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Pcp: una proposta di legge regionale sul suicidio assistito

Giovedì 15 febbraio 2024, le consigliere regionali di Progetto Civico Progressista Erika Guichardaz e Chiara Minelli hanno esaminato la questione delle competenze delle Regioni in merito al tema del suicidio medicalmente assistito e hanno depositato il testo promosso dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

La Valle d’Aosta è la 15esima regione coinvolta nella campagna Liberi Subito. Nelle altre Regioni, proposte simili sono state presentate da gruppi trasversali di consiglieri regionali o in seguito a raccolta delle firme.

L’obiettivo di questa proposta di legge è di definire il rispetto e la diretta applicazione, relativamente a ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario di verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita, così come delineato dalla sentenza della Corte costituzionale Antoniani/Cappato, numero 242/2019.

La sentenza con valore di legge individua determinate stringenti condizioni di accesso alla morte volontaria assistita nonché un accurato percorso di verifica, attraverso il Servizio sanitario, di queste condizioni e delle modalità per assumere, da parte di chi in possesso dei requisiti stabiliti e in piena coscienza ne fa richiesta.

Nell’ambito delle competenze delle Regioni, questa proposta di legge mira a definire esclusivamente i ruoli, i tempi e le procedure delineate dalla Corte costituzionale attraverso una sentenza immediatamente esecutiva.

La proposta di legge regionale, che vuole porre l’attenzione su una tematica su cui quasi tutte le Regioni si stanno confrontando grazie all’azione dell’Associazione Luca Coscioni, resta aperta alla sottoscrizione da parte di tutti i consiglieri interessati.

«Quando tutte le Regioni si doteranno di una simile normativa, nessuno sarà più costretto a terminare le proprie sofferenze all’estero. Infatti nonostante la morte volontaria assistita sia già legale, decine di persone preferiscono porre fine alle proprie sofferenze lontano da casa, piuttosto che subire un calvario nel proprio paese, dato da tempistiche incerte. C’è chi ha dovuto attendere oltre due anni passando da denunce e azioni nei tribunali a causa di criteri ambigui come quello della presenza di “trattamenti di sostegno vitale”, criterio su cui la Corte costituzionale tornerà ad esprimersi nei prossimi mesi. Ci appelliamo ora alle consigliere e ai consiglieri di qualsiasi gruppo politico per chiedere di sottoscrivere la proposta di legge regionale e dotare così anche la Valle d’Aosta di una normativa sul fine vita rispettosa delle competenze regionali e della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale che, come ogni sentenza della Corte costituzionale, ha valore di legge», commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Liberi Subito

La presentazione

L’iniziativa è stata presentata martedì 27 febbraio 2024. La capogruppo Erika Guichardaz ha precisato che «la proposta redatta dall’Associazione è stata modificata per adattarla alla situazione regionale, articolandola in cinque articoli. In Valle d’Aosta il Comitato etico esiste già e si chiede che le strutture sanitarie si facciano carico delle spese mediche e dell’attrezzatura necessaria. Si vogliono definire i tempi e le procedure affinché le persone possano usufruire del suicidio medicalmente assistito. Si parla quindi di persone che hanno esplicitato il proposito di mettere fine alla propria esistenza liberamente, che sono tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale poiché affette da patologie irreversibili che generano sofferenze fisiche e psicologiche».

Marco Cappato ha spiegato: «Il diritto esiste grazie alla sentenza della Corte costituzionale. Quattro persone, in altrettante diverse, hanno già ottenuto il diritto a una morte volontaria assistita. La Corte aveva chiesto al Parlamento di intervenire sugli aspetti di dettaglio ma non è successo. Il Consiglio Valle è competente a legiferare perché non si espande o restringe la platea degli aventi diritto ma si definiscono le procedure di competenza del servizio sanitario. Già oggi c’è il dovere di dare una risposta a un’eventuale domanda in tal senso. Le Regioni Marche (Federico Carboni) e Liguria sono state condannate per richieste che non hanno trovato risposta. Lo scontro ideologico non appartiene a questa proposta di legge poiché non chiede di essere a favore o contro l’eutanasia. Noi proponiamo che in 20 giorni di verifichino le condizioni per dare seguito alla scelta sufferita. Chi si occupa di prevenzione dei suicidi dovrebbe essere interessato a questa proposta, perché talora potrebbero evitarlo, aiutando persone che hanno il diritto di essere curate».
È previsto che Cappato sia audito durante l’iter in Commissione (sempre che non resti ferma per anni come accaduto ad altre proposte di legge sui diritti).

Chiara Minelli ha aggiunto: «Il tema del fine vita è estremamente delicato e come tale deve essere trattato. Noi non vogliamo intestarci la maternità politica di questa legge: non avrebbe alcun senso. Abbiamo raccolto una sollecitazione che era stata rivolta a tutti i consiglieri regionali. Chiediamo di definire procedure, tempi e modalità».

In Friuli Venezia Giulia, Veneto (mancato il risultato con un voto paritario, che ha richiesto il ritorno in Commissione), Lombardia, Piemonte e Abruzzo sono state presentate leggi di iniziativa popolare; in Toscana è in corso la raccolta firme; in Sardegna, Lazio, Calabria, Marche e Umbria la proposta è stata presentata come iniziativa consiliare, in Basilicata è presentata da cinque Comuni. La Liguria è nella fase più avanzata, poiché è iniziata la discussione in Consiglio e vi è stato un pronunciamento netto da parte del presidente Toti. Una proposta simile è stata approvata con delibera delle linee di indirizzo regionali in Emilia Romagna e in Puglia (in quest’ultimo caso, pur senza indicare termini tassativi). La legge darebbe maggiore stabilità e certezza al cittadino, poiché farebbe sorgere un suo diritto soggettivo.

Le modalità operative sono definite dalla legge che ha istituito le Dat.

Guichardaz ha annunciato che Luciano Caveri ha espresso il suo favore all’iniziativa come anche i consiglieri di Rassemblement valdôtain, pur ipotizzando la presentazione di emendamenti.

Pubblicato / aggiornato il 27/02/2024 alle 16:54
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video