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Tutti contro Aloisi per Émile Chanoux

Tutti contro Aloisi per Émile Chanoux Émile Chanoux

Le affermazioni di Domenico Aloisi al congresso di Fratelli d’Italia, attraverso le quali ha voluto sottolineare l’adesione di Émile Chanoux al Partito fascista non hanno mancato di sollevare un coro di rimostranze.

Partito democratico

Il Partito democratico, domenica 18 febbraio 2024, ha diffuso la nota seguente: «Negare la storia, riscriverla, modificarla sono i primi passi che ogni dittatura compie e ha compiuto in passato. Chi studia la storia sa quale sia il rischio in questi casi.
Sempre più spesso le destre del nostro Paese mettono in dubbio diritti e valori su cui l’Italia e la sua Costituzione si fondano. Abbiamo cercato e continuiamo a lottare affinché tutto ciò non venga messo in discussione. Negare la Resistenza o voler riscrivere la Resistenza implica una volontà di nascondere la storia che ha portato alla liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazi-fascista. 
Mettere in discussione la figura di Emile Chanoux e il suo sacrificio per la Valle d’Aosta è inquietante e spaventa tutte e tutti noi del Partito Democratico. 
Durante il congresso di Fratelli d’Italia, Domenico Aloisi ha affermato proprio la volontà di riscrivere la storia della Resistenza in Valle d’Aosta, affermando inoltre, citando Almirante, “il fascismo fa parte della storia: qui nessuno di noi è fascista, così come nessuno di noi è antifascista”.
Purtroppo, ci aspettavamo queste dichiarazioni anche in Valle D’Aosta e puntualmente sono arrivate. Senza remore e senza pudore in un pomeriggio qualunque Emile Chanoux diventa fascista, con approssimazione storica e revisionismo a piene mani. Il peggio del peggio. No cari Fratelli d’Italia, Emile Chanoux non era fascista, è stato ucciso dai fascisti, mentre è fascista invece chi crede di riscrivere la storia. Fatevene una ragione! Il vero problema siete voi che nel 2024 fate fatica a dirvi antifascisti. Un grande Paese come l’Italia non permetterà che questo modo di riabilitare una stagione orrenda fatta di negazioni e violenze abbia corso. 
In merito interviene anche la vicepresidente del Partito democratico, l’On. Chiara Gribaudo: “Non è la prima volta che esponenti di FdI fanno questo tipo di dichiarazioni. Negare l’impegno della Resistenza di Emile Chanoux non vuol dire solo riscrivere la storia della Valle d’Aosta, ma di tutta la Regione alpina, visto che è dimostrato il suo impegno e il suo lavoro oltre i confini valdostani”.
Noi siamo tutte e tutti orgogliosamente antifascisti!
».

Pays d’Aoste Souverain

Claude Vicari, per Pays d’Aoste Souverain, ha scritto: «Quelques réflexions sur les déclarations de Fratelli d’Italia à propos du Marthyr Emile Chanoux.
De temps en temps les représentants de l’extrême droite et gauche, n’ayant pas d’argumentations valables à présenter, nous disent qu’il faut récrire l’histoire parce que Chanoux avait la “tessera du parti national fasciste”.
Il faudrait bien souligner que l’histoire doit être lue en regardant l’ensemble des activités et surtout de la pensée de cet homme, plutôt qu’un aspect purement formel.
En effet, à cette époque-là, tous, pour travailler dans le domaine public et en vertu des dispositions du régime fasciste, étaient obligés à être inscrits au parti national fasciste.
Au contraire, toute l’action et la pensée d’Emile Chanoux témoignent de son profond antifascisme.
En effet, dès sa jeunesse, il avait compris que le fascisme était un mensonge : son passé au sein de la Jeune Vallée d’Aoste, son rôle pour la mise en œuvre de la déclaration de Chivasso (dont il fut le principal promoteur), ses écrits et ses essais sur l’organisation administrative du Val d’Aoste, son activisme antifasciste et d’organisateur de la résistance valdôtaine, en firent le principal protagoniste de cette époque, qui devait être conduite dans l’ombre mais qui a permis de faire capituler le fascisme. 
Il savait très bien que soit l’idéologie nationaliste (libérale et dictatoriale qu’il soit) soit l’internationalisme communiste nient les valeurs individuelles et collectives et, notamment, les particularismes des peuples.
N’oublions jamais que Chanoux fut torturé et tué par les nazi-fascistes .
Dans un moment de solitude, il est seul dans sa cellule, face à des bourreaux qui s’acharnent sur son corps. Il sait que personne n’aura l’audace de tenter la moindre action de guerre pour le délivrer. Son destin est désormais joué. Mais Chanoux aime son peuple. Il meurt en héros sans trahir le moindre de ses amis.
Tout de même, si le seul fait d’avoir une “tessera d’un parti” est le témoignage de la pensée d’une personne, il faut rappeler qu’il y en a de personnes qui ont eu dans le passé la “tessera” d’un mouvement ou parti – peut-être seulement pour convenance – dont ils renient maintenant l’action !!
».

Forza Italia

Forza Italia Valle d’Aosta ha scelto Facebook per commentare: «Alla luce di alcune recenti dichiarazioni pubbliche, come Forza Italia Valle d’Aosta, oltre a prenderne le distanze, intendiamo affermare il nostro fermo posizionamento antifascista, così come siamo sempre stati anche anticomunisti, poiché il nostro partito ripudia e combatte ogni forma di totalitarismo e dittatura. Su simili temi non può esserci alcun tipo di equivoco e simili temi non possono essere trattati con questa superficialità».

Domenico Aloisi ha commentato sotto il post: «Faccio presente che, il sottoscritto, in occasione del Congresso di FdI , illustrando l’uso indiscriminato e clientelare dell’autonomia, addirittura falsificando la Storia, ho illustrato un documento, nascosto negli archivi della Prefettura , chiedendo se risponde al vero che Emile Chanoux , era iscritto al Partito fascista dal lontano 1928. Il documento è datato gennaio 1943 !!!! A voi una corretta e sincera riflessione».

La controreplica è stata la seguente: «Émile Chanoux sacrificò la sua vita per la libertà, venendo brutalmente assassinato per sognare una Valle d’Aosta libera, un’Italia federale e un’Europa unita.
All’epoca, come per tutti coloro che volevano lavorare, doveva iscriversi al PNF, una prassi comune.
Tuttavia, i suoi ideali, i suoi scritti, i suoi pensieri e i suoi desideri, chiaramente espressi nei suoi testi durante la sua militanza nella Ligue Valdôtaine, nella Jeune Vallée d’Aoste e poi come figura di spicco della Resistenza Valdostana, non sono in discussione.
Questi valori riflettono chiaramente gli ideali ai quali noi Valdostani ci ispiriamo
».

Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia ha espresso il proprio pensiero in un tweet: «Non ci sorprende neanche più come certi organi di stampa definiscano “bufera su FdI”, rispetto alla valutazione espressa da un singolo componente del nostro Partito nel corso del Congresso regionale di FdI. Il classico giochino di attribuire al Partito, cercando di crearne un caso, rispetto ad una valutazione PERSONALE peraltro già più volte da LUI pubblicamente già nei decenni sollevata. A FdiVda, come riscontrabile dalle dichiarazioni programmatiche espresse durante il Congresso, interessa parlare del presente e del futuro chiedendo risposte POLITICHE alle domande poste sui problemi attuali e su come vengono impiegate le risorse pubbliche. Capiamo che preferiscano sviare l’attenzione per non darle… E a scanso di equivoci, per chiarire una volta per tutte il concetto anche per chi a corto di argomenti e di risposte certe cose le cavalca, Fdivda, così come in tutta Italia, ribadisce di affermare la cultura di una memoria condivisa che respinga i crimini dei regimi nazisti, comunisti, fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato».

Ambiente Diritti Uguaglianza

AduVda ha scritto: «Fratelli d’Italia, ospitando i suoi deliri, ha ricordato la sua matrice.
Potevano evitare. Noi di ADU VdA ricordiamo che durante una dittatura, pochi hanno il coraggio di dire di NO, subito e sempre: persone coraggiose che segnano la via. Altrettanto importanti sono però coloro che, dopo una presa di coscienza, decidono di percorrere quella via, di dire un NO dopo aver detto troppi sì. Questa è stata la storia di molti partigiani ed anche degli ex internati militari italiani.
Chanoux era il capo della resistenza valdostana ed è morto da antifascista in una prigione del regime
».

Alliance valdôtaine

Il coordinatore di Alliance Valdôtaine Albert Chatrian ha preso posizione «con indignazione e sconcerto, sulle incredibili dichiarazioni fatte da un ex consigliere regionale del Movimento Sociale, oggi dirigente regionale di Fratelli d’Italia di fronte ad una platea plaudente di questo stesso partito.
L’accusa mossa, quella di un Émile Chanoux fascista, non solo è offensiva, ma persino ridicola ed è stata inserita nel quadro di una polemica speciosa nei confronti dell’area politica autonomista, che in Chanoux ha da sempre un punto di riferimento ideale e morale.
Sono stati i fascisti ad uccidere Chanoux nel 1944, perché lo si riteneva un pericolo sia per il proselitismo antifascista senza se e senza ma, specie nel solco della Jeune Vallée d’Aoste, svolto con forza sin dal primo affermarsi del Regime, sia per il ruolo assunto con coraggio durante la Resistenza come esponente di spicco e guida verso nuovi assetti istituzionali per la Valle d’Aosta, espressi con convinzione nei suoi documenti politici.
Si vergognino gli eredi del fascismo che mostrano ai valdostani il loro vero volto
».

Pour l’Autonomie

Pour l’Autonomie esprime il suo sdegno per «il tentativo di infangare con ipotesi di fascismo la figura umana e politica di Émile Chanoux». 

«Le parole di Domenico Aloisi, nominato consigliere fiduciario dal Congresso di Fratelli d’Italia, si commentano da sole -. puntualizza Aldo Di Marco, segretario politico di Pour l’Autonomie – La sola idea di operare una distorsione di tal portata su chi ha sacrificato la propria vita in nome dell’ideale di Resistenza al regime nazi-fascista, è priva sia di costrutto che di coerenza, e per questo supera i limiti del paradossale per approdare direttamente nell’assurdo. A questo signore che la storia la manipola a suo uso e consumo con insinuazioni sconfessate da dati di realtà inoppugnabili, voglio solo far presente che sulla strada lunga e complessa che porterà Fratelli d’Italia a venire a patti con i propri retaggi del passato, questa scelta di adombrare dubbi inesistenti di fascismo su uno dei padri della nostra autonomia costituisce un vero passo falso, che però tanto ci dice sulle sue aspirazioni politiche ed il suo modo di realizzarle. La Valle d’Aosta deve molto ad Émile Chanoux e non sarà certo una visione evidentemente distorta dei fatti ad appannarne la figura nella memoria e nel cuore di tutti i valdostani».

Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta

A margine della conferenza stampa per la presentazione delle delibere assunte dalla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta lunedì 19 febbraio 2024, il presidente Renzo Testolin ha detto: «Alle dichiarazioni su Chanoux occorre replicare con pacatezza ma con fermezza. Lo dobbiamo fare per tutti quei valdostani, e non solo, per i quali Chanoux è un punto di riferimento chiaro. Proprio nell’anno in cui ricorre l’80/o della sua morte che – lo ricordiamo – è avvenuta in una carcere fascista.
Queste dichiarazioni, che ripropongono un goffo e inopportuno revisionismo e un falso storico, la dicono lunga sull’assenza di attendibilità e di autorevolezza di chi ha espresso queste considerazioni. Credo che sia opportuno che i vertici nazionali del partito, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in primis, prendano le distanze da queste parole pronunciate da esponenti locali
».

Stella alpina

In una nota del 19 febbraio, Stella alpina ha scritto: «Studiare, poi parlare o tacere.
La storia è maestra di vita, se qualcuno però da essa vuole imparare.
Quando alcune affermazioni sono così assurde e illogiche è bene ricordare che alla politica è chiesto di alzare il livello di conoscenza senza letture superficiali che mistificano la realtà storica.
Il semplice sillogismo “Chanoux aveva la tessera del PNF quindi era fascista” decontestualizzata dal periodo storico e dalla professione che esercitava, denota una superficialità imbarazzante che non tiene conto di ciò che il suo agire, al di là di ogni mistificazione, ancora oggi ci insegna.
Chanoux e Chabod, padri della nostra Autonomia, hanno combattuto contro coloro che avevano un’idea dello Stato, della libertà e della democrazia che non era quella che ci ha permesso, oggi, di avere ciò che abbiamo
».

Rete civica

Rete civica ritiene che le gravi e assurde affermazioni di Domenico Aloisi a proposito di Émile Chanoux hanno rivelato «oltre a una crassa ignoranza storica, anche un patetico tentativo di ricerca di visibilità. Chanoux, come moltissimi italiani e valdostani, durante il ventennio aveva la tessera del PNF. Sono infatti pochissimi ancorché encomiabili i casi di intellettuali che hanno rifiutato l’iscrizione al Partito fascista. Il documento della Prefettura mostrato come uno scoop al Congresso di Fratelli d’Italia è noto da tempo e nulla toglie all’antifascismo di Chanoux. Ben vengano le “dimissioni irrevocabili” di Aloisi dagli organismi dirigenziali di Fratelli d’Italia VdA: di tale revisionismo storico la politica valdostana fa volentieri a meno».

Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in Valle d’Aosta e Fondation Émile Chanoux

L’Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste et la Fondation Émile Chanoux, en tant qu’instituts de recherche sur la Résistance, l’histoire et la société valdôtaine, considèrent irrecevables les affirmations d’un représentant de Fratelli d’Italia, à l’occasion du congrès régional du parti, quant à l’inscription d’Émile Chanoux au Partito Nazionale Fascista.

«Nous tenons à rappeler – ils écrivent – qu’il ne suffit pas d’agiter un document devant un public d’acolytes afin de recueillir quelques applaudissements pour être un historien. Cela requiert de sérieuses recherches et études, conduites avec une méthode scientifique stricte, qui permettent de reconstruire les événements, de les insérer dans leur contexte et de les analyser.
Selon ce que rapporte La Stampa, nous reconnaissons que le fascisme fait partie de l’histoire (c’est probablement la seule frase correcte). Une histoire à laquelle appartiennent Émile Chanoux et tous les opposants au fascisme qui, dans des contextes particuliers et pour des raisons diverses, prirent la carte du PNF. Chanoux prit la carte, tout comme Piero Calamandrei, Luigi Einaudi et Concetto Marchese – ce dernier, recteur de l’université de Padoue et militant communiste bien connu – en tant que professeurs d’université, prêtèrent serment d’allégeance au fascisme et le firent également en suivant les indications de Benedetto Croce et de Palmiro Togliatti, afin de ne pas laisser l’université aux seuls fascistes.
Tout comme ces intellectuels, Chanoux eut sa carte pour ne pas laisser la Vallée d’Aoste aux mains des fascistes et pour réussir à organiser en clandestinité la Résistance. Contrairement à ce qui a été affirmé, La Résistance a existé, l’antifascisme existe et existe au nom de la Constitution italienne, antifasciste par nature. De cet antifascisme naît notre Statut d’Autonomie qui a ses racines dans la pensée d’Émile Chanoux
».

Union valdôtaine

Union valdôtaine ha atteso martedì 20 febbraio per esprimere il proprio punto di vista: «Le bain de foule, largement relaté par les médias, qui a été réservé à la Première Ministre Giorgia Meloni il y a quelques semaines à Aoste, a dû intoxiquer quelques représentants bien connus du centre-droite local. Nous ne pourrions expliquer autrement les boutades exprimées, samedi 17 février, à Aoste lors du Congrès régional et provincial de “Fratelli d’Italia”.
Tout d’abord, les déclarations de Domenico Aloisi, ancien Conseiller régional du “Movimento Sociale Italiano” et l’un des fondateurs des FDI, nous ont paru assez opaques lorsque, sous les applaudissements de la quarantaine de militants présents au Congrès, il a affirmé qu’Émile Chanoux était un fasciste et qu’il fallait réécrire complètement l’histoire de la Résistance. Bien que, semble-t-il, il se soit immédiatement rendu compte du faux pas qu’il avait commis, il s’est justifié en disant que ces déclarations n’étaient que le fruit de ses réflexions personnelles et a démissionné de la coordination régionale du FDI. En tout cas nous tenons à rappeler que l’antifascisme de Chanoux est bien attesté par ses écrits, sa vie et surtout sa mort. Mort, entre autres, dont les précurseurs de l’espace politique dont M. Aloisi est l’un des valides promoteurs ont été responsables. Ce n’est d’ailleurs pas la première fois que la figure de Chanoux est déformée par des épisodes de révisionnisme historique assez fantaisistes qui, à vrai dire, n’appartiennent ni à la droite ni à la gauche, mais qui, de quelque camp qu’ils viennent, nous frappent toujours.
Et puis, de nombreuses attaques ont été lancées contre l’Union Valdôtaine par Alberto Zucchi, élu nouveau Président de FDI à l’issue du Congrès. Selon Zucchi, son parti et, plus généralement, le centre-droite seraient la seule alternative à l’UV, accusée, entre autres, “d’utiliser (…) l’autonomie (…) pour construire un système de socialisme réel difficile à ébranler” et d’exploiter les grands chiffres du budget pour se maintenir au pouvoir, nous accusant sans détours de “ne pas avoir la force des idées mais celle de l’argent”. Selon Zucchi, après la visite de la première Ministre Giorgia Meloni, il y a une file d’attente de Valdôtains qui le cherchent parce qu’ils veulent adhérer à FDI.
Sur le fait que l’Uv n’a pas d’idées, nous ne pensons même pas qu’il soit opportun de répondre : nos 78 ans d’histoire (une histoire, entre autres, dont nous ne devons pas avoir honte ou que nous ne devons pas renier) répondent pour nous.
En revanche, nous avons du mal à croire que les Valdôtains soient prêts à accorder leur confiance à cet homme dont nous voudrions rappeler le parcours personnel tortueux, caractérisé par un transformisme politique remarquable même selon les critères italiens.
Installez-vous confortablement, car cette histoire va vous faire tourner la tête.
M. Zucchi a été un des premiers fondateurs de “Forza Italia” et, en 1995, il a réussi à se faire élire au Conseil municipal d’Aoste avec ce parti. En 2000, il se porte candidat à Syndic en tant que proche de l’UDC (Unione di Centro), mais après avoir été élu dans la minorité, il décide de rejoindre “Alleanza Nazionale”. En 2008, il se présente aux élections régionales avec le “Popolo della Libertà”; à cette occasion, il travaille à des accords avec l’Union Valdôtaine et obtient la Présidence de la première Commission. C’est précisément sur la base de ces accords qu’un agrément sera également conclu pour les élections municipales à Aoste.
Après la défaite électorale de 2013 qui a décrété la disparition du PDL du Conseil régional, Zucchi démissionne, avec une lettre adressée au Secrétaire national, Angelino Alfano, et au coordinateur, Denis Verdini, dans laquelle il assume “toute la responsabilité politique d’un résultat désastreux qui a dépassé mes pires cauchemars”.
Cependant, après cette défaite amère, il ne s’est pas découragé longtemps : en fait, il s’est immédiatement remis sur les rails en passant à la “Lega Nord” parce qu’il voulait, comme il l’a affirmé : “contribuer à la croissance de la Lega Nord (…), dans laquelle je me retrouve dans de nombreux principes fondamentaux exprimés par Matteo Salvini”. Mais là encore, l’idylle est de courte durée et son parcours au sein du parti s’achève en 2016, à la suite de quoi il a finalement atterri à “Fratelli d’Italia”. Bref, si l’Union Valdôtaine n’a pas d’idées, peut-être que M. Zucchi en a trop…
Au milieu de cette éblouissante carrière de transformiste, il y a aussi une condamnation à un an et quatre mois de prison pour détournement de fonds.
En résumé, Valdôtains, ne vous laissez pas embobiner par les habiles campagnes de propagande menées sur les réseaux sociaux et à la télévision grâce auxquelles Mme Meloni jouit d’une telle audience et d’une telle popularité. Rappelez-vous plutôt qu’en votant FDI en Vallée d’Aoste, vous risquez d’élire au Conseil régional des personnes au passé politique pittoresque et quelque peu douteux
».

Pubblicato / aggiornato il 20/02/2024 alle 11:30
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Categoria: Politica e Amministrazione