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Giornata internazionale della Montagna 2023

Giornata internazionale della Montagna 2023

Ripristinare gli ecosistemi montani è il tema scelto dalla Fao per celebrare la Giornata internazionale della Montagna 2023, con l’intento di includere le montagne nell’iniziativa del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021/30.

Il Decennio rappresenta infatti un’opportunità per far convergere sostegno politico, ricerca scientifica e risorse finanziarie per aumentare significativamente le attività di ripristino e prevenire il degrado degli ecosistemi montani.

Lunedì 11, data stabilita dall’Onu come Giornata internazionale della Montagna, sono in programma alcuni eventi.

Alle ore 10, nella Sala Olivero del Forte di Bard, si è svolta la tavola rotonda Ecosistemi montani nel 2050, nel corso della quale l’assessore Luciano Caveri ha dialogato con vari esperti di  alpinismo, parchi e aree protette, villaggi e città del futuro, ampelografia e enologia, biologia, zoologia e ricerca, per capire come può presentarsi la Valle d’Aosta tra trent’anni.
Collegato da remoto dall’Oregon, Massimo Bionaz, professore dell’Oregon State University, ex allievo dell’Institut agricole régional, ha illustrato la differenza tra la tipologia di montagne presenti in Oregon e quelle valdostane, per soffermarsi poi sulle similitudini che caratterizzano i due territori, chiamati ad affrontare questioni comuni quali il cambiamento climatico, la tutela dell’ambiente, il lavoro in campo agricolo e il futuro dell’allevamento per la produzione di carne e latte.
Rocco Scolozzi, ricercatore dell’Università di Trento e divulgatore scientifico, è intervenuto on line tratteggiando i diversi atteggiamenti che si possono avere rispetto al futuro per evidenziare la necessità di essere lungimiranti e capaci di adattarsi ai cambiamenti che ci attendono (tra questi, oltre al cambiamento climatico, vi è il calo demografico), così da essere, per le generazioni a venire, ‘dei buoni antenati’.
Dell’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura ha parlato, invece, Giulio Moriondo, ricercatore in campo vitivinicolo, che ha illustrato le possibili ripercussioni sull’economia del sistema regionale, anche in termini di concorrenza esercitata dai Paesi che di recente hanno avviato la produzione vinicola. Dinanzi alla perdita di superficie coltivabile, alla siccità e all’impoverimento dei terreni si dovrà rispondere con un’attenzione e una cura ulteriore del suolo, che potrà passare anche dal recupero e mantenimento dei terrazzamenti che contraddistinguono il nostro territorio.
Federica Bieller, Presidente di Funivie Monte Bianco, esperta di marketing e turismo, si è rivolta, in particolare, ai numerosi studenti presenti in sala per evidenziare che la vera risorsa sono i giovani cui è chiesto di ripensare il futuro comune. La promozione turistica della Valle d’Aosta si dovrà basare sulla tecnologia unita alla capacità di emozionare, di regalare esperienze e di suscitare sentimenti in chi decide di visitare la regione. In tal senso, grande attenzione dovrà essere rivolta alla diversificazione dell’offerta turistica, che dovrà coniugare tipicità, qualità e bellezza.
Il direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso, Bruno Bassano, ha evidenziato come il Parco rappresenti un luogo significativo per la raccolta di dati ed ha approfondito le conseguenze del cambiamento climatico soprattutto sulla flora e la fauna valdostane. Alcuni fenomeni connessi all’aumento delle temperature sono già visibili, tra cui lo spostamento degli animali in zone altimetriche più elevate, la perdita di umidità dei suoli (che potrebbe generare problemi di desertificazione) e l’abbandono di attività antropiche nelle vallate.
Joel Bérard, ex allievo dell’Institut agricole régional, ora responsabile del Dipartimento sistema di produzione animale e salute animale dell’Istituto Agroscope di Friburgo, si è soffermato sul concetto di qualità in campo agroalimentare, che dovrà assumere in futuro una valenza più ampia, tale da inglobare anche la modalità con cui avvengono le produzioni e la sostenibilità ambientale.
Alex Armand, professore associato di economia alla Nova School of Business and Economics dell’Universidade Nova de Lisboa, esperto di dinamiche comportamentali nel contesto socio-politico attuale, ha rimarcato l’importanza di essere lungimiranti, così da rispondere ai cambiamenti in corso che possono anche porsi come opportunità, se affrontati correttamente. Sempre Armand ha accennato alle nuove tecnologie che potranno essere uno strumento utile per rispondere alle sfide, specie da parte dei giovani che hanno migliore attitudine all’utilizzo di tali strumenti.
In ultimo, Ezio Marlier, Presidente dell’Unione Valdostana Guide Alta Montagna, ha sottolineato che la Valle d’Aosta è una filiera e le guide alpine sono un anello di questo scenario: partendo dalle tradizioni occorre valorizzare la qualità e mantenere i mestieri del territorio, adeguandosi e trasformandoli tenendo conto delle esigenze del momento.

A seguire, alle ore 14.30, sempre nella Sala Olivero, si è tenuto il convegno La montagna di ghiaccio, a cura degli Enti aderenti alla Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani e dell’Associazione Forte di Bard.

Alle ore 18, nella Sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, la presentazione del libro I Sella in Valle d’Aosta. Imprenditori e alpinisti tra Ottocento e Novecento di Teresio Gamaccio e Maurizio Sella, con Pietro Crivellaro.

Linee. La montagna al centro

La rassegna comprende tre incontri organizzati, nel salone ducale del Comune di Aosta, per affrontare e approfondire diversi temi legati al mondo delle terre alte.
«La montagna non è solo alpinismo, anzi quest’attività è molto recente. Il nome ha molti significati che appartengono ai diversi ambiti delle terre alte, dalle linee di confine, alle lnee delle creste delle monatgne, alle linee delle vie alpinistiche, alle linee delle carte geografiche» ha esordito l’assessore agli affari europei, innovazione, Pnrr e politiche nazionali per la montagna della Regione autonoma Valle d’Aosta, Luciano Caveri.

Si inizia martedì 14 novembre, alle ore 18, con Francesco Casolo, scrittore, Michele Freppaz, glaciologo, e Silvia Stefanelli, consulente della Commissione europea sui progetti di mitigazione climatica, che si sono confrontati su clima e ambiente.

Martedì 21 novembre, alle ore 18, Laura Battaglia, giornalista e Franco Faggiani, scrittore, ha affrontato la tematica della guerra.

Il terzo e ultimo appuntamento è dedicato al design e all’attrezzatura. Ne parleranno: Giampaolo Allocco, designer, Charlotte Bonin, atleta e Oliviero Gobbi, amministratore delegato della Grivel Mont Blanc.

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Pubblicato / aggiornato il 12/12/2023 alle 09:06
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Categoria: Cultura