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A Quart, la conferenza Cosa sta succedendo nella scuola? Teoria gender: un approccio scientifico al di sopra delle ideologie

A Quart, la conferenza Cosa sta succedendo nella scuola? Teoria gender: un approccio scientifico al di sopra delle ideologie (©Valle d'Aosta Futura)

Martedì 21 novembre 2023 alle ore 20.30 nella sala conferenze dell’Ecoworkingsi è svolta conferenza Giù le mani dai bambini!. Cosa sta succedendo nella scuola? Teoria gender: un approccio scientifico al di sopra delle ideologie a tutela dei nostri bambini e dei nostri ragazzi.

Relatrice della serata è stata Annarita Iannetti, medico chirurgo, esperta in neuroscienze, master in PNEI, master in medicina biointegrata, counselor, master in ottimizzazione neuropsicofisica e CRM terapia, impegnata da venticinque anni in campagne di promozione alla salute.

Il comitato Educazione e Libertà Valle d’Aosta (EducaLiberaVdA), moderatore dell’evento, citando le affermazioni di Iannetti, evidenzia: «Se le persone non sono in grado di scegliere perché non conoscono, qualcuno sceglierà per loro e la società sarà gestita da ‘altri’ che non hanno a cuore la salute dell’individuo”, si oppone categoricamente alla formazione “carriera alias” perché ignora del tutto i principi delle neuroscienze,  della epigenetica, dello sviluppo della personalità dei preadolescenti, basandosi sulla mistificazione che “ogni comportamento umano sia fondato sull’apprendimento».

Il Comitato ha così riassunto la serata: «un pubblico attento e partecipativo, formato da genitori, insegnanti e cittadini ha contribuito al dibattito con domande ed interventi, dimostrando un vivo interesse per le tematiche in discussione e che, in taluni casi, ha denunciato azioni già intraprese in alcune scuole volte a ledere il primato educativo della famiglia, intervenendo nella sfera intima dell’individuo riguardante la sessualità, in termini di gender. Il dibattitto stimolato dalla tematica della serata è risultato necessario e fondamentale perché ha ribadito che la delicatezza dell’argomento non può prescindere dal coinvolgimento delle famiglie, primo soggetto a cui la Costituzione Italiana riconosce il ruolo educativo.
Gli organizzatori esprimono piena soddisfazione per l’attiva partecipazione della comunità e un sincero ringraziamento per la presenza di tre consiglieri regionali a cui è stata ribadita la responsabilità di preservare l’integrità dei bambini e dei ragazzi contro teorie astruse che potrebbero compromettere il loro sviluppo, e nello specifico quella della carriera alias. I presenti, durante il confronto, hanno espresso preoccupazione nel caso in cui le Istituzioni Regionali, spinte da movimenti e partiti politici, decidessero di promuovere iniziative a favore dell’introduzione della carriera alias nelle scuole; si sono augurati che tali decisioni non vengano prese con superficialità e senza cognizione di causa, ma che ci sia consapevolezza delle responsabilità a cui si espongono perché in gioco c’è il benessere di tutti i bambini e le bambine, di tutti i ragazzi e le ragazze la cui identità è in via di formazione.
Molti genitori e docenti hanno sottolineato la necessità di una corretta informazione sul tema che non può essere, come avvenuto finora, a senso unico e cioè dettata da politiche ideologicamente orientate invece che da incontri formativi e informativi di valenza scientifica.
Durante il confronto è infine emerso un altro e rilevante aspetto: la carriera alias presenta rilievi di natura giuridica. Quasi sempre, le scuole che la introducono fanno leva sul DPR 275/1999, recante la disciplina in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche. Il fatto è che, in assenza di una normativa specifica, evocare tale norma appare alquanto parziale e arbitrario. Questo per un motivo semplice: l’articolo 4 del citato DPR presuppone, quale componente finalistica della norma, il rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema. Quindi la pur rilevante autonomia scolastica non può essere tirata in ballo per l’adozione di provvedimenti che non trovino in una norma, ad oggi assente, il loro fondamento giuridico e soprattutto che vede moltissimi genitori sfavorevoli alla loro introduzione e trattazione.
La relatrice ha offerto spunti illuminanti, sottolineando l’importanza del ruolo dei genitori e degli insegnanti, dotati delle adeguate competenze, nel frenare decisioni educative prive di fondamento scientifico che, a breve, potrebbero coinvolgere le scuole della Valle d’Aosta. La dottoressa ha illustrato come la teoria gender e la carriera alias, secondo la quale un individuo è uomo o donna, maschio o femmina non in base a come è strutturato anatomicamente, biologicamente e sessualmente, ma in base a ciò che si sente di essere al momento. Ha ribadito alla luce delle evidenze scientifiche che il cosiddetto “gender fluid” è una teoria puramente ideologica e irrispettosa delle consolidate conoscenze della psicologia e delle neuroscienze. 
La teoria gender introdotta nelle scuole produrrebbe negli alunni confusione, situazioni di disagio e destabilizzazione in quella particolare e delicata fase dello sviluppo psicofisico che dura per tutta la vita scolastica.
La decisa presa di posizione degli organizzatori nei confronti di iniziative apparentemente educative, ma che di fatto, ignorano le tematiche legate al genere e alla sessualità dettate dalla biopsicologia (disciplina nata dalla psicologia, neuroanatomia e neurofisiologia) ha motivazioni scientifiche consolidate, basate su studi che identificano e descrivono i meccanismi alla base del comportamento degli esseri viventi, considerati come un’unità integrata con il loro ambiente naturale e che dovrebbe essere oggetto di studio e di approfondimento da parte di chi ha la responsabilità di ragazzi in crescita.
Durante la serata, Iannetti ha sottolineato che l’educazione sessuale, non solo intesa come prevenzione alle gravidanze indesiderate e alle malattie trasmissibili, ma come riflessione profonda sull’identità di genere, deve essere fornita immediatamente a insegnanti e genitori e in un secondo momento ai giovani adulti. Questo perché la maturazione dell’individuo da un punto di vista psiconeurologico avviene intorno ai 17/18 anni per le ragazze e ai 20/21 anni per i ragazzi e solo da quel momento essi possono affrontare con cognizione di causa questioni legate all’identità sessuale. Diverso è il discorso dell’educazione all’affettività e alla sessualità che con il linguaggio adatto all’età e portato avanti da personale competente è auspicabile avvenga durante il percorso formativo, soprattutto a partire dall’età puberale, quando la sessualità effettivamente entra a far parte della sfera dell’individuo.
È fondamentale comprendere che non esiste una libertà sessuale vera e propria poiché un individuo eterosessuale non è libero di scegliere di essere omosessuale, e viceversa. 
Le influenze prenatali modellano i desideri sessuali, e il pansessualismo crescente è correlato all’aumento dell’inquinamento ambientale.
È innegabile che la teoria gender non abbia una base fisiologica, ma piuttosto sia un’invenzione culturale. Considerare il genere come “fluido” è un delitto, poiché il genere è determinato ancor prima della nascita.
La sessualità è plasmata dalla complessità della biologia umana e il periodo pre-natale è fondamentale per la definizione sia del genere sessuale che per l’orientamento sessuale del futuro individuo. Meccanismi ormonali complessi influenzano la formazione dell’individuo durante la gravidanza e va portata attenzione al procedimento di attivazione o meno di questi mediatori essenziali non subisca interferenze gravi dovute soprattutto all’inquinamento ambientale. Elementi disturbatori come interferenti endocrini, plastica e farmaci contribuiscono a un ambiente inquinato, spesso nascosto per ragioni economiche, che a sua volta determinano delle modificazioni nella formazione dell’individuo che portano a comportamenti complessi.
In sintesi, comprendere la biologia del comportamento e riconoscere gli impatti degli interferenti ambientali è cruciale per costruire una società informata e armoniosa con le leggi della natura e pertanto si invita a una riflessione collettiva sulla necessità di un approccio più consapevole verso la scienza, affinché possiamo guidare il nostro progresso rispettando le fondamenta su cui poggiano le leggi della natura.
Come educatori e genitori dobbiamo essere pronti ad accogliere e sostenere coloro che esplorano identità sessuali al di fuori dei canoni tradizionali, soprattutto considerando che l’omosessualità e la transessualità, a causa dell’inquinamento ambientale, è quadruplicata nelle popolazioni occidentali, ma non appoggeremo mai teorie astruse che sanno più di propaganda politica badata su preconcetti e ignoranza che di scienza e coscienza.
In un contesto mediatico sempre più orientato all’intrattenimento, riflettiamo sulla necessità di affrontare con discernimento e consapevolezza le complesse tematiche legate al genere e alla sessualità, specialmente nell’ambito educativo.
Siamo convinti che la coesione sociale richieda anche una comprensione profonda delle leggi della natura, spesso in contrasto con le convinzioni culturali occidentali e siamo consapevoli che la tendenza a opporsi anziché armonizzarsi con la natura può portare a credenze erronee, come l’idea che la tecnologia possa eludere le leggi naturali»
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Pubblicato / aggiornato il 27/11/2023 alle 08:46
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Categoria: Cultura