Proteste contro il caro-affitti al Quartiere Cogne
L’Associazione Quartiere Cogne ha preso posizione contro il rincaro degli affitti degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica.
In una lettera indirizzata all’assessore all’Edilizia residenziale pubblica della Regione autonoma Valle d’Aosta (e inviata per conoscenza all’Arer, al sindaco di Aosta e al difensore civico della Valle d’Aosta), il presidente di AQC Rosalia Ventrini ha scritto a nome degli inquilini del Quartiere Cogne i quali avevano riposto le loro speranze nella delibera adottata dalla Giunta regionale il 5 ottobre 2018, nella quale era previsto che i canoni di locazione fossero «adeguati all’Isee e non all’Ise» tenendo conto dello stato di vetustà degli alloggi «abbassando così gli affitti». Ciò non è avvenuto, lamenta l’Associazione, «anzi sono aumentati provocando non poco disagio per le famiglie che ci vivono». Ventrini sostiene che la sua lettera è in rappresentanza di 300 abitanti, le firme in calce al documento sono 180 circa.
L’Associazione ha chiesto l’indizione di un incontro presso la sede del difensore civico e l’istanza è attualmente sotto esame.
Gli atti della vicenda
Il 23 dicembre 2016, la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta ha determinato i canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica stabilendo che, dal 1° luglio 2018, «il valore del canone di riferimento è calcolato sulla base dell’importo in pubblicazione al 31 dicembre dell’anno precedente nella banca dati dell’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e riferito al valore locativo (€/mq per mese), massimo per i Comuni e minimo per Aosta, per le abitazioni di tipo economico, con stato conservativo “normale”». La delibera specifica che il valore del canone di riferimento «sarà commisurato all’Indicatore della Situazione economica del nucleo familiare assegnatario, rilevabile dall’Attestazione Isee ordinario», precisando che ciò avverrà nella misura stabilita da apposita tabella. Tabella che specifica abbattimenti rapportati al reddito, alla superficie locata e al numero dei componenti del nucleo familiare. Ma anche maggiorazioni: per esempio del 150% nel caso in cui l’Isee non sia presentato per un anno, del 300% nel caso in cui non sia neppure presentato l’anno successivo.
Il 5 ottobre 2018, con un’altra delibera, la Giunta ha chiesto all’Arer di «monitorare l’applicazione dei nuovi canoni di locazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica per verificarne l’equità al fine dell’introduzione di parametri di valutazione dello stato manutentivo dell’immobile e dell’indicatore Isee al posto dell’Ise».
Il 31 maggio 2019, l’assessore Stefano Borrello ha scritto all’Arer invitandola a prendere in considerazione il criterio della vetustà nella determinazione dei canoni di locazione che sarebbero decorsi dal 1° luglio successivo.
Il 5 giugno, Arer ha risposto che era in corso l’acquisizione delle attestazioni Isee funzionali al ricalcolo e che, successivamente, sarebbe stata effettuata la riparametrazione richiesta.
Chi ci guadagna e chi ci perde
I tecnici Arer hanno effettuato una verifica sulla situazione delle locazioni nel Quartiere Cogne. Su 650 alloggi utilizzati quali campione, 250 hanno registrato una diminuzione del canone; 400 sono in aumento e, fra questi, una sessantina lo è per mancata presentazione della documentazione richiesta. Gli aumenti al di sotto di 50 euro sono circa 200. L’affitto più basso è di 28 euro mensili e i più elevati (escusi quelli penalizzati dalla mancata presentazione) sfiorano i 500 euro (si tratta di alloggi che superano gli 80 mq di superficie, occupati da nuclei con Ise elevato).
Vi sono nuclei assegnatari di casa popolare sull’intero territorio valdostano e il patrimonio gestito da Arer consta di circa 8mila alloggi.
Fra gli abitanti, ve ne sono alcuni la cui dichiarazione Ise sfiora i 100mila euro.
Perché mantenere locatari da 500 € in un’alloggio Erp
L’assessore Borrello specifica che l’attuale previsione normativa prevede che possano continuare a occupare una casa popolare nuclei il cui reddito potrebbe giustificare una locazione ordinaria. E aggiunge: «Le entrate delle locazioni sono utilizzate per effettuare gli interventi di manutenzione al patrimonio immobiliare e per realizzare nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti. Dunque è opportuno che vi siano canoni dal valore differenziato, affinché quelli più importanti compensino quelli meno sostanziosi, che non potrebbero garantire la copertura degli interventi».
Pubblicato / aggiornato
il 21/09/2019 alle 06:14
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Categoria:
Politica e Amministrazione / Video