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L’asilo nido Samuele Rosset di Châtillon compie 50 anni

L’asilo nido Samuele Rosset di Châtillon compie 50 anni (©Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin) - Lo staff dell'asilo nido Samuele Rosset di Châtillon

L’asilo nido Samuele Rosset di Châtillon, nato nel 1973, ha raggiunto il traguardo dei cinquant’anni.

Nel gennaio del 1973 nacque il in via Chanoux nei locali ristrutturati del Jeuvenat delle suore di San Giuseppe. La struttura venne gestita direttamente dal comune con personale proprio: la responsabile Milla Veglio, quattro puericultrici e una cuoca inserviente. Il nuovo servizio suscitò dapprima diffidenza nella popolazione, tanto che gli amministratori iscrissero i propri figli per poter avere il numero minimo di sei bambini frequentanti. Già dall’anno seguente fu necessario definire dei criteri di ammissione perché le domande furono numerose. Si rivelò indispensabile progettare la costruzione di una nuova struttura, quella attuale – negli anni ristrutturata e ampliata – inaugurata nel 1976. L’asilo nido fu intitolato a Samuele Rosset nel 2000 quando la sua capienza passò da 33 a 40 posti. Il servizio è stato gestito dal Comune di Châtillon con personale proprio fino al passaggio, nel 2016, all’Unité des Communes Valdôtaines Mont-Cervin.

Un convegno

Sabato 16 settembre, a Châtillon, si è svolto il convegno Dalle radici alle ali seguito dalla cerimonia ufficiale, dalla visita ai locali del nido e alla mostra fotografica allestita all’interno della struttura.
Il nido è un contesto che protegge, cura e sostiene la vita dei bambini dando loro sicurezza. Come un tronco, resistente e flessibile, il nido sostiene la crescita e offre nutrimento: è la linfa delle relazioni, della fiducia e dell’autonomia. Dove autonomia non significa fare tutto da soli, ma poter scegliere. Dove saper chiedere aiuto è una competenza perché i bambini che sanno chiedere aiuto sono anche quelli in grado di offrire aiuto.

Il convegno è proseguito con una riflessione sulla vita al nido.
Il gruppo di lavoro del nido “dott. S. Rosset” lavora nella convinzione che educazione è cura e che, quindi, ogni momento della giornata abbia un intrinseco valore educativo. Le scelte pedagogiche partono dall’idea che al bambino vadano offerti contesti ricchi e sfidanti da esplorare, uniti a buone domande più che a molte risposte ed indicazioni da parte dell’adulto. Le educatrici – oggi se ne contano sette – sono in atteggiamento di osservazione continua. L’adulto resta in disparte, mentre al centro c’è il bambino che viene accolto e sostenuto nel rispetto dei suoi tempi e bisogni di crescita. Nel contesto del nido spazi, tempi e materiali sono sempre più orientati a un’idea di semplicità. Peraltro gli spazi a disposizione del nido di Châtillon fanno sì che la struttura sia tra le più funzionali in Valle d’Aosta.
In conclusione la parola è passata alle famiglie. Alle loro parole di ringraziamento è stato dedicato un angolo all’interno della mostra fotografica. La metafora dell’albero evoca in modo eloquente la realtà del servizio. Le radici – la storia – sono essenziali, senza di esse la pianta non esisterebbe, il tronco è poi ciò che dà solidità e linfa – il senso -, ma ciò che rende un albero colorato e vario al variare delle stagioni, ciò che lo rende bello a vedersi, ciò che porta ristoro e ricchezza sono i rami con le loro foglie che si muovono col vento e danno ombra, i fiori che appagano la vista e i frutti. Le ali sono le prospettive di futuro, rappresentate dalle famiglie che in tutti questi anni ci hanno dimostrato fiducia e collaborazione e che in questo cinquantennale hanno lavorato al nostro fianco fin dalla fase di progettazione ha concluso la coordinatrice del nido d’infanzia Stefania Sasso.

Pubblicato / aggiornato il 21/09/2023 alle 09:53
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Categoria: Cultura