Anche la Valle d’Aosta a L’Italia delle Regioni 2023
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I presidenti delle Regioni a Statuto Speciale con Giorgia Meloni il 3 ottobre 2023
Dal 30 settembre al 3 ottobre 2023, la Valle d’Aosta prende parte a L’Italia delle Regioni, un festival itinerante ospitato nella sua seconda edizione dalla Regione Piemonte.
Per il 2023 la manifestazione si snoda da Piazza Castello, che si trasformerà in un Villaggio delle Regioni, all’insegna delle eccellenze territoriali, ai luoghi simboli della Storia d’Italia. Da Palazzo Reale al Teatro Carignano, che ospiteranno, lunedì 2 e martedì 3 ottobre, due giornate di incontri istituzionali di grande caratura passando per l’Archivio di Stato dove si terranno i tavoli tematici con presidenti, assessori regionali e stakeholder.
La manifestazione si articola in diversi momenti, con inizio il 30 settembre con l’apertura degli stand promozionali di ogni Regione, allestiti in piazza Castello fino al 2 ottobre.
Musica e spettacolo sono invece in programma il 1° ottobre, a partire dalle 21, all’Auditorium RAI, in via Rossini 15, per una serata durante la quale di alterneranno sul palco gruppi in rappresentanza di ogni Regione. Portacolori della Valle d’Aosta saranno il gruppo folcloristico e la corale de Lou Tintamaro di Cogne, diretti da Myriam Brocard.
Nella mattina del 2 ottobre, il programma de L’Italia delle Regioni prevede a Palazzo reale un momento istituzionale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale per la Valle d’Aosta hanno preso parte il presidente Renzo Testolin e l’assessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR e Politiche nazionali per la Montagna Luciano Caveri.
A seguire, sempre a Palazzo reale, si sono susseguiti i momenti di confronto e di approfondimento su tematiche di interesse comune.
Al tavolo su Le grandi infrastrutture motore del Paese è intervenuto il presidente Renzo Testolin che ha dichiarato: La lungimiranza di chi sessant’anni fa ha creato il Tunnel Monte ha fatto nascere non soltanto un passaggio verso l’Europa, ma ha creato una comunità intorno al Monte Bianco stesso, di cui la Valle d’Aosta fa parte.
Valle d’Aosta che – come ha ricordato Testolin – nel quadro delle problematiche internazionali, legate alla chiusura del Fréjus, ha fatto la sua parte sobbarcandosi il 200 per cento in più del traffico pesante. Questione che ha posto l’accento sull’importanza dei due trafori presenti sul nostro territorio e sulla necessità di un raddoppio del traforo Monte Bianco, non solo per fini commerciali ma anche per consolidare e per garantire una continuità di quel rapporto culturale tra le comunità, nato sessant’anni fa con il Tunnel e che continua tutt’oggi con le collaborazioni e le intersezioni che abbiamo tra territori limitrofi, nel quadro di collaborazioni e confronti anche attraverso progetti europei e che portano un valore aggiunto.
Non sono però sufficienti le interazioni e i rapporti tra i territori, è necessario l’intervento statale molto più importante, così come del via libero delle comunità internazionali che possano veramente trovare una sintesi, magari anche tramite il Trattato del Quirinale che ha tracciato una linea di condotta molto importante tra Italia e Francia, per arrivare a risolvere una questione problematica che non è soltanto della piccola Valle d’Aosta, ma è tematica di un intero Paese.
Testolin ha inoltre portato all’attenzione del tavolo dei grandi progetti infrastrutturali il tema dell’energia idroelettrica e della strategicità della proroga delle concessioni idroelettriche, Concessioni – ha detto Testolin – che creerebbero senza chiedere risorse allo Stato un volano di investimenti per l’efficientamento delle infrastrutture di derivazione idrica, creazione di bacini multifunzionali (agricoltura/innevamento/idroelettrico) e una maggior produzione di energia idroelettrica. Incremento questo fondamentale per l’intero sistema economico e produttivo, soprattutto in questo periodo di transizione energetica oltre che per una sempre maggiore e virtuosa crescita economica del nostro territorio, anche attorno alla produzione di energia rinnovabile.
Al tavolo dell’internazionalizzazione dei territori, nel pomeriggio all’Archivio di Stato, ha preso parte l’assessore Luciano Caveri che in apertura di intervento ha sottolineato la propria emozione per il contesto che ha ospitato il grande evento: In questo luogo c’è tutta la storia del Duché d’Aoste di cui la nostra Regione autonoma è in qualche modo erede.
L’Assessore Caveri ha poi centrato il proprio intervento sul ruolo europeo delle Regioni: “Esiste un ruolo europeo delle Regioni, che parte dal motivo stesso per cui oggi le Regioni si riuniscono a Torino: nella logica di evitare il Divide et impera, è molto importante che le Regioni abbiamo tra di loro una forte solidarietà e coesione contro le tentazioni centraliste. E in scala europea è importante che il Comitato delle Regioni assuma un ruolo determinante. Come altrettanto importante è la fase ascendente che possa portare ad una realtà nella quale in alcuni tavoli a livello europeo, accanto ai Ministri possano sedersi i rappresentanti delle Regioni che sono più vicini alle realtà e devono tutelare le competenze e i poteri regionali.
Parlando del ruolo della Montagna, per il quale ha le deleghe anche nell’ambito della Conferenza delle Regioni, l’Assessore Caveri ha sottolineato che: Da questo puti di vista siamo molto europeisti, nel senso che molti di noi partecipano a diverse istanze, quali quelle delle Euroregioni, della macroregione alpina, dell’Interreg, che ci permettono di guardare a geometrie diverse. Dal semplice regionalismo italiano ci spingiamo molto più in là, per vedere le questioni in maniera diversa, da un’altra angolatura, su temi che sono importanti perché sono momenti in cui si esportano idee e ci si confronta con Regioni che hanno gli stessi problemi. Penso alla differenza dell’applicazione del patto di stabilità in altre Regioni europee, il cui utilizzo noi abbiamo subito perché non era così coincidente con le democrazie locali, come invece era in altri Paesi europei. Penso al Pnrr e ai fondi strutturali su cui Roma tenta un eccesso di dirigismo.
E’ molto importante quindi che vi siano tavoli come quelli aperti oggi a Torino, in cui si possa sentire la voce della Regioni, che abbiano tra loro uno scambio costruttivo e intelligente e che possano essere così competitive a livello europeo e nel mondo, mantenendo forte la centralità delle Regioni, secondo quel famoso principio che è il principio della sussidiarietà.
Sempre nella giornata del 2 ottobre, alle 17.30, la Valle d’Aosta ha presentato i prodotti del territorio: sapori e saperi dell’enogastronomia valdostana saranno illustrati dall’agrotecnico Diego Bovard, che ha accompagnato il racconto con una degustazione di formaggi, salumi, prosciutto e vini.
Il Festival delle Regioni per la Valle d’Aosta è stata anche l’occasione, durante tutte e tre le giornate, per fare conoscere al grande pubblico che affollerà piazza Castello uno dei tesori più belli e più antichi della Valle d’Aosta: l area megalitica di Saint-Martin de Corléans, riproposta nello Spazio Metaverso del Festival in versione 3.0 con modalità tecnologiche altrettanto suggestive e spettacolari.
Il 3 ottobre alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni,si sono chiusi i lavori della manifestazione, al Teatro Carignano, con due tavole rotonde con Ministri e Presidenti di Regione. Temi gli incontri: Le Regioni per lo sviluppo economico e per i territori e PNRR e welfare nuove sfide per le Regioni.
I presidenti della Speciali consegnano a Meloni una bozza di disegno di legge costituzionale per l’implementazione degli Statuti
I presidenti delle Regioni a Statuto Speciale hanno consegnato al presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, la bozza del disegno di legge costituzionale per l’implementazione degli Statuti speciali come declinato dall’articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001 che contempla forme più ampie di autonomia rispetto a quelle già attribuite.
«La bozza di disegno di legge che oggi abbiamo sottoposto all’attenzione del Presidente Meloni – spiega il presidente della Regione Renzo Testolin – nasce dall’esigenza comune delle Autonomie di recuperare l’esercizio delle competenze già assegnate dai rispettivi Statuti, aggiornandone i limiti, in armonia con i dettami costituzionali, e soprattutto fissando il principio dell’intesa.
In particolar modo,l’attenzione delle Speciali è volta all’ampliamento delle competenze in diversi settori quali, a titolo esemplificativo, l’edilizia e l’urbanistica, il governo del territorio, le consorterie e i domini collettivi.
Nel documento consegnato oggi a Meloni vi è quindi la richiesta dell’apertura di un confronto serio e costruttivo su una tematica che per noi da sempre rimane prioritaria».
Alla luce di ciò il gruppo consiliare il gruppo consiliare Rassemblement Valdôtain chiede una riunione urgente della prima Commissione sul disegno di legge costituzionale riguardante gli Statuti speciali: «un provvedimento che si annuncia particolarmente importante perché riguarda la nostra autonomia speciale e le nostre competenze statutarie – osservano i consiglieri di RV -. Ci chiediamo: il presidente del Consiglio Valle, la Giunta regionale, il presidente della prima Commissione sono a conoscenza dei contenuti di questo disegno di legge? E perché non è stato coinvolto l’intero Consiglio, che è l’organo rappresentativo della comunità? Auspichiamo che il presidente della prima Commissione convochi con estrema urgenza una riunione per audire il presidente della Regione in merito. Su tematiche di questa rilevanza ci vorrebbe maggiore sensibilità e rispetto per gli organismi assembleari.»
Pubblicato / aggiornato
il 04/10/2023 alle 09:17
Categoria:
Politica e Amministrazione