Sophie-Anne Herin espone al Castello Gamba di Châtillon
Mercoledì 27 marzo 2024, al Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta di Châtillon, è stata inaugurata la mostra di Sophie-Anne Herin Entre chien et loup. L’esposizione, visitabile fino al 30 giugno 2024, è curata da Olga Gambari, giornalista, critica e curatrice indipendente che da anni si occupa di progetti artistici multidisciplinari.
L’antica espressione francese scelta per dare il nome all’esposizione, traducibile in italiano con “al calare della notte”, racchiude in sé il significato del progetto: raccontare quel particolare momento della giornata caratterizzato dal passaggio dalla luce al buio. È il tempo della penombra durante il quale non è possibile distinguere un cane da un lupo, come scriveva nel XVI secolo il poeta francese Jean-Antoine Baïf. È il momento che preannuncia l’arrivo della notte e con essa l’arrivo delle paure, quelle personali e quelle primitive.
«La restituzione visiva della Valle d’Aosta è del tutto peculiare, tecnicamente condotta sottoesponendo le immagini in fase di ripresa fotografica, digitale e analogica, con l’obiettivo di creare immagini crepuscolari – spiega Viviana Maria Vallet, dirigente della Struttura patrimonio storico artistico e gestione siti culturali e Coordinatore scientifico del Castello Gamba -. È la volontà di circondare con un’aura di mistero ogni opera ad animare tutta l’esposizione e non un tentativo di definizione di ogni entità fotografata».
Il crepuscolo raccontato da Sophie-Anne Herin, infatti, è quello dell’envers, il versante valdostano occupato prevalentemente da boschi e caratterizzato dalla scarsità di ore di luce nei mesi invernali. Si tratta, come scrive Gambari nel testo critico dedicato alla mostra, di “un mondo inverso fuori dal tempo dove l’artista ci immerge, con un lavoro fotografico e un allestimento che prende la forma di un percorso iniziatico, dove seguirla come sulle note del pifferaio. Un mondo che lei schiude in un ritratto libero, lontano da qualsiasi didascalismo, dagli stereotipi tradizionali di genere della fotografia di paesaggio, di montagna”.
Le immagini proposte giocano sui contrasti di luci, raccontando ciascuna la propria storia attraverso uno stile libero. «Sono nata in un paese che in inverno non gode di molte ore di luce e l’idea della penombra è qualcosa di familiare – spiega la Herin –, una mappa di declinazione di luminosità che orienta il mio sguardo».
La mostra si sviluppa all’interno dei tre piani dedicati alle esposizioni temporanee del Castello Gamba in un percorso che inizia dalla terra per poi superare i confini delle montagne e arrivare prima al cielo e poi al sogno. L’inizio del viaggio Entre chien et loup è con immagini di paesaggi, ritratti di animali e persone. Sono figure che escono dalla penombra, intesa sia come momento in cui si entra in contatto con le proprie paure personali e ancestrali sia come apertura su un altro mondo. Dalla penombra si passa poi alla notte, luogo dove si accende la fantasia e i sensi vengono nutriti da inconscio, desiderio e istinto. Il percorso prosegue poi verso l’alto con immagini raffiguranti il cielo e le stelle, fino ad accedere all’ultimo piano dedicato al sogno. “Da piccola non vedevo l’ora di andare a dormire per poter sognare, ancora adesso ho un’attività onirica intensa che per me è preziosa”, racconta l’artista.
Centrale nell’ultima parte dell’esposizione è l’immagine personale di un sogno, una baubo, antica divinità femminile con una bocca al posto della vagina, posta nella torretta del castello come una presenza fantasmatica. La mostra termina con un video, in cui una lanuggine di semi del fiore di cardo volteggia seguendo una lieve brezza, simboleggiando con la sua danza la condizione esistenziale.
Sophie-Anne Herin
Sophie-Anne Herin inizia il suo percorso artistico a Bologna, dove si laurea al Dams. Nel 2006 si trasferisce a Parigi, dove continua la sua formazione artistica. Nel 2008 si avvicina alla fotografia formandosi allo I.E.D di Torino. Subito dopo inizia ad esporre in Italia e all’estero. Accanto alla professione di fotografa si occupa anche di formazione tenendo workshops e corsi di fotografia presso diverse strutture in Italia (Camera di Torino, Centro indipendente della fotografia di Napoli). Attualmente vive a Torino e Aosta.
Scheda della mostra
| Titolo | Entre chien et loup di Sophie-Anne Herin |
| A cura di | Olga Gambari |
| Sede | Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’AostaLocalità Crêt-de-Breil, 11024 Châtillon |
| Date | 28 marzo – 16 giugno 2024 |
| Opening | mercoledì 27 marzo, ore 18 |
| Ingresso | compreso nel biglietto di ingresso al museo (6 euro intero, 4 euro ridotto) |
| Orari | marzo 10.00-17.00 | aprile-giugno 9.00-19.00chiuso il lunedì eccetto festivi |
| Catalogo | Prinp Editoria d’arte Torino |
| Info al pubblico | Tel. +39 0166 563252 | www.castellogamba.vda.it |
| Eventi correlati | Visite guidate alla mostra con l’artista il 13 aprile, il 25 maggio 2024 e con la curatrice il 26 aprile 2024 |
Visite guidate
Sabato 13 aprile 2024 alle ore 17 si è tenuta una visita guidata speciale condotta dalla fotografa.
Accompagnati dall’artista si è scoperto l’intensa poesia di un progetto espositivo sviluppato come una sorta di percorso iniziatico attraverso le terre dell’Envers. Un percorso che dalla terra sale al cielo notturno ritrovando, tra luci e ombre, e tra sogno e realtà, la stessa condizione umana.
La visita era compresa nel biglietto di ingresso al museo.
Giovedì 20 giugno 2024 alle ore 18.00, avrà luogo l’evento di chiusura, a ingresso libero, della mostra fotografica di Sophie-Anne Herin dal titolo Entre chien et loup.
In occasione del finissage, l’esposizione sarà arricchita da una videoproiezione musicata a cura dell’artista Sophie-Anne Herin e di Andrea Marini, musicista e producer torinese che da anni porta avanti una ricerca personale sul suono nelle sue varie forme e nelle sue interazioni con video e fotografia.
Verrà, infatti, proiettato e musicato live un video composto da immagini non inserite nella mostra, ma che sono parte integrante del processo creativo alla base del progetto espositivo finale.
La performance vuole essere, di fatto, un invito a immergersi nella dimensione del buio abbandonando ogni timore, razionale o inconscio, proprio per entrare appieno nello spirito dell’esposizione.
La musica di Andrea Marini, inoltre, riprende i suoni registrati in Valle d’Aosta mixandoli a suoni prodotti da strumenti elettronici creando, così, un ambiente sonoro che rappresenta il passaggio dal giorno alla notte, in un continuo rimando tra luce e ombra.
Pubblicato / aggiornato
il 10/06/2024 alle 14:51
Categoria:
Video