Sequestrato cocktail bar ad Aosta
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La messa sotto sequestro di un cocktail bar ad Aosta
Nella serata di sabato 4 maggio 2024, la Polizia – su indicazione dell’autorità giudiziaria – ha posto sotto sequestro un cocktail bar in via Tourneuve di Aosta.
Ignota la durata del provvedimento.
i proprietari, su Instagram, hanno fornito la loro versione dei fatti: “Hanno messo sotto sequestro il Wet, resteremo chiusi per un po’, ma si risolverà tutto.
Non è successo niente di grave. Nessuno scandalo, nessun delitto. L’accusa è solo quella di essere troppo rumorosi. Nulla di più.
Stiamo già affrontando tutto con il nostro avvocato, ci difenderemo nelle sedi opportune e contiamo di riaprire presto”.
La critica di ConfCommercio
Martedì 7 maggio, sulla questione ha preso posizione la Fipe ConfCommercio: «Accogliamo con un certo stupore la notizia che il sindaco di Aosta Gianni Nuti dichiari di aver appreso tale notizia dagli organi di stampa. Siamo decisamente straniti sul fatto che il primo cittadino non sappia cosa avvenga nella sua città.
Rimarchiamo che, in base all’articolo 3 del protocollo della Movda sottoscritto nel luglio 2023, tra i compiti del Comune di Aosta vi è l’impegno di coordinare la cabina di regia di cui all’articolo 7 dello stesso protocollo. Tale cabina ha come obiettivo quello di valutare al meglio le azioni preventive onde evitare che ad altre attività accada ciò che è avvenuto al Wet Industry. Dalla data di sottoscrizione del protocollo, tale azione non è mai stata attivata».
Graziano Dominidiato, presidente Fipe Confcommercio VdA, commenta: «Non contestiamo l’eventuale responsabilità dell’azienda e consci del fatto che il superamento dei limiti acustici di legge possa creare disagi ai residenti ma constatiamo che non è stato correttamente applicato il protocollo sulla Movda. La nostra Associazione rappresenta la maggior parte dei pubblici esercizi di Aosta e, proprio a tal proposito, ribadiamo con forza che la soluzione non sia la chiusura delle attività ma impegnare tutti gli attori nel rispetto del documento in questione».
In relazione al fatto che un locale associato, la Maison Publique de la Cervoise, ha annullato l’evento di venerdì 10 maggio per solidarietà, Dominidiato aggiunge: «Ci auguriamo che ciò non rappresenti il primo segnale per far accantonare da parte dei pubblici esercizi ogni tipo di attività di intrattenimento. Tali eventi sono essenziali per una città che si definisce turistica oltre che universitaria».
La nota di Fipe conclude: «Lanciamo un accorato appello a tutti i sottoscrittori del protocollo sulla movida per prendersi cura di tale spiacevole situazione. Non siamo ancora all’inizio dell’estate e già iniziano i conflitti e le problematiche».
La risposta del Comune di Aosta
In risposta alle esternazioni di Confcommercio, il sindaco di Aosta constata «per l’ennesima volta che l’associazione Confcommercio della Valle d’Aosta stipula patti e poi, invece di dialogare, lancia moniti a mezzo stampa».
ILa nota el Comune prosegue: «Il sindaco viene accusato di ignoranza rispetto a cosa succede in città, ma è piuttosto Confcommercio a ignorare che quando la Procura della Repubblica adotta una misura così grave, evidentemente suffragata da accadimenti altrettanto straordinari, è tenuta alla massima riservatezza e dunque non avvisa proprio nessuno, compreso il Sindaco.
Si ricorda, poi, all’associazione che ha sottoscritto il protocollo che il provvedimento adottato dalla Procura non ha nulla a che vedere con le misure previste dall’accordo in esso contemplate. Pertanto, nessuna delle iniziative adottate all’interno della cabina di regia – che l’Amministrazione contava di riunire a breve in vista dell’imminente stagione estiva e della posa dei fonometri già acquistati – avrebbe potuto evitare quanto accaduto con l’apertura di un fascicolo a seguito di una denuncia da parte del condominio di cui il locale fa parte.
Infine, si fa presente che, nella mattinata odierna, nel corso di una riunione a cui l’Amministrazione comunale ha preso parte con il Sindaco e con la Vicesindaca, sono state affinate alcune procedure coordinate di controllo e comunicazione interistituzionale insieme al signor Questore sulla base degli accordi già presi al momento del suo insediamento».
Il commento di Italia Viva
Mercoledì 8 maggio, Italia Viva ha commentato in una nota: «Recentemente un altro locale molto frequentato dai giovani è stato chiuso, Italia Viva Valle d’Aosta coglie l’occasione per esprimere molta preoccupazione per le poche zone di aggregazione presenti in Valle che sono punti fondamentali per le ragazze e per i ragazzi che si vedono sempre più abbandonati. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile è sempre più presente e Italia Viva Valle d’Aosta, per invertire questo preoccupante andamento, propone di riqualificare alcune zone abbandonante limitrofe ad Aosta per costruirci centri di aggregazione pensate per i giovani e non solo, e/o incentivando le imprese ad investire in locali in quelle aree, organizzando anche un servizio navetta per gli spostamenti.
Questi siti decentrati andrebbero anche incontro alle esigenze di quiete e tranquillità dei residenti.
Italia Viva Valle d’Aosta ritiene Importante dare spazio ai ragazzi che si devono sentire accolti e ben voluti».
Pubblicato / aggiornato
il 08/05/2024 alle 15:27
Categoria:
Cronaca