-2 mesi alle elezioni europee
Non che se ne siano dimenticati ma non che siano particolarmente appassionati a questo appuntamento.
Da alcuni mesi ormai, su impulso dell’Associazione Autonomie 4.0 e con cadenza quasi settimanale, i partiti autonomisti (Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe, Stella alpina, Gauche valdôtaine) s’incontrano e si confrontano. Mouv’ non ha mai voluto sedersi al tavolo; Pour notre Vallée l’ha abbandonato. Tante parole non avrebbero sinora prodotto un candidato. Si fa il nome di Roberto Nicco, già deputato, ma probabilmente è poco interessato. Un altro nome – titolato, dicono – resta per ora inaccessibile.
Basterebbero 40mila voti (forse anche meno) per portare un Valdostano a Bruxelles ma, in questi tempi di estrema parcellizzazione dei consensi, sembrano comunque un risultato impossibile. E allora meglio dire che si partecipa alle europee tanto per esserci, perché esserci è comunque meglio che non esserci: almeno si ha l’obbligo di fare qualche comizio e di andare su quel territorio che tutti evocano ma nessuno frequenta.
Resta anche da chiarire se gli autonomisti parteciperebbero con una lista propria (che, per non raccogliere le firme, sarebbe quella che ha confermato al Senato Albert Lanièce, anche se integrata con nuove immagini e slogan) o con un apparentamento. Piaceva tanto il progetto di Carlo Calenda; non si capisce se potrebbe piacere anche Calenda nella lista del Pd. Si era proposta per l’apparentamento Forza Italia, ma gli autonomisti si ostinano a preferire il centro-sinistra al centro-destra.
Non di solo autonomismo vive la Valle d’Aosta, tuttavia.
Lega Vallée d’Aoste correrebbe nella lista del Carroccio proponendo, parrebbe, Paolo Sammaritani.
Il Movimento 5 Stelle, valuterebbe sulla piattaforma Rousseau un paio di candidati.
Forza Italia aveva detto che, autonomisti o meno, un candidato valdostano in lista ci sarebbe stato.
Tutto questo è fatto comunque a tempo perso: molto più interessanti le partite sulla durata del governo regionale e sulle elezioni comunali 2020. Perché resta la radicata convinzione che, a guardare oltre l’ombelico, non ci sia niente di interessante o utile da vedere.
Pubblicato / aggiornato
il 24/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione