta di legge per riformare l’elezione del Consiglio Valle. È stata firmata da Paolo Sammaritani e Piergluigi Marquis e depositata giovedì 3 agosto 2023.
Paolo Sammaritani (Lega Vallée d’Aoste) ha spiegato gli aspetti tecnici: «È previsto che il presidente della Regione sia il capolista della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti, a condizione che sia eletto, anche se non otterrà il maggior numero di preferenze. Intendiamo abrogare la mozione di sfiducia costruttiva: l’espressione di sfiducia votata a maggioranza dal Consiglio nei confronti del presidente in carica porterà a nuove elezioni. La soglia di sbarramento non sarebbe più variabile ma fissa al 4%, che diventa il 9% per le coalizioni. Grazie a un sistema intercoalizionale, si prevede l’attribuzione di un seggio anche alla lista che non raggiungesse il 4% ma almeno il 3%. Con il 35% dei voti saranno assegnati 19 seggi, con il 40% salirebbero a 21. Prevediamo di ridurre il numero di firme per presentare la lista: tra 500 e 700. Se un partito è rappresentato in Parlamento non dovrebbe raccogliere le firme, salvo che faccia parte di un gruppo misto. Sono previste cinque preferenze senza la preferenza di genere. È contemplata una razionalizzazione delle cause di incandidabilità e ineleggibilità. Non sarebbe modificata la composizione delle liste con una percentuale di differenza di genere almeno del 35%».
Alberto Zucchi (coordinatore di Fratelli d’Italia) ha detto: «Voglio evidenziare il significato politico di questa nostra decisione di presentare una proposta uniti. Crediamo che il centrodestra unito sia il modello vincente e vogliamo che questo accordo arrivi alla creazione di una coalizione per le prossime elezioni regionali. Nessuno ha fatto passi indietro rispetto all’elezione diretta ma l’importanza del centrodestra unito è prioritaria rispetto all’attaccamento su una regola del gioco».
Emily Rini (coordinatore Forza Italia) ha ricordato: «i nostri consiglieri avevano presentato una proposta di legge con l’elezione diretta ma, in politica, bisogna saper guardare l’obiettivo e il nostro è di dare un’alternativa a questa regione. Saper far sintesi su posizioni comuni è un segnale di maturità politica importante che i nostri elettori e i Valdostani ci chiedono».
Orlando Navarra (segretario di Noi moderati) ha detto che «l’aspetto tecnico si cuce attorno all’accordo politico. Questo accordo soddisfa tutti».
Marialice Boldi (segretario Lega Vallée d’Aoste) ha affermato: «ognuno di noi ha rinunciato a qualcosa ma abbiamo trovato la quadra per arrivare all’obiettivo comune. Anche per le elezioni europee, noi non prescinderemo dall’accordo di centrodestra. Ci impegneremo per dare stabilità a questa regione che è martoriata da continui ribaltoni, da continui distinguo, da continue prese di posizione. Abbiamo avuto sette presidenti in otto anni ed ecco perché i cittadini si allontanano dalla politica. Spero che questa legge (magari con qualche modifica necessaria per tenere conto dei desideri e dei punti di vista degli altri, possa raggiungere un ampio consenso».
Rini ha aggiunto: «in Consiglio Valle l’elezione diretta non sarebbe mai passata. Non è una strada praticabile, oggi. Abbiamo trovato una sintesi con coloro che condividono i nostri valori. Noi siamo alternativi alla sinistra e speriamo che le altre forze autonomiste possano trovare con noi una convergenza».
La proposta è stata firmata solo dai due capogruppo non a caso: all’interno del gruppo Lega Vallée d’Aosta, molti non l’avrebbero firmata.Il primis il capogruppo Andrea Manfrin e il vicecapogruppo Stefano Aggravi ma anche Denis Brunod, Christian Ganis e Dino Planaz. «Prima ci sono i partiti e poi le individualità – ha commentato Sammaritani -. Ognuno si prende le proprie responsabilità del fatto di adeguarsi o meno alla condivisione generale e anche il partito assumerà le proprie decisioni in merito».
È successo che al professor Boggero dell’Università di Torino era stato chiesto di elaborare una proposta. La sua consulenza era basata sull’elezione diretta ma poi, aveva accettato di rivedere il testo dopo la decisione del centrodestra unito.«Quando è emersa la necessità di dare una forza alla mozione di sfiducia – ha spiegato Sammaritani –, ritenendo di non poterlo applicare all’impianto della legge si è fermato. Questa legge non è di Boggero ma del centrodestra unito. Immagino che la posizione di Aggravi sia strumentale e non mi appassiona. Mi dispiace che non abbia mantenuto il riserbo sulla questione».
In relazione alla rappresentanza di genere, Rini ha spiegato: «uomini e donne vanno valorizzati con le loro competenze, a prescindere dal genere di appartenenza. Il concetto di quota rosa allontana ancora di più le donne dal mondo decisionale. Servono invece le politiche attive di conciliazione. Quella delle quote è fuffa. Personalmente sono anche contraria alla quota in lista». Boldi ha aggiunto: «le donne devono capire che la politica è una cosa che le tocca direttamente».
La “questione Aggravi”
Sabato 5 agosto, la Lega ha diffuso una nota precisando: «nel momento in cui i consiglieri regionali Paolo Sammaritani e Pierluigi Marquis, firmatari del testo di legge di riforma elettorale del Centrodestra unito per la Valle d’Aosta, hanno depositato il progetto di riforma contestualmente sono state ritirate le firme dalla precedente proposta di legge da parte dei Consiglieri della Lega che concordavano su questo seconda proposta, nel rispetto degli accordi assunti con gli alleati.
Si precisa inoltre che il consigliere Stefano Aggravi non faceva e non ha mai fatto parte della segreteria della Lega, composta da Marialice Boldi, Paolo Sammaritani e Nicoletta Spelgatti. Su nomina del Segretario Boldi era stato semplicemente designato come responsabile organizzativo e da questo incarico lui ha rassegnato le dimissioni».
Pubblicato / aggiornato
il 04/08/2023 alle 15:13
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video