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Verso reti operative di legalità

Una cinquantina di persone, tra amministratori pubblici, esponenti delle Forze dell’ordine e dipendenti del Comparto pubblico hanno partecipato, lunedì 20 maggio 2024, nella sala “Maria Ida Viglino” di Palazzo regionale, ad Aosta, al seminario pubblico della rassegna “Verso reti operative di legalità” incentrato su “La prevenzione delle infiltrazioni mafiose e la gestione del rischio corruzione nell’Ente locale” organizzato dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta, in collaborazione con il Celva.

Roberto Montà, Ronny Borbey, Alberto Bertin e Silvia Neirotti all'apertura del seminario
Roberto Montà, Ronny Borbey, Alberto Bertin e Silvia Neirotti all’apertura del seminario

Il seminario è stato il primo appuntamento di di una serie di eventi, curati dall’associazione “Avviso Pubblico” che collabora con il Consiglio Valle nelle attività di formazione e informazione dell’Osservatorio regionale antimafia: «abbiamo iniziato una riflessione che si inserisce nel progetto formativo più ampio dedicato agli Enti locali della Valle d’Aosta – ha dichiarato Silvia Neirotti, responsabile della formazione di “Avviso pubblico”, aprendo i lavori – non abbiamo scelto a caso il titolo, che vede le reti come metodo per affrontare questo tipo di questioni, reti operative che trovino tra gli attori sul territorio, che siano istituzionali, civili, militari e sociali l’occasione per essere produttive e per prevenire fenomeni che rischiano di inquinare la vita democratica e le Istituzioni locali».

«La lotta alla corruzione si può fare a livello repressivo, ma non è certo questo il nostro compito – ha raccontato Paolo Giacomazzo, consigliere dell’Anac – Autorità nazionale anticorruzione – questo è compito della Magistratura con l’ausilio delle Forze dell’Ordine, che accerta l’esistenza o meno di un determinato reato di natura corruttiva ed eventualmente applica la relativa sanzione. Ma questa è la punta di un iceberg, che ci sarà sempre e comunque qualunque sia l’attività che viene svolta preventivamente dall’Anac. Noi cerchiamo di ridurre, nel limite del possibile, la massa che c’è al di sotto dell’iceberg, la possibilità che si possano verificare episodi di corruzione. Per Anac il concetto è abbastanza diverso rispetto a quello penalistico perché è sostanzialmente assimilabile alla cosiddetta maladministration, vale a dire una violazione di disposizione normative».

Il pubblico presente al seminario su 'La prevenzione delle infiltrazioni mafiose e la gestione del rischio corruzione nell'Ente locale'
Il pubblico presente al seminario su ‘La prevenzione delle infiltrazioni mafiose e la gestione del rischio corruzione nell’Ente locale’

Tommaso Pastore, capo del centro della Direzione investigativa antimafia “Dia” del Piemonte e della Valle d’Aosta ha ricordato le sentenze delle inchieste “Geenna” e “Egomnia”, ribadendo come, in seguito alle condanne in Cassazione, sia stata certificata dai Tribunali la presenza di una locale di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta: «la realtà locale rispecchia totalmente quella nazionale – ha evidenziato – e nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso è fondamentale un lavoro di equipe tra i vari soggetti coinvolti. Il rischio di corruzione è talmente delicato e strategico per la nazione che è molto importante che della tematica se ne occupino persone che abbiano un livello di professionalità ed attenzione molto alta. Montesquieu diceva che “le leggi non servono a rendere buoni gli uomini”, ma noi partiamo dal costrutto che non basta una buona legge per contrastare la criminalità. Anche se la legge non potrà rendere buoni gli uomini, è però importante fare buone leggi, ma è ancora più importante che le norme vengano applicate da persone competenti».

La chiusura del seminario, al quale ha seguito un secondo appuntamento il 27 maggio, con i primi laboratori sui contratti pubblici, è stata affidata a Roberto Gerardi, segretario e direttore generale della Provincia di Lucca: «bisogna capire cosa dobbiamo e cosa possiamo fare perché spesso le due cose non coincidono in maniera identica – ha spiegato – se continuiamo a guardare i nostri compiti in maniera dissociata dall’altro produciamo solo burocrazia e non siamo in grado di rispondere alle necessità dei nostri Enti».

Paolo Giacomazzo, Roberto Gerardi, Silvia Neirotti e Tommaso Pastore durante il seminario
Paolo Giacomazzo, Roberto Gerardi, Silvia Neirotti e Tommaso Pastore durante il seminario

«Per esempio, noi sappiamo come nasce il PNRR e che raccomandazioni abbiamo avuto dall’Unione europea – ha aggiunto Roberto Gerardi – e spesso ci dimentichiamo quanto, oltre all’aspetto economico da più di 200 miliardi euro, questo Piano preveda anche forti riforme istituzionali, diverse delle quali ancora da completare. C’è il tema dell’evasione fiscale dove i Comuni sono protagonisti, la lotta alla corruzione e le relative durate dei processi, il rendere più efficiente la Pubblica amministrazione, digitalizzandola, così da facilitare la prevenzione della corruzione, e la scarsa concorrenza, in un Paese che ha un’organizzazione molto complessa, dove la criminalità e corruzione riescono ad inserirsi».

Alberto Bertin, presidente del Consiglio Valle, ha voluto ricordare il ruolo centrale dei Comuni «che sono la prima linea a presidio della tutela della legalità – ha rimarcato – la mafia oggi è un camaleonte che sa come confondersi con l’economia legale, muovendosi in un’area grigia non sempre facilmente individuabile e, per questo motivo, è necessario dare al territorio strumenti di prevenzioni potenziati».

Giovedì 28 novembre 2024 si è svolto un seminario pubblico “Etica pubblica, prevenzione della corruzione, reti operative di legalità” alle ore 10, nel salone Ducale del Comune di Aosta. 

L’evento è stato aperto da Alberto Bertin presidente del Consiglio regionale e moderato da Renato Pittalis, vicepresidente dell’Associazione Avviso pubblico. Sono intervenuti Brunella Ponzo, dirigente della Provincia di Lucca, che ha affrontato il tema dell’etica pubblica volta al perseguimento dell’interesse generale, garantendo il bene comune e la fiducia nelle istituzioni. La corruzione rappresenta una grave deviazione da questo principio, poiché distorce l’uso delle risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati. È fondamentale adottare tutte le misure necessarie per proteggere l’interesse collettivo, promuovendo trasparenza, responsabilità e una cultura della legalità.
In collegamento da remoto, Annalisa Puopolo, segretaria generale del Comune di Torino, ha parlato dell’istituto del whistleblowing come pratica essenziale per promuovere l’etica pubblica, rafforzando i principi di trasparenza, integrità e responsabilità. Segnalare comportamenti illeciti o irregolarità permette di prevenire e contrastare abusi, contribuendo alla tutela dell’interesse collettivo e al corretto funzionamento delle istituzioni.

In chiusura, Franco Vietti, consigliere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, ha parlato del bilancio degli enti pubblici, inteso come bene collettivo che sintetizza e rende certe le scelte delle amministrazioni, rappresentando uno strumento essenziale per garantire la trasparenza e la responsabilità verso i cittadini. Deve essere saldamente ancorato ai principi di programmazione e coerenza, affinché le politiche siano orientate al raggiungimento di obiettivi condivisi. In questo contesto, è auspicabile un indirizzo di amministrazione performante, capace di coniugare efficacia ed efficienza, operando nel rispetto della cornice normativa e a beneficio dell’interesse generale.

L’evento chiude il ciclo di incontri programmati nell’ambito del progetto “Verso reti operative di legalità” finalizzato a individuare linee guida e strumenti di intervento per la prevenzione dei fenomeni corruttivi in un’ottica integrata a supporto dell’operatività degli enti locali.

Pubblicato / aggiornato il 28/11/2024 alle 17:11
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video