Saint-Vincent: svastiche a scuola, salta la gita
(©Google Maps) -
La scuola secondaria di primo grado Abbé Trèves di Saint-Vincent
I fatti risalgono ai primi mesi del 2024. Gli alunni di una classe III della scuola media Abbé Trèves di Saint-Vincent si sarebbero resi colpevoli della realizzazione di disegni raffiguranti svastiche e professori in abiti hitleriani. La conseguenza sarebbe stata l’annullamento della gita scolastica a Boves.
L’accaduto è sintetizzato dalla dirigente, Antonella Dallou, in una comunicazione alla sovrintendente agli studi della Regione autonoma Valle d’Aosta Marina Fey: «Gentile Sovrintendente, sentito l’avvocato Medori, in qualità di DPO dell’istituzione scolastica, a tutela dei minori coinvolti, comunico di avere fatto in data odierna le seguenti dichiarazioni […]. Gli alunni della classe [omissis] della scuola secondaria di I grado di Saint-Vincent si sono resi colpevoli di atti vandalici nel corso dell’anno scolastico, pertanto la gita a Boves è stata annullata, in quanto tutti i docenti del Consiglio di classe hanno revocato la propria disponibilità ad accompagnarli in un’uscita di due giorni, con una nottata fuori. Ai genitori è stato spiegato nel corso di un Consiglio di classe aperto anche agli stessi che non si tratta di una punizione, ma di una presa di posizione determinata dal fatto che gli studenti, reiterando atti gravi, non sono maturi e responsabili. La gita è stata annullata solo per la classe [omissis], garantendo invece all’altra sezione, la classe [omissis], di andare in gita e di poter effettuare il gemellaggio con l’omologa SMIM di Boves».
La vicenda, che pare tuttavia essere stata solo parzialmente narrata, è stata variamente commentata. In una propria nota del 30 marzo 2024, l’Anpi «ringrazia e accoglie con favore la presa di posizione della Dirigente Scolastica dell’Istituzione scolastica “Abbé J.M. Trèves”, Antonella Dallou e dei docenti del consiglio della classe [omissis] della scuola secondaria di primo grado di Saint-Vincent rispetto ad alcuni provvedimenti presi a seguito di una svastica disegnata su una lavagna, seguita da altri segni su muri e banchi e immagini condivise di professori vestiti come Hitler.
Per la nostra associazione, infatti, è importante che questi gesti non vengano sottovalutati e minimizzati visto che ricordano eventi tragici nella storia del nostro Paese e dell’Europa. Eventi che ebbero inizio con il diffondersi dell’ideologia fascista e razzista, con l’emanazione delle leggi razziali del 1938 e con l’invio delle persone nei campi di concentramento e di sterminio».
Il presidente dell’ANPI della Valle d’Aosta, Nedo Vinzio, parla di un «segnale preoccupante, soprattutto visto l’enorme impegno profuso proprio dall’Istituzione Scolastica “Abbé J.M. Trèves” di Saint-Vincent che il 13 dicembre 2023, in occasione degli 80 anni dall’arresto di Primo Levi ad Amay, ha fatto incontrare i ragazzi con ricercatori importanti quali Fabio Levi, Paolo Momigliano Levi e Federico Gregoretti Zoja e ha analizzato e approfondito il “Diario di Anna Frank” e “Se questo è un uomo”».
L’Anpi evidenzia la propria disponibilità a creare nuovi momenti di confronto con gli alunni: «Il revisionismo oggi dilagante intende sdoganare un passato che non deve tornare, per questo, oggi più che mai, c’è la necessità non solo di vincere l’indifferenza e la rassegnazione, in un Paese disgregato e disilluso, ma anche di vincere quelle sacche di non conoscenza e quelle carenze di cultura democratica che non aiutano certamente né a capire il presente, né a nutrire fondate speranze per il futuro».
La Cgil, il 1° aprile, parla di «un segnale inquietante della piega antidemocratica che sta prendendo il nostro Paese, che attraverso l’atteggiamento indulgente di chi governa, giustifica atteggiamenti neofascisti.
Probabilmente, l’azione dei giovanissimi studenti è stata una provocazione, a cui però non bisogna rimanere indifferenti perché i giovani sono il terreno fertile dove far prosperare una propaganda antidemocratica e neofascista. Solo con la conoscenza e l’istruzione possiamo aprire le menti delle ragazze e dei ragazzi che oggi sono fuorviati da un revisionismo storico pericoloso e dannoso per la nostra democrazia.
Le istituzioni non possono lasciare soli insegnanti e Dirigenti che si impegnano tutti i giorni a insegnare la storia senza pregiudizi propagandistici e a trasmettere i valori democratici della Costituzione, radici della nostra repubblica antifascista. I giovani devono capire che disegnare una svastica o inneggiare a tutto un simbolismo neofascista, non è semplicemente un atto di sfida verso i docenti, ma un vero e proprio attentato alla Repubblica Italiana di cui la scuola è uno delle sue più importanti istituzioni.
Davanti a questo dilagare di manifestazioni antidemocratiche, non è il momento di restare silenti, soprattutto di fronte alle giovani generazioni, perché, ora più che mai, è necessario affermare, senza tentennamenti, la democrazia costituzionale, espressione di libertà e di antifascismo».
Pubblicato / aggiornato
il 07/04/2024 alle 11:45
Categoria:
Cronaca