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A macchia d’olio 2024

A macchia d’olio 2024 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Il pubblico presente alla conferenza stampa della rassegna 'A macchia d'olio'

Pochi giornalisti, nessuno dei due media partner ufficiali ma diversi collaboratori e finanziatori, nel pomeriggio di martedì 18 giugno 2024, alla conferenza stampa di presentazione della terza edizione di A macchia d’olio, rassegna di proiezioni di film classici, di cui nove d’animazione, a cui si unisce una selezione di cortometraggi provenienti dal festival Visioni fantastiche, che si è tenuto lo scorso marzo a Ravenna, e un documentario russo del 2018 sugli orsi della Kamchatka.

La rassegna, che prevede 27 proiezioni gratuite in 15 località della Valle d’Aosta, è organizzata dalla locale sezione di Aiace – Associazione italiana amici cinema d’essai, che in questa fase rinuncia alla definizione non commerciale della propria impostazione statutaria, proponendo un cartellone con noti blockbuster (il film più recente è del 2021, I Mitchell contro le macchine, pubblicato sulla piattaforma di streaming Netflix), e costa 45mila euro, di cui circa 35mila arrivano da fondi pubblici: «c’è tutto un comparto derivante da contributi, di avvisi, di bandi o di interlocuzioni formali con i Comuni – ha spiegato Elena Ciofalo, segretaria e tesoriera dell’associazione – ma c’è anche un sistema trasversale di sostegno con soggetti con cui in realtà ragioniamo e sviluppiamo attività sull’intera annualità. Poi ci sono le collaborazioni in kind [in natura, senza scambio di denaro, n.d.r.] che aumentano ed attivano valore. La prevalenza del budget è comunque derivante da contributi pubblici regionali, grazie ai bandi di sostegno alle attività culturali e scientifiche».

Samuele Tedesco, assessore alla cultura ed alla comunicazione del Comune di Aosta
Samuele Tedesco, assessore alla cultura ed alla comunicazione del Comune di Aosta

Sottolineando «i momenti di thriller, di horror e di trash», Samuele Tedesco, assessore alla cultura e alla comunicazione del Comune di Aosta, che ha recentemente riaperto il teatro Giacosa, senza però prevederne l’uso come cinematografo, ha ricordato come invece il cinema «aiuti ad avere diverse visioni del mondo e di inserire una capacità di dialogo continuo che non si interrompe, ma è un discorso che va avanti in tutto l’anno in un confronto continuo per crescere insieme, con tante proposte per le famiglie. Gli elementi di questa rassegna sono “identità” e “comunità”, parole che quando la politica assume a sé le svilisce completamente, anche se fanno parte di una riflessione che credo debba sempre rappresentarsi. Anche se si dice di non giudicare mai un libro dalla copertina e credo che uno dei punti forti di questa rassegna sia proprio la grafica».

Per Marco Gheller, assessore alle attività e servizi sociali e alla cura alla persona del Comune di Saint-Christophe, località da dove è iniziata la rassegna tre anni fa, uno fra i meriti è stato quello «di aver reso di nuovo vivibile l’area della Croix Noire che purtroppo è poco spesso utilizzata nel nostro territorio, solo durante le finali delle Batailles des reines, quando si popola per quella bellissima manifestazione».
Nell’area in questione sono previsti due giornate di cinema drive-in, a cui se ne aggiunge una terza alle porte di Aosta, una scelta curiosa in un periodo di riscaldamento globale, in quanto, considerata la scarsa diffusione delle spider (o “decappottabili”, nell’accezione italiana) e seppur considerando che in Valle d’Aosta il numero di auto elettriche risulta essere percentualmente superiore a quello del resto d’Italia, il rischio per il pubblico, che dovrà assistere a un film chiuso nei propri veicoli, quindi senza l’immersività caratterizzata dall’attuale tecnologia delle proiezioni professionali, è quello di dover anche sopportare le emissioni nocive provocate dai motori lasciati accesi a lungo per l’uso dell’aria condizionata a causa delle temperature estive, contribuendo in maniera sensibile all’inquinamento atmosferico, anche nei confronti di chi non è interessato al film.

Eleonora Bonadé della biblioteca di Pollein
Eleonora Bonadé della biblioteca di Pollein

«L’organizzazione di questa rassegna ha rappresentato una ventata di novità di cui c’era veramente bisogno – ha continuato Marco Gheller – e come Amministrazione comunale siamo veramente molto contenti di partecipare a questa serie di appuntamenti. È davvero difficile riuscire a mettere insieme tutta una serie di realtà comunali, che non sono esattamente quelle più semplici con cui interagire, grazie dalla notevole taratura del linguaggio e dell’empatia».

«Se partecipate a quest’iniziativa portatevi comunque un golfino e l’Autan [il repellente per le zanzare, n.d.r.] – ha avvisato Eleonora Bonadè, membro della Commissione di gestione della biblioteca di Pollein – i nostri spazi dedicati all’evento, quelli dell’area verde, sono già frequentati ma assumono un altro significato quando ci si ritrova insieme per condividere del tempo con la cultura».

«Il bando della legge 69 che avete vinto come associazione – ha ricordato Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale ai beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali – permette di organizzare delle iniziative come queste e può funzionare se ci sono persone che stanno dietro e costruiscono. La Pubblica amministrazione non è potente, siamo poche persone ma estremamente motivate che lavorano davvero per il bene della cultura in Valle d’Aosta. Ho percepito la capacità che avete di fare rete e questo aspetto è importantissimo perché credo che solo attraverso la collaborazione e la sinergia tra soggetti diversi si può rendere molto di più rispetto alle enormità di attori che collaborano con noi a vario titolo».

Alessia Gasparella, Elena Ciofalo e Gaël Truc del direttivo dell'associazione 'Aiace Valle d'Aosta'
Alessia Gasparella, Elena Ciofalo e Gaël Truc del direttivo dell’associazione ‘Aiace Valle d’Aosta’

«Non tutti i film della rassegna si trovano in streaming, soprattutto i cortometraggi che arrivano da una selezione di un festival internazionale – ha sottolineato Alessia Gasparella, fondatrice e presidente di Aiace Valle d’Aosta – anzi, secondo me una una buona metà non è così facile da recuperare. È comunque più divertente organizzare un qualcosa che sia un evento invece di guardarsi il film a casa, per esempio è meglio andare alla Grand Place e bermi uno spritz insieme a Eleonora. Noi comunque vogliamo arrivare a tutti a tutte ed in tantissimi modi diversi portando la cultura cinematografica a 360 gradi, in ogni modo e in ogni luogo».

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Pubblicato / aggiornato il 23/06/2024 alle 11:53
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Categoria: Cultura