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Assegnato l’appalto per la gestione delle microcomunità di Aosta

Assegnato l’appalto per la gestione delle microcomunità di Aosta (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Cesare Marques, Francesco Buratti, Gianni Nuti e Clotilde Forcellati

Dal 15 febbraio 2024, la gestione delle tre microcomunità per anziani e del servizio di pasti caldi del Comune di Aosta è passata dalla cooperativa sociale Elleuno di Casale Monferrato alle cooperative Pro.Ges. di Parma e Leone Rosso di Aosta, che fanno parte del Consorzio Zenit sociale di Parma, aggiudicatario dell’appalto da 6.231.436,34 euro (5.897.437,65 euro Iva esclusa) per i prossimi due anni, fino al 14 gennaio 2026, con la possibilità, da parte del Comune di Aosta, di esercitare l’opzione del rinnovo per un massimo di due anni, “in considerazione dei tempi di realizzazione e di avvio del nuovo Centro polivalente socio-sanitario Brocherel” come si legge nella determinazione di affidamento del servizio, firmata il 22 febbraio.

Le strutture interessate sono il centro diurno e microcomunità Bellevue in viale Gran San Bernardo, che ospita 22 utenti, la casa famiglia in viale Europa, che si occupa di 19 utenti, e il centro diurno di corso Saint-Martin de Corléans, che ne accoglie 15, per un totale complessivo di 56 anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti a cui se ne aggiungono altri 18 che vengono portati nelle tre strutture durante la giornata.

Il centro diurno di corso Saint-Martin de Corléans
Il centro diurno di corso Saint-Martin de Corléans

«Il consorzio Zenit è una vecchia conoscenza – ha evidenziato il sindaco di Aosta, Gianni Nuti, introducendo la presentazione del nuovo appalto, avvenuta nella mattinata di mercoledì 3 aprile – e con questo nuovo servizio si corona un sogno che avevo dai tempi in cui mi occupavo delle Politiche sociali per la Regione, quando lamentavo la mancanza di figure educative di animazione all’interno delle strutture per persone anziane, che invece nel resto d’Italia è cosa diffusa e quindi ci si affidava a professionalità differenti, per quanto volenterose, nel cercare di mantenere le capacità residue di persone che si trovano in condizioni di non autosufficienza molto spesso grave o gravissima, ma che mantengono il loro contatto con la vita fino all’ultimo giorno. È giusto che questo contatto venga alimentato ed il fatto che oggi ci siano delle figure di riferimento per le strutture per me è un grandissimo motivo di soddisfazione perché è un salto di qualità nella nella presa in cura delle persone. Da parte nostra ci sarà la cura nel monitorare tutto quanto per apprezzare il lavoro che verrà svolto nei confronti delle persone fragili».

«Gli uffici fanno impegnarsi in maniera straordinaria per reperire i 14 milioni di euro previsti per questo nuovo appalto – ha aggiunto Clotilde Forcellati, assessore alle politiche sociali del Comune di Aosta – a fronte di un incremento economico abbiamo messo nell’offerta progettuale dei veri e propri progetti di animazione per i nostri anziani che hanno capacità residue che devono essere messe in luce, così allunghiamo loro anche la qualità della loro vita. Abbiamo anche chiesto di supervisionare l’équipe che opera nei tre centri, visto che sappiamo quanto è logorante lavorare in queste strutture e quanto sia difficile reperire queste figure sul mercato, non solo in Valle d’Aosta e quindi queste persone vanno anche protette dall’usura del lavoro, accompagnate nel loro lavorare quotidiano con una supervisione operativa ed emotiva. Abbiamo anche chiesto l’organizzazione di un coordinamento in ognuna delle tre strutture, così da permettere un accompagnamento quotidiano in tutte le attività e di relazione con i parenti ai quali si aggiunge un’assistente sociale responsabile delle strutture, che insieme ai parenti si occupa dell’inserimento della persona assistita, attività fondamentale per conoscere gli utenti che entrano nelle nostre strutture».

Clotilde 'Titti' Forcellati, assessora comunale alle politiche sociali
Clotilde ‘Titti’ Forcellati, assessora comunale alle politiche sociali

L’aumento dell’investimento, che oltre a pescare nelle spese per la gestione delle strutture comunali, va a recuperare dai “fondi incentivanti il personale funzioni tecniche” previsto dalla legge Merloni del 1994 e dal “Fondo innovazione”, prevede nell’appalto anche un aumento del minutaggio previsto per ogni utente, che passa da 128 a 204 ore: «avevamo già gestito queste strutture in passato, anche con il servizio a domicilio – ha ricordato Cesare Marques, vice presidente di Zenit sociale e presidente di Leone Rosso – dopotutto siamo l’attore locale più strutturato in questo settore. Rispetto al bando precedente c’è un’importante integrazione ed attenzione per il servizio, ad esempio durante la notte, che rappresenta un terzo del tempo che l’anziano passa in struttura, ci saranno due persone. Gli operatori operano in maniera faticosa e spesso non vengono capiti da chi usufruisce del servizio e quindi, anche se non era previsto dall’appalto, li aiuteremo con un supporto psicologico per gestire le fatiche di un lavoro che non è come quello in fabbrica».

«Ogni struttura ha una cucina e una cuoca che prepara pasti per anziani ospitati e 60 pasti da consegnare a domicilio – ha precisato Francesco Buratti, referente generale dell’area anziani per Leone Rosso, che gestisce una settantina di dipendenti -; è un aiuto concreto e una scusa per monitorare capillarmente situazioni di fragilità. Ad Aosta viviamo in un contesto fortunato per gli anziani, fuori della regione è prevista la metà del minutaggio e abbiamo organizzato una sistema a matrice per la turnazione degli operatori, in modo che non siano sempre gli stessi a lavorare, ad esempio, di notte, così da favorire il confronto interprofessionale. Il coordinamento prevede un impegno complessivo di 76 ore settimanali, un valore molto alto rispetto allo standard italiano, così da garantire un presidio 24 ore al giorno, sette giorni su sette, da parte degli operatori, che sono sempre reperibili dai familiari e dagli assistenti sociali.
Oltre alle 209 ore settimanali di assistenza per ogni anziano noi offriamo anche sei ore giornaliere di servizio infermieristico che integra e sostituisce quello effettuato dall’Azienda Usl ed è stato previsto un progetto di supervisione per quanto riguarda il personale, visto che ci sono dei rischi di affaticamento psicofisico, che poi provoca il cosiddetto burnout, colpendo proprio le persone con aspettative professionali più alte. Vogliamo ridurre lo stress e quindi abbiamo previsto cinque ore alla settimana in uno spazio di ascolto neutro»
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Cesare Marques, presidente della cooperativa Leone Rosso e Francesco Buratti, responsabile dell'area anziani
Cesare Marques, presidente della cooperativa Leone Rosso e Francesco Buratti, responsabile dell’area anziani

La novità più tangibile è quella per l’animazione: «normalmente questa attività è vista come una parte residuale – ha spiegato Francesco Buratti – ma noi l’abbiamo organizzata su tre figure che sono uscite da studi specifici o con comprovata esperienza, con 57 ore di animazione e una progettualità individualizzata sostenendo competenze ed abilità residue dell’anziano ospitato in struttura, prevedendo anche di uscire dalla struttura stessa, organizzando collegamenti con il territorio, a partire dalle sinergie con altri servizi offerti dal Comune agli anziani autosufficienti, come la bocciofila, il ballo o le camminate nei quartieri. La struttura “Bellevue” ha un parco bellissimo e nulla vieta di sviluppare eventi e momenti conviviali di apertura alla cittadinanza. Abbiamo pensato anche ad una sinergia con il mondo del volontariato, con associazioni che abbiamo già contattato, ma anche con privati, che organizzeranno attività complementari all’animazione, come musicoterapia e pet therapy».

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale sarà comunque di accorpare le strutture di viale Europa e corso Saint-Martin-de-Corléans nel nuovo centro Brocherel in corso Ivrea: «la casa famiglia è in uno stabile di proprietà dell’Arer e siamo quindi in affitto, mentre il centro polivalente, che è di proprietà, necessita una ristrutturazione – ha sottolineato Clotilde Forcellati – abbiamo 40 posti previsti nella “Brocherel” ed immaginiamo di aprirla con una decisione a lunga scadenza che va al di là della consiliatura, dopotutto la politica non si deve fermare a cinque anni».

«Nella precedente gara eravamo stati esclusi perché i costi previsti superavano l’investimento – ha concluso Cesare Marques – ora, tra costi e ricavi siamo molto vicini al pareggio, ma questo è un nostro investimento per il futuro, visto che gare ogni due anni è costoso e complicato. Considerato che le normative prevedono che il Comune di Aosta possa organizzare appalti con una durata più lunga e vista che c’è una struttura che è ferma da molti anni, ci siamo messi in gioco».

La struttura socio sanitaria di via Brocherel
La struttura socio sanitaria di via Brocherel

Pubblicato / aggiornato il 03/04/2024 alle 16:06
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Categoria: Politica e Amministrazione