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I risultati dell’indagine sul mercato del lavoro nel settore turistico-ricettivo

I risultati dell’indagine sul mercato del lavoro nel settore turistico-ricettivo (©Parco Naturale Mont Avic) - Ciaspolata sulle tracce degli animali

I risultati dell’indagine sull’attrattività del mercato del lavoro nel settore turistico-ricettivo della Valle d’Aosta condotta su incarico della Regione autonoma, attraverso un questionario volontario distribuito tramite i canali social del Dipartimento politiche del lavoro e della formazione e le reti di Adava, ha coinvolto 436 lavoratori stagionali impiegati nella stagione invernale 2023/24. Essi rappresentano il 14% del totale, un campione significativo dal punto di vista statistico.

I principali fattori di attrattività individuati includono le bellezze naturali della regione, la qualità della vita e le opportunità per praticare sport all’aria aperta. Tuttavia, sono emersi anche diversi fattori critici, tra cui il costo della vita elevato, le limitate occasioni di svago e divertimento e le difficoltà nel reperire alloggi vicino ai luoghi di lavoro.

Nel complesso, i lavoratori hanno espresso un alto grado di soddisfazione e una forte intenzione di rimanere nel medesimo posto di lavoro.

Alcuni spunti di riflessione emersi dall’analisi:

  • Occupazione del tempo libero e conoscenza del territorio: per evitare che il personale diventi distante dal contesto in cui lavora, potrebbe essere utile creare percorsi dedicati. Questi potrebbero includere accesso agevolato a attività outdoor, formazione culturale, sportiva e collaborazioni con professionisti come maestri di sci, guide naturalistiche, guide alpine e guide turistiche.
  • Qualità dell’abitare: la qualità delle condizioni abitative è cruciale per arricchire l’esperienza professionale e umana dei dipendenti. Soluzioni potenziali potrebbero includere incentivi fiscali per i proprietari di immobili che offrono locazioni temporanee professionali, alternative agli affitti brevi saturi o forme di alloggio residenziale a lungo termine, inclusi veri e propri campus.
  • Spostamenti: Promuovere forme agevolate di trasporto, come il car sharing aziendale o incentivi per l’utilizzo dei servizi pubblici, potrebbe migliorare la mobilità dei lavoratori stagionali sul territorio.
  • Card e ticket: Introdurre contributi a fondo perduto per spese alimentari o specifici ambiti merceologici potrebbe contrastare il costo elevato percepito dai lavoratori come una criticità.
  • Centri formativi dedicati: La creazione di accademie specializzate potrebbe aumentare il livello di esperienza professionale, migliorare i servizi delle imprese e fungere da hub di impiego per risorse specializzate nel tempo.
  • Bacini di approvigionamento personale condivisi: Sviluppare forme di collaborazione tra aziende o database regionali potrebbe facilitare lo scambio stagionale di risorse umane, assicurando continuità nell’offerta economica per i lavoratori stagionali.

Pubblicato / aggiornato il 18/06/2024 alle 14:05
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Categoria: Politica e Amministrazione