Poste italiane: se privatizzate disservizi in Valle d’Aosta
(©PosteItaliane) -
Il palazzo di Poste italiane ad Aosta
Il Governo ha annunciato la vendita di ulteriori quote azionarie del Gruppo Poste Italiane SpA.
Le Organizzazioni sindacali di categoria (Slc Cgil, Slp Cisl e Uilposte) e le Associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc e Federconsumatori ) esprimono ferma contrarietà a questa privatizzazione e forte preoccupazione per le decisioni oramai centralizzate di questa Azienda che, negli ultimi anni, stanno fortemente penalizzando il territorio regionale.
In Valle d’Aosta, Poste Italiane SpA è presente nella divisione PCL (Posta, Comunicazione e Logistica), con due centri: uno a Saint Christophe, che si occupa del recapito da Aosta fino a Courmayeur, e uno a Saint-Vincent, che si occupa del recapito da Nus a Pont Saint Martin. Nella divisione di Mercato Privati è presente con 71 Uffici Postali, alcuni ancora razionalizzati da prima della Pandemia (aperti solo tre giorni la settimana).
«Se le quote azionarie oggi in possesso del MEF fossero cedute e collocate sul mercato ed acquistate da fondi Internazionali speculativi – scrivono sindacati e associazioni in una nota del 5 marzo 2024 –, non solo si determinerebbe la perdita del controllo pubblico ma si concretizzerebbe un arretramento dei presidi territoriali.
La nostra regione ne uscirebbe completamente stravolta e il capillare servizio pubblico, che viene erogato in ogni angolo delle nostre vallate, verrebbe a cessare con grande danno per la popolazione soprattutto anziana; per non parlare poi del servizio universale che assicurando il recapito della corrispondenza su tutto il territorio Regionale che garantisce il ricevimento della posta a tutta la popolazione comprese le fasce più deboli e marginali della società».
Pubblicato / aggiornato
il 05/03/2024 alle 10:05
Categoria:
Economia e Lavoro