Cresce il lavoro frontaliero verso la Svizzera
(©Cgil Valle d'Aosta) -
Il convegno sui lavoratori frontalieri del 15 maggio 2024
Vedere riconosciuti i diritti dei lavoratori frontalieri, metterli al centro di un progetto condiviso, concretizzare con leggi ad hoc, fare in modo che si parli dei transfrontalieri, lavoratori che quotidianamente o settimanalmente valicano i confini delle loro regioni per un lavoro migliore.
Il Consiglio regionale Unipol della Valle d’Aosta ha organizzato ad Aosta, mercoledì 15 maggio, un evento che ha raggruppato politici, sindacalisti, professori universitari, consulenti del lavoro, imprenditori, albergatori e artigiani.
L’iniziativa si colloca nel più ampio palinsesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile, manifestazione che si svolge in tutta Italia organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).
In Valle d’Aosta il fenomeno del lavoro transfrontaliero (1.700 i lavoratori valdostani in Svizzera) è in espansione: Massimo Zanetti dell’Università di Aosta ha parlato di un lavoratore frontaliero ogni mille abitanti. Ma proprio sui numeri c’è bisogno di ulteriori approfondimenti, come sostiene il docente, citando quale fonte uno studio della Camera del Lavoro di Varese che affronta il fenomeno del lavoro transfrontaliero; secondo questo studio i lavoratori valdostani che si recano in Svizzera per lavorare sono 122.
Le professioni più ambite per le quali si lascia la Valle d’Aosta a favore della Svizzera sono: medici, infermieri, oss, ma anche muratori. Quali azioni quindi da parte della Regione per cercare di limitare questa “fuga” di cervelli e di professionalità?
Ad aprire la tavola rotonda il deputato della Repubblica Italiana Franco Manes che asserisce: «Un argomento sentito dalla maggior parte dei nostri concittadini, molti dei quali hanno fatto del lavoro transfrontaliero una scelta di vita. La Svizzera è il nostro sesto paese di riferimento, abbiamo un surplus di circa 30 miliardi sull’expo. In Svizzera risiede la terza comunità italiana nel mondo. È l’unico Paese dove l’italiano è lingua ufficiale».
Ha preso poi la parola per i saluti istituzionali il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin che ha spiegato come «l’Amministrazione regionale si stia già adoperando per essere ancora più attrattiva e cercare di limitare il più possibile la fuga di cervelli e di professionalità». Hanno contribuito alla discussione l’assessore allo Sviluppo Economico Luigi Giovanni Bertschy che ha dichiarato «Le parole d’ordine per la Valle d’Aosta devono essere attrattività e lavoro di qualità. Bisogna vivere con protagonismo questa importante fase di cambiamento del mondo del lavoro. Un protagonismo che abbiamo fatto nostro a livello di politiche del lavoro e che punta a costruire un’alleanza con tutti gli attori del settore coinvolti» e l’assessore agli Affari Europei Luciano Caveri «Il numero dei lavoratori transfrontalieri è cresciuto a dismisura. Questa può essere l’occasione, come nel nostro caso, per fare dei ragionamenti anche con i cantoni di lingua francese».
Sono intervenuti anche Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri CGIL, il quale nel suo intervento ha affermato «L’aumento di lavoratori frontalieri è da inquadrare nel diritto della libera circolazione. La Svizzera ha tutta una serie di attrattività, in primis il salario da 2 e mezzo a 3 volte maggiore di quello italiano, inoltre anche le condizioni e le qualità del lavoro incidono notevolmente in questo aumento del numero dei lavoratori»; Pancrazio Raimondo, segretario generale UILfrontalieri, «Importante focalizzare l’attenzione del lavoro frontaliero in questo territorio. Se guardiamo i dati notiamo come il numero di lavoratori frontalieri è in continua crescita. È un fenomeno che comunque deve essere regolamentato in particolare dal punto di vista fiscale»; Marco Contessa, responsabile nazionale frontalieri CISL, «Regolamentare il lavoro frontaliero è sempre più una necessità sia per tutelare il lavoratore, ma anche per il nostro territorio. I lavoratori frontalieri per fare quello che fanno affrontano tanti sacrifici».
Spunti alla discussione anche da parte di Andrea Caruso, presidente Cna Valle d’Aosta, Luigi Fosson presidente Adava e Claudio Perratone coordinatore del Dipartimento Sanità e Salute dell’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che hanno affrontato la questione del lavoro transfrontaliero dal punto di vista, rispettivamente, dell’artigianato, della ricettività turistica e nell’ambito sanitario .
La Consigliera di Parità della Regione autonoma Valle d’Aosta Katya Foletto nel suo intervento ha sottolineato come «Un terzo dei transfrontalieri è donna. Probabilmente perché si guadagna di più, ma anche perché ci sono delle condizioni che facilitano maggiormente la conciliazione famiglia-lavoro». In conclusione, l’analisi dei profili giuslavoristici del lavoro transfrontaliero è stata curata dal Presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro Valle d’Aosta, Matteo Fratini, che ha offerto interessanti spunti per comprendere meglio le dinamiche normative e giuridiche che influenzano il lavoro oltre confine.
Infine Ramira Bizzotto, Presidente del Consiglio regionale Unipol Valle d’Aosta, ha rimarcato «Con questa iniziativa l’obiettivo è quello di promuovere e analizzare proposte su temi di interesse comune che abbiano come comune denominatore il lavoro dignitoso e una crescita economica inclusiva e sostenibile».
Pubblicato / aggiornato
il 20/05/2024 alle 08:57
Categoria:
Cronaca