Autonomia differenziata: VdA Aperta chiede il referendum
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L'aula del Senato
Mercoledì 19 giugno 2024, alla Camera dei Deputati, si è votato in seconda lettura il ddl sull’autonomia differenziata, precedentemente votato in Senato. I due parlamentari valdostani hanno espresso il loro voto n maniera difforme.
Nicoletta Spelgatti (Lega) commenta: «ho la gioia di festeggiare l’approvazione definitiva dell’autonomia differenziata. Un momento storico per il Paese, che inizia un percorso di modernità e di efficienza, con un rilancio del potere decisionale delle Regioni e un avvicinamento delle scelte che impattano sui territori ai cittadini. Adesso inizierà il percorso delle intese, che permetterà anche alla Valle d’Aosta di ottenere nuovi margini di autonomia, rafforzando il nostro Statuto Speciale e ottenendo nuove materie di competenza. Un ringraziamento speciale va al ministro Roberto Calderoli, che realizza il principale sogno della Lega da sempre, e al ministro Salvini. Un grazie anche alla premier Meloni e a tutti gli alleati, che hanno reso possibile tutto questo. Adesso, dopo l’autonomia, ci si concentra sull’altra immensa sfida, la montagna, con un quadro legislativo complessivo che ne permetta un effettivo rilancio. Un pensiero di profondissimo ringraziamento lo rivolgo a tutta la mia amatissima comunità valdostana, che mi ha concesso l’onore immenso di essere qui a vivere un momento storico così importante».
La componente delle minoranze linguistiche ha espresso voto favorevole. Il deputato Franco Manes, invece, si è astenuto, definendo la sua scelta una «astensione doverosa e strategica». Manes ha spiegato: «come rappresentante di una Regione a Statuto speciale, non posso essere contrario per principio a una riforma che conferisce maggiori competenze alle Regioni e quindi agli enti locali, incrementando la responsabilità nella gestione dei territori, il che può e deve portare a buone pratiche di governo. Tuttavia, questa riforma necessita ancora di ulteriori passaggi tecnici, amministrativi e politici, essenzialmente per prevenire eventuali disparità territoriali, valutando accuratamente le risorse necessarie e disponibili per l’attuazione concreta della riforma e per definire i criteri dei Livelli minimi prestazionali (Lep). È cruciale chiarire questi aspetti prima di procedere con le intese tra le Regioni a Statuto ordinario e lo Stato».
Il provvedimento discusso e approvato, conclude e concretizza esigenze espresse da alcune Regioni in passato e affonda le proprie radici nei dibattiti parlamentari avvenuti in precedenti Legislature da parte delle forze politiche sia di destra sia di sinistra.
Manes ha aggiunto: «L’astensione è motivata dal fatto che la Valle d’Aosta, come altre Regioni a Statuto speciale, ha intrapreso un percorso finalizzato a migliorare e riformare le prerogative e le competenze statutarie. Un percorso e un dialogo con il Governo in fase di definizione partendo dal documento consegnato l’anno scorso a Torino dal presidente del Sud Tirol alla Presidente del Consiglio. Questo processo necessita quindi di definizioni più precise e di un dialogo continuo».
Manes esprime soddisfazione per l’approvazione, con modifiche, di uno dei tre ordini del giorno presentati dalla componente delle minoranze linguistiche, a prima firma dello stesso deputato, che recepisce in parte uno degli emendamenti proposti in prima commissione. Il deputati conclude: «Il cammino è ancora lungo, complesso e articolato ma è fondamentale evitare normative che centralizzino sempre più le competenze verso gli organi centrali, competenze invece che devono essere efficacemente gestite a livello regionale e locale».
Valle d’Aosta aperta chiede un referendum
«L’autonomia differenziata spacca l’Italia, rafforzando le disuguaglianze tra le Regioni e i cittadini e creando le premesse per una secessione dall’alto. La riforma, voluta dalla Lega di Salvini, è passata grazie al baratto con la presidente del Consiglio Meloni, che in cambio ha ottenuto il Premierato. L’intera opposizione parlamentare e buona parte della società civile intendono resistere, anche attraverso lo strumento referendario. Cinque Regioni, Emilia-Romagna, Campania, Puglia, Sardegna e Toscana, stanno approvando la richiesta di referendum». È quanto scrive Valle d’Aosta Aperta (alleanza che comprende Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 stelle, ADU – Sinistra Italiana) in una nota di venerdì 12 luglio 2024.
La consigliere regionale Erika Guichardaz ha depositato una mozione, sottoscritta anche dalla collega Chiara Minelli, per chiedere che la Valle d’Aosta si unisca alla richiesta di referendum abrogativo dell’autonomia differenziata «A difesa dell’unità della Repubblica, del welfare e della sanità pubblica e, come già evidenziato dalla Sardegna, della propria specialità».
VdA Aperta invita tutti i consiglieri a discutere e votare la mozione. In particolare, si rivolgono «agli eletti del gruppo Federalisti Progressisti – Partito Democratico, che con ogni probabilità intendono partecipare ai lavori del comitato referendario valdostano. L’auspicio è quello di una maggiora coerenze, rispetto alle foto opportunity ai banchetti del sindacato, seguite dal voto contrario all’ordine del giorno sull’abrogazione del Jobs Act. Agli Unionisti diciamo, invece, che quando sono in discussione i principi della Costituzione e del nostro Statuto di autonomia, astenersi come ha fatto Manes in Parlamento significa rinunciare al diritto/dovere di rappresentare i valdostani».
Pubblicato / aggiornato
il 15/07/2024 alle 10:28
Categoria:
Politica e Amministrazione