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Famiglie di Champoluc e Gressoney presentano esposto contro Monterosa SpA

Famiglie di Champoluc e Gressoney presentano esposto contro Monterosa SpA Giorgio Munari, presidente della Monterosa Spa

Lunedì 21 ottobre 2019, una ventina di famiglie residenti a Champoluc e Gressoney, proprietarie di terreni sui quali giacciono le piste e gli impianti del comprensorio della Monterosa Spa, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Aosta, affinché valuti i profili penalmente rilevanti della condotta della Società nei loro confronti.

Scrivono i proprietari in una propria nota congiunta: «Monterosa SpA, nonostante ad aprile scorso abbia perso la causa in Consiglio di Stato, alzando un polverone incredibile sulla disciplina delle piste da sci e obbligando la Regione a correggere una sua legge e ad avviare un lungo e laborioso procedimento che certamente tutti avrebbero preferito (e potuto) risparmiarsi, non solo non ha ritenuto di rientrare nell’alveo di serenità di rapporti che la caratterizzava prima della presidenza Munari  e che caratterizza tutti gli altri comprensori sciistici della Valle d’Aosta, ma al contrario torna di nuovo all’attacco con le stesse ‘ proposte’ dell’anno scorso: vuole la revisione degli accordi in essere proponendo corrispettivi irrisori, leggermente superiori alle indennità di servitù di uso pubblico.
E lo fa nonostante siano tuttora validi ed efficaci i contratti con cui tutti i proprietari hanno a suo tempo (in taluni casi da venti o trent’anni) pattuito con Monterosa SpA un diverso corrispettivo, parametrato alla reale utilità che i terreni producono alla Società ed alla collettività. Quegli stessi accordi che, dal 2016, ha smesso di adempiere, creando un considerevole debito per Monterosa Spa, e altro contenzioso, oggi pendente, con taluni dei proprietari, che appunto hanno chiesto adempimento e risarcimento del danno
».

Monterosa avrebbe scritto nella propria comunicazione che se i proprietari non accettano le nuove condizioni «sarà costretta a chiedere l’avvio del procedimento per la costituzione coattiva di servitù di pista».

Ma i proprietari replicano che «Monterosa SpA e il suo presidente sanno molto bene che si può parlare di “costituzione coattiva di servitù di uso pubblico” solo se sussiste decreto di classificazione delle piste e dichiarativo di pubblica utilità delle stesse: quello stesso decreto che, avendo perso in Consiglio di Stato, è stato annullato e non esiste più.
Non solo, sanno bene che la Legge regionale sulle piste da sci (LR 9/1992) prevede che la costituzione di servitù di uso pubblico può avviarsi solo se l’accordo con il proprietario venga a scadere: e, ripetesi, oggi i contratti in essere sono perfettamente vigenti
».

E’ noto, perché lo ha dichiarato lo stesso Munari mesi fa, che quella di Monterosa, di mettersi in conflitto con i proprietari, è una ‘scelta imprenditoriale’: ma cercare di trarre profitto causando un danno ingiusto (ingiusto perché è noto che il procedimento espropriativo non può essere attuato dato che mancano i presupposti di legge), è qualcosa di diverso da una scelta imprenditoriale, ed è ancor più grave provenendo da una Società a capitale pubblico e controllata dalla P.A..

Pubblicato / aggiornato il 22/10/2019 alle 15:54
Categoria: Cronaca