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Ausl VdA: Mauro Occhi è il nuovo direttore sanitario

Mauro Occhi, 64 anni, originario di Genova, dal 1° febbraio è il nuovo direttore sanitario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, in sostituzione di Guido Giardini, che ha lasciato l’incarico il 29 dicembre 2024, rientrando nel suo ruolo di direttore della struttura di neurologia.

Mauro Occhi arriva dall’Azienda sanitaria locale di Asti, dove negli ultimi tre anni è stato direttore sanitario: precedentemente, aveva guidato, dal 2017 al 2020, il distretto socio sanitario di Torino 3 e, prima ancora, dal 2014 al 2016, il Distretto sanitario 3 di Genova. Dopo la laurea in medicina a chirurgia, nel 1985, aveva iniziato la sua esperienza professionale all’Istituto Gaslini di Genova, come pediatra e poi come radiologo.
Diversi i suoi incarichi internazionali in 27 Paesi, tra cui Pakistan, Afghanistan, Cambogia, Filippine, Libano, Nigeria, Mozambico e diversi Stati africani come consulente per il drug management, la gestione dei farmaci e per il TB program contro la tubercolosi, anche in scenari di guerra e situazioni di crisi umanitarie, arrivando poi alla Emory University di Atlanta, in Georgia, negli Stati Uniti, dove si è occupato di gestione della salute pubblica.

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La nuova Direzione strategica dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta con l’assessore regionale Carlo Marzi, da sinistra, Mauro Occhi, nuovo direttore sanitario, Carlo Marzi, il direttore generale Massimo Uberti e il direttore amministrativo Marco Ottonello

«Mauro è un collega che io conosco da qualche anno ed ha esperienza sia in ospedale sia sui servizi territoriali – ha commentato Massimo Uberti, direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta nel pomeriggio di martedì 6 febbraio 2024 – ha una lunga esperienza in vari Paesi del mondo, nel Pacifico e nell’Africa per l’Oms, quindi anche rispetto alla programmazione e la gestione di servizi un po’ particolari che ovviamente non si applicano qua, ma l’apertura mentale e le sue competenze saranno sicuramente preziose. Negli ultimi tre anni è stato direttore sanitario all’Azienda di Asti, dove avevo lavorato anch’io prima del suo del suo mandato, e in questi anni in Piemonte abbiamo avuto modo di conoscerci. Io lo stimo molto e sono sicuro che ci darà una grande mano per affrontare il futuro di questa sanità valdostana che anche tanti ha tanti problemi, ma che ce la mettiamo tutta per provare a risolverli».

«Per noi è assolutamente un piacere e un onore avere qui Mauro Occhi – ha aggiunto Carlo Marzi, assessore alla Sanità, salute e politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta – e siamo assolutamente lieti e speranzosi rispetto a tutta l’esperienza che porta con sé da fuori dal territorio valdostano, così da rappresentare un’occasione di arricchimento per la nostra Azienda sanitaria locale».

«Il ruolo del direttore sanitario è abbastanza operativo ed è al servizio di una Direzione strategica che riceve un mandato dal livello istituzionale – ha precisato Mauro Occhi, nel suo primo intervento pubblico nel nuovo incarico – i propositi sono quindi quelli di stare dentro questo filone istituzionale senza particolari fantasie creative. Con Uberti c’è una conoscenza ed un antico rapporto di cordialità che naturalmente costituiscono un grande vantaggio e quindi, a parte questi primi giorni un po’ confusionari perché devo cercare l’assetto giusto, tra cui la casa, la logistica e l’orientamento in mezzo ad una realtà complessa, mi propongo di essere operativo a breve».

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Il dottor Mauro Occhi, nuovo direttore sanitario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta

«La scelta di Aosta è di una località dove ho avuto il privilegio di avere numerose relazioni e numerose esperienze – ha continuato il neo direttore sanitario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta – c’erano alternative più comode, più economiche e più accattivanti. Ho fatto una scelta professionale ma ad Aosta ci vengo anche a vivere e spero che questo costituisca anche un vantaggio nel conoscere le dinamiche regionali. Sento di avere dei punti forti nel fatto di portare qui le traduzioni extra-valdostane dei problemi di cui parliamo perché quando sono sollecitato sul problema dei tempi di attesa, quando sono sollecitato sui problemi dei quali si parla a livello nazionale è un vantaggio aver visto come funziona in altre regioni e in altri Paesi, e quindi questo tipo di confronto sento di poterlo fare e lo farò a vantaggio delle persone che ho cominciato a incontrare in ospedale. Ad esempio, se noi creiamo degli ambienti dove culturalmente si cresce e si vive in una cordialità di rapporti, questo porterà attrattività che è cosa diversa rispetto a quello che si poteva intendere negli anni Settanta quando andavamo a Torino, perché lì c’era la “Tac”. Adesso questa idea non funziona più e si può anche scegliere di andare in una posizione logisticamente meno favorevole se c’è una professionalità di riferimento che faccia scuola».

«Se mi dovessi esprimere adesso sul modello valdostano dopo sole 72 ore di lavoro mi parrebbe di essere presuntuoso – ha dichiarato ancora Mauro Occhi, incalzato dai giornalisti – sulla gestione dell’ospedale c’è uno standard nazionale che parametra la disponibilità dei posti letto sulla base della popolazione residente e dal quel punto di vista noi stiamo abbastanza bene. Poi ci sono altre dimensioni che sono più complesse perché la quella territoriale di intercettare il problema prima che diventi così complesso da dover andare in ospedale e questo tipo di cultura preventiva che identifica il ricovero stesso come un insuccesso è un tema più grande rispetto al ruolo che devo svolgere, ma ci stiamo ragionando. Dopo aver lavorato in giro per il mondo, ad Atlanta e a Toronto non ho più curiosità residue nei confronti di quel mondo, ma ne ho molte invece nei confronti di questo tipo di realtà, quella delle piccole comunità e su questo adesso a me interessa dire la mia».

Pubblicato / aggiornato il 07/02/2024 alle 09:21
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Categoria: Salute / Video